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 giovedì 2 maggio 2019

MALTA

Ordinazione di quattro nuovi sacerdoti per l’arcidiocesi di Malta

di Fra Mario Attard


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Date la vostra vita in modo che la vostra gioia nel Signore non sarà mai incompleta! Queste sono le parole tratte dall’omelia di mons. Charles J. Scicluna, l’arcivescovo di Malta, quando, sabato 27 aprile 2019, ordinò quattro nuovi sacerdoti per l’arcidiocesi di Malta. Questi i nuovi sacerdoti: don Peter Ellul dalla Parrocchia San Paolo Naufrago a La Valletta, don Jean Gove dalla Parrocchia di Mosta, don Aaryton Ray Muscat dalla Parrocchia di Mtarfa e don Matthew Pulis dalla Parrocchia di Iklin. Nella sua omelia, l’arcivescovo Scicluna ha sottolineato il fatto che il giorno della loro ordinazione sacerdotale, hanno avuto Dio come autore, un’opera della Sua misericordia. “La destra del Signore si è alzata, la destra del Signore fa prodigi” (Sal 118,16). Voi che conoscete i vostri peccati e le vostre debolezze, annunciate oggi con le parole dello stesso Salmo 118: “Io non morirò, anzi vivrò, e racconterò le opere del Signore” (verso 17). Voi che state attraversando la prova dell’umiliazione, della sofferenza, dello scoraggiamento, annunciate oggi con le parole dello stesso Salmo: “Certo, il Signore mi ha castigato, ma non mi ha dato in balìa della morte” (verso 18). Possa il Signore essere la vostra forza, il vostro tesoro e la vostra salvezza. Ogni giorno della vostra vita di sacerdoti, rivolgetevi a Dio Padre come suoi figli e ditegli umilmente: “Ti celebrerò perché mi hai risposto e sei stato la mia salvezza” (v. 21).

L’arcivescovo Scicluna ha anche detto hai nuovi ordinandi che Gesù sta dando a loro il “coraggio” di parlare nel Suo nome e non nel loro nome. Anche se Gesù li conosce bene continua ad affidarsi in loro. “Oggi, Gesù risorto vi sta affidando una parte molto intima nella sua missione. Egli vi manda nel mondo: ‘andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo a ogni creatura’” (Mc 16:15,). Egli si fida di voi, nello stesso modo in cui confida in noi, anche se sa benissimo che noi, come gli Apostoli, siamo persone vulnerabili; a volte gettati in una depressione in una via che è piena di lacrim. Siamo anche noi vittime di molti dubbi e pieni di tristezza. Egli sa tutto questo e continua a fidarsi di noi con la buona Novella. Egli sa che a volte la nostra fede fallisce e noi siamo ostinati. Ma proprio lo stesso ci manda nel mondo come suoi testimoni. Il nostro mandato da lui è uno di servizio e non di potere in modo che chi ci vede conoscerà e capisca bene che, come Pietro e Giovanni, siamo “quelli vicini a Gesù”. Egli si fida di noi con il potere di guarire nel suo nome, in modo speciale nell’amministrazione dei sacramenti.

Mons. Scicluna ha incoraggiato gli ordinandi a perseverare nel loro dono della Santa ordinazione, essendo, così, un esempio per il loro gregge, specialmente nel modo in cui vivono la loro consacrazione sacerdotale sia personalmente che comunitariamente. Questa fedeltà va insieme al modo in cui il discepolo deve spesso esaminarsi: ‘bada a te stesso e all’insegnamento’” (1 Tm 4,16A). La preghiera del sacerdote deve essere che egli deve raggiungere la gloria insieme al suo gregge: “persevera in queste cose perché, facendo così, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano”. Infine, l’arcivescovo Scicluna li ha esortati ad essere presbiteri pieni di entusiasmo e gioiosi. Questi sono i primi e veri risultati di una vita tutta dedita a Gesù e alla sua Chiesa attraverso duro lavoro e anche a soffrire in pace di Cristo nelle persecuzioni. Come sacerdoti di Cristo, essi sono chiamati a essere misericordiosi, padri spirituali e anche fratelli ad altri sacerdoti.

Il loro vero tesoro risiede nell’essere puri, umili e obbedienti in tutta sincerità ai loro superiori. Siate sacerdoti pieni di entusiasmo, santi, fedeli e pieni di gioia. Pregate affinché, seguendo il vostro esempio, il buon Dio chiamerà nuove vocazioni al sacerdozio. Date la vostra vita in modo che la vostra gioia nel Signore non si svuota. Non abbiate paura del duro lavoro e insulti. Lasciate che il vostro sguardo riposi sempre sul Signore crocifisso e vittorioso le cui ferite sono porte e finestre sul cuore di Dio: un cuore pieno di misericordia e di compassione, un cuore che sa amare e che ha una pura sete di amore per l’umanità. Non rinunciate mai alle vostre umili preghiere. Cercate la fraternità dei vostri fratelli sacerdoti e siate padri spirituali del popolo di Dio che oggi gioire con voi, nuovi sacerdoti del Signore. Assicuratevi che la vostra obbedienza sia sincera, che la vostra purezza sia umile e che il vostro unico tesoro sia il Signore. Cercate il Signore in coloro che sono poveri e emarginati. Amarlo nel prossimo; servirlo nei vostri fratelli; lodarlo nella sua creazione; dargli gloria con la vostra vita e la vostra fedeltà”. Carissimi don Peter Ellul, don Jean Gove, don Aaryton Ray Muscat e don Matthew Pulis, colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù (Fl 1,6). Ad Multos Annos!


 


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