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 venerdì 27 aprile 2018

MESSINA

Incontro con l’autrice Titty Santina Giannino

di Redazione


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Si è svolto, nella Biblioteca dei Cappuccini, l’incontro con l’autrice di testi teatrali Titty Santina Giannino, la quale è stata accolta da padre Fiorenzo Fiore, responsabile della biblioteca dei Cappuccini. L’autrice ha parlato delle sue esperienze letterarie, a partire dall’età di 11 anni, in cui scriveva poesie in siciliano come “I ddu mbriachi”, con la quale si è classificata seconda al Premio letterario Vann’Antò (riservato alle scuole medie), nel 1981. La passione per la scrittura teatrale nasce, molto presto, all’età di 13 anni; nel 2011, riprende a scrivere realizzando una trentina di opere, tra commedie brillanti, testi seri e drammatici (anche un testo sulla violenza sulle donne “Come calzini spaiati”, andato in scena a Marsala nei giorni scorsi e vincitore del Primo premio al Premio Efesto a Catania; nel 2017, corti e atti unici, monologhi, traduzioni in siciliano di opere già note (“Sarto x Signora” di G. Feydeau e “Nu figlio a posticcio” di Scarpetta) e anche un testo per presepe vivente.

L’autrice ha ricordato le compagnie che hanno rappresentato i suoi testi, i premi che ha avuto la fortuna di ricevere e le sue esperienze da giurata. Il pomeriggio culturale si è incentrato sulle sue opere teatrali “Si Eva non s’avissi manciatu a mela” (commedia brillante in dialetto in 2 atti) e “Rosa” (testo teatrale drammatico sempre in siciliano e in 2 atti). Sono state lette anche le prefazioni dei libri scritte dall’editore dott. Giuseppe Manitta, assente in quanto impegnato a Palermo nella Fiera dell’editoria “La via dei librai” (in cui, tra l’altro, è stato esposto anche “Rosa”). Sono stati letti dei brani tratti da entrambi i libri duettando con l’attore Giuseppe Galletta, che, con la sua verve comica, è riuscito a coinvolgere il folto pubblico, inserendosi spesso nel dialogo con battute spiritose e cantando alcune canzoni come: “La voce del silenzio”, “Sorridi amore vai” (versione di Bocelli della colonna sonora “La vita è bella”), “E vui durmiti ancora” e “Cocciu d’amuri”).

L’interessante pomeriggio culturale è servito ai presenti a conoscere Titty Giannino e a svelare il mondo che ruota attorno al teatro di casa nostra, importante fucina di giovani talenti. I lavori sono visibili sul sito web www.tittygiannino.jimdo.com, dove si può trovare una biografia più dettagliata. “Si Eva non s’avissi manciatu a mela” (commedia brillante in 2 atti, in siciliano): La vicenda “sembra”, inizialmente, quella classica di Adamo ed Eva (o forse no!), ma un intruso, un uomo del futuro, portando il suo carico di avvenimenti succedutisi nel tempo e contrapponendosi al serpente, convincerà Eva a non mangiare la mela. La storia va dunque riscritta... e tra un Adamo e una Eva sempre in lite, stile “Casa Vianello”, e Caino e Abele visti più come “il furbo e il fesso” che trovano moglie, un Dio che “tuona” per comunicare, nel Paradiso terrestre si avvicendano nuovi personaggi che porteranno ad un finale tutto da scoprire.

“Rosa” (testo teatrale drammatico in 2 atti, in siciliano). La commedia narra la vita di Rosa, figlia di Minico e Carmela, contadini, semplici, nel primo novecento. Rosa non ha una vita facile, come un destino già segnato lei vive sentendo dentro una particolare responsabilità: l’essere il figlio maschio che il padre ha sempre desiderato e mai avuto. Si carica di tutte le mansioni che spetterebbero ai ragazzi, nonostante il diniego della madre e della sorella Lucia, ma la sua essenza femminile non può e non vuole essere sepolta ed esce prepotente un giorno quando incontra Ntoni, il figlio di Brasi e Lavinia, con il quale è cresciuta, ma che all’improvviso assume per lei quasi un’altra dimensione. Sono i primi sentimenti di una ragazzina che sta crescendo, ma che nel tempo maturano, ricambiati. Ma le responsabilità che si è assunta e le sue idee di libertà le vietano di vivere questo sentimento. E in più Minico, per lei, ha altri progetti.

E ancora una volta, Rosa farà la volontà del padre e sposerà Vanni, che lei non ama, ma al quale si lega con affetto fraterno. Ma l’amore, quello vero, è un’altra cosa, e Ntoni sarà sempre lì, nella sua vita come nel suo cuore, a ricordarle ogni momento quel sentimento che lei non può permettersi di vivere. È uno spaccato della vita di una famiglia normale, chiusa nelle convenzioni di un’epoca e di una donna che aveva trovato il modo di uscirne fuori, ma che alla fine se ne sente schiacciata ed è costretta ad accettarle, suo malgrado.


 


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