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 lunedì 9 settembre 2019

MALTA

Brilli: Il gioco Gozitano che è destinato a morire

di Fra Mario Attard


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Da sempre, nel Villaggio di Għarb, il gioco “Brilli’ riunisce un gruppo di uomini per la strada. È bello presentare questo gioco tradizionale insieme a quattro personaggi simpatici che giocano il Brilli sia nella domenica che nei giorni festivi. Ogni domenica, in Piazza San Pietro a Għarb, un gruppo di uomini si incontrano per una partita di Brilli (Birilli in Italiano). Charlie Cauchi ha detto: “Non sappiamo esattamente l’origine di questo gioco. Sappiamo sicuramente che è molto vecchio con alcuni che sospettano che provenga dai Cavalieri. Il suono della palla che colpisce il birillo interrompe il silenzio. Fondamentalmente hai 9 spilli o birilli. Ognuno vale punti diversi e lo scopo del gioco è quello di raggiungere 24 punti. Almeno cinque giocatori devono giocare a questo gioco. A volte, la palla va sotto una macchina e non la può tirare fuori, ma comunque, continuiamo a farlo. Non puoi incontrare questo gioco a Malta o a Gozo. Si gioca solo a Għarb nei giorni di riposo, domenicali e festivi”.

Esprimendo la sua idea sul gioco Brilli Joseph Cassar dice:Anche questo gioco morirà, perché dovrebbe essere giocato a San Lawrenz, Kercem, Għasri e Żebbug, ma è rimasto solo qui”. Leli Micallef sembra sicuro sulla fine del gioco Brilli a Gozo. Finirà. Finirà perché non ci sono nuovi giocatori. Abbiamo un nuovo arrivato chiamato Marju. C’erano altri due, ma non vengono più. La pressione per questo gioco per non finire è appuntata su un diciannovenne. Infatti Marju Gauci si è espresso così sul gioco Brilli: “Se i bambini più piccoli di me vogliono giocare, insegnerò loro come mi è stato insegnato e li interesserò nel gioco”.

Joseph Cassar ha giocato per tutta la vita.Ero il campione, ma ora non lo sono più, perché le mie mani si sono indurite”. Joseph si rammarica di non essere in grado di giocare quanto vuole. Egli dice: “Si inizia a giocare, ma non puoi continuare, perché si inizia a dimenticare. E questo è un segno che presto incontrerai il tuo creatore”. Dopo 50 anni in Australia, Chalie Spiteri, detto “Dundee”, ancora ricorda come giocare. “Non è qualcosa che tu l’abbia mai dimenticato. Come una lingua. Ti ritorna”. Per Valerio Bugeja, un maltese che ha vissuto a Għarb per 9 anni, il gioco è così affascinante che lo ha incluso nel National Intangible Cultural Heritage Inventory. “Dobbiamo fare una targa che dice che questo gioco di birilli è giocato qui, affinché il modo intero sappia”.

In realtà, questi anziani sperano che questo gioco sarà riconosciuto dall’UNESCO per il motivo che il gioco ‘Brilli’ rimane per sempre sancito come patrimonio nazionale. Secondo l’Associazione Giochi Antichi (AGA), i primi reperti archeologici conosciuti, relativi alla famiglia dei birilli, risalgono al 3.200 a.C.: nove pezzi di pietra, da collocare come birilli, verso i quali si faceva rotolare una sfera di pietra che doveva passare prima attraverso un arco composto da tre pezzi di marmo. Il loro ritrovamento è avvenuto nella tomba di un bambino egiziano a Nagada e sono ancora oggi conservate presso l’Ashmolean Museum of Art and Archaeology dell’Università di Oxford, Inghilterra.

Più cenni storici del gioco ci dicono che era diffuso anche nella Roma antica: la testimonianza deriva da un sarcofago romano conservato nei Musei Vaticani. Nell’epoca Medievale, la documentazione che testimonia la diffusione di questo gioco è cospicua, ma è soprattutto dal XV secolo che si hanno maggiori prove riguardo alla sua pratica. Curioso è stato scoprire come in Polinesia si sia praticato un gioco chiamato Ula Maika, comprendente l’utilizzo di birilli e sfere di pietra. Le sfere erano lanciate da una distanza di sessanta piedi (18 metri), una distanza che è, forse non casualmente, la lunghezza regolamentare della pista del Bowling moderno a dieci birilli. Speriamo e preghiamo che il gioco dei Brilli a Gozo rimanga e si estenda di più.


 


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