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 venerdì 17 maggio 2019

MALTA

Il messaggio del vescovo ausiliare Joseph Galea-Curmi per l’inaugurazione della pista sportiva di St. Dorothy School

di Fra Mario Attard


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La Scuola di St Dorothy a Żebbuġ ha inaugurato un nuovo complesso sportivo e ricreativo. Il complesso copre circa 10.000 metri quadrati dietro la scuola superiore e comprende un campo da pallavolo all’aperto, palestra coperta di 25 metri, piscina a sette corsie, campi da calcio in erba sintetica, una pista da corsa di 200 metri e spazi per l’atletica outdoor per giavellotto, Shot Put, salto in alto, salto a lungo e disco. Tutte le aree esterne sono illuminate e dispongono di doccia e servizi di spogliatoio. Le strutture sono aperte al pubblico dopo le ore scolastiche attraverso un programma di affiliazione. La cerimonia di inaugurazione, è stata condotta dal vescovo ausiliario, mons. Joseph Galea Curmi, si è svolta il lunedì 13 maggio, festa della Madonna di Fatima, alla presenza del madre generale della Congregazione delle Suore Dorotee, Sr. Sao Ribeiro, le Suore di Santa Dorotea, le squadre di leadership delle scuole, vari ospiti, insegnanti, genitori, studenti ed ex studenti.

Ecco il messaggio, dato per l’occasione, da mons. Joseph Galea-Curmi: Sono molto felice di essere qui oggi per l’inaugurazione della pista sportiva. È così incoraggiante vedere il tremendo sviluppo delle strutture scolastiche, fornendo agli studenti le risorse e l’ambiente che possono promuovere la loro salute fisica. Le mie quattro sorelle erano studentesse a St Dorothy’s, e mia sorella è stata insegnante in questa scuola per 33 anni. Giorni fa, Papa Francesco ha incontrato un gruppo di 400 membri del centro sportivo italiano, celebrando il loro 75° anniversario. Nel suo discorso, ha detto che, attraverso lo sport, ai giovani viene offerto uno stile di vita sano e positivo, basato sulla visione cristiana della persona e della società. Lo sport ci aiuta ad acquisire autostima, autocontrollo e rispetto per gli altri. Il Papa ha sottolineato che lo sport può aiutare le persone a lavorare nel quadro delle regole.

Quando si affronta una competizione – ha detto – si impara che le regole sono essenziali per vivere insieme; che la felicità non si trova nel disprezzo delle regole, ma nel perseguire fedelmente i tuoi obiettivi; e imparate anche che non vi sentite più liberi quando non avete limiti, ma quando, entro i vostri limiti, date il meglio. Dobbiamo essere padroni dei nostri limiti e non schiavi dei nostri limiti. Il mondo che sogniamo, ha detto il Papa, è uno basato su una sana competizione, che vede sempre l’avversario come un amico e un fratello o una sorella. La visione cristiana significa imparare a guardare gli altri con gli occhi stessi di Gesù. Il Vangelo ci mostra un mondo in cui la diversità degli altri non è motivo di divisione, ma di crescita e di aiuto reciproco. Il Papa ha anche sottolineato il nostro amore per i più poveri e i più deboli, che è un aspetto integrale della visione di Santa Paula Frassinetti per la scuola”.

Nello sport – come in ogni aspetto della nostra vita – dovremmo mirare a sforzarci al meglio delle nostre capacità, ma anche a fermarsi per aiutare chiunque che “cade” lungo la strada, sapendo che in essi ci incontreremo con Cristo stesso. Dovremmo essere vicini a coloro che sono più deboli, in modo che possano partecipare alle varie attività insieme agli altri e non sentirsi mai esclusi. Molte grazie a tutti coloro che hanno lavorato così duramente nel corso degli anni per realizzare questo sogno. Prego Dio affinché vi benedica tutti e vi tenga sempre nella sua cura.


 


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