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 venerdì 31 maggio 2019

MALTA

Mons. Charles J. Scicluna: “La gente di colore che vive con noi, sono parte di noi”

di Fra Mario Attard


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Dopo l’omicidio di Lassana Cisse, il quarantaduenne dalla Costa D’Avorio, che è stato brutalmente ucciso il 6 aprile mentre camminava lungo una strada tra Birzebbuga e l’HaL Far Open Centre, dove avrebbe visitato gli amici per appurare se si stavano adeguando a Malta, venerdì 24 maggio, nel Lecture Theatre dell’Università di Malta, si è organizzato un dialogo aperto dalla Facoltà Per il Benessere Sociale della stessa università. Il tema di questo dialogo aperto è stato: “Lassana Cisse-una storia di odio razziale: rispondere con la pace”. L’arcivescovo di Malta, mons. Charles J. Scicluna, ha fatto il seguente discorsoPenso che sia un momento molto importante per la nostra comunità di fede effettuare un’analisi critica del potere-complicità nel discorso dell’odio. Penso che non possiamo rinunciare a un atteggiamento critico verso il nostro modo di esprimere la differenza e il fatto che non siamo sempre agenti di inclusione. Vorrei condividere una serie di storie, dato che sono stato invitato a sottolineare la risposta con la pace. Lassana Cisse è arrivato alle nostre isole, era in contatto con la Kummissjoni emigranti (La Commissione degli Emigranti di Malta) e lo hanno aiutato nel processo dei suoi documenti. Sfortunatamente, ha finito con una delle decisioni e delle etichette più difficili. Era conosciuto come ‘respinto’. Quella era la storia di Lassana. Gli abbiamo dato quell’etichetta; le nostre istituzioni e la nostra legislazione gli ha dato quella etichetta. È stato respinto. Siamo qui perché alla fine è stato fisicamente eliminato. Quindi, la sua storia è una traiettoria di rifiuto e di eliminazione che dobbiamo affrontare. E non è l’unico.

Attraverso Kummissjoni emigranti offriamo ancora alloggio per 400 persone su base regolare, ma una delle storie che vorrei condividere riguarda la comunità di Ħal Balzan, dove abbiamo un certo numero di migranti che abitano lì. La comunità di Ħal Balzan si è adattata al dono della presenza di queste persone, soprattutto dall’Africa. Sono stati anche integrati, probabilmente hanno bisogno di essere integrati di più, ma se mi dici se c’è una buona esperienza di un buon quartiere a Malta, vi dirò di andare a Ħal Balzan. Ultimo giovedì Santo, il parroco di San Ġużepp Ħaddiem a Birkirkara ha deciso di invitare i residenti nella sua parrocchia dall’Africa che vivono con noi, per il gesto speciale della lavanda dei piedi. È un gesto molto importante per noi, perché questo è ciò che Gesù ci ha chiesto di fare. Il feedback della Comunità è stato così potente! Diceva che siamo qui per servirvi perché siete parte di noi. Questo è ciò che il gesto del lavaggio dei piedi al giovedì santo significa.

Come diceva Ahmed Bugri, l’11 giugno ho deciso di invitare una serie di giovani alla Curia per quello che sto chiamando ‘una buona cena di vicinato’. Dobbiamo invitarci a condividere le nostre storie e la nostra storia. Ma dobbiamo anche invitare i nostri amici, specialmente dall’Africa e dall’Asia, a far parte delle nostre celebrazioni. È molto importante festeggiare insieme perché questo aiuterà il nostro impegno. Purtroppo, abbiamo servito Lassana molto male. Dobbiamo portarlo a casa da sua madre, e abbiamo un fondo per questo, ma dobbiamo anche aiutare i nostri giovani a capire che le persone di colore che sono con noi non sono ospiti, sono parte di noi. Sono lì per costruire la nostra comunità. Dobbiamo costruire insieme la nostra comunità. La nostra comunità deve essere una comunità in cui ci rispettiamo come esseri umani indipendentemente dalla religione, dalla razza o dal sesso. Se vuoi capire cosa significa discriminazione, guarda The Green Book (Il Libro Verde). Esso è un film straordinario che racconta di una vera storia di un genio pianista che va da New York verso sud negli Stati Uniti negli anni cinquanta. Nel film, più che scende nel profondo sud degli Stati Uniti più lo vedete minacciato ingiustamente.

È accompagnato da un migrante di origine italiana da New York come guardia del corpo e autista. Alla fine, entrambi finiscono per essere discriminati. Dobbiamo usare le arti, ma anche una cultura per creare la pace tra di noi. Penso che l’omicidio di Lassana Cisse debba essere una sveglia per i leader della fede, e sento questa responsabilità di arcivescovo per la comunità cattolica sulle isole, ma anche per ognuno di noi. Dobbiamo guardarsi l’un l’altro e dire ‘Sto incontrando un essere umano’. Questo è ciò che ci rende davvero uniti”. Possano queste parole dell’arcivescovo toccare i cuori di tutti noi, maltese e stranieri, che viviamo in queste isole, ad accogliere Gesù com’è specialmente presente nei nostri fratelli e sorelle migranti.


 


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