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 lunedì 18 marzo 2019

MALTA

Un aiutino del Papa Emerito Benedetto XVI nel tempo Quaresimale

di Fra Mario Attard


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In questo periodo così importante della Quaresima, occorre trovare dei maestri di vita spiritual che ci accompagnano in questo cammino assai fondamentale della fede. Uno di questi è, sicuramente, il Papa Emerito Benedetto XVI. Nel suo ultimo messaggio per la quaresima 2013, che ebbe come titolo: Credere nella carità suscita carità “Abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi” (1 Gv 4,16), Papa Ratzinger ha dato i suoi pensieri su ciò che è la chiave di una Quaresima fruttuosa. La celebrazione della Quaresima ci offre una preziosa occasione per meditare sul rapporto tra fede e carità: tra il credere in Dio, nel Dio di Gesù Cristo, e l’amore, che è frutto dell’azione dello Spirito Santo e ci guida in un cammino di dedizione verso Dio e verso gli altri. Poi, il Pontefice spiega come la fede conduce alla carità, che è una risposta all’amore di Dio per noi.

Tutta la vita cristiana è un rispondere all’amore di Dio. La prima risposta è appunto la fede come accoglienza piena di stupore e gratitudine di un’inaudita iniziativa divina che ci precede e ci sollecita. E il “sì” della fede segna l’inizio di una luminosa storia di amicizia con il Signore, che riempie e dà senso pieno a tutta la nostra esistenza. Dio però non si accontenta che noi accogliamo il suo amore gratuito. Egli non si limita ad amarci, ma vuole attiraci a Sé, trasformarci in modo così profondo da portarci a dire con san Paolo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me (cfr Gal 2,20) (no. 2).

In altre parole, la fede è conoscere la verità e aderirvi (cfr 1 Tm 2,4); la carità è “camminare” nella verità (cfr Ef 4,15) (n. 2). Durante la Quaresima è facile rimanere concentrati soltanto sul rafforzare la nostra vita di preghiera. Anche se è un obiettivo buono e benemerito il Papa Emerito Benedetto XVI ci chiede di fare il passo successivo e di usare quella rinnovata fede essendo caritatevole verso gli altri. Come dice benissimo San Paolo, l’Apostolo delle Genti: “Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo (1 Cor 13,1)”. La carità dovrebbe essere sempre sul nostro radar, e non possiamo scambiarla per una migliore vita di preghiera. Dobbiamo permettere alla nostra vita di preghiera di guidare la nostra carità, cercando di superare in generosità gli altri. Questa è la vita cristiana e la chiave di una feconda Quaresima.


 


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