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 sabato 7 aprile 2018

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Messina: Avviene ogni venerdì pomeriggio: dalle 17,00 alle 19,00

di Redazione


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È un incontro strano, imprevedibile, impensabile quando ancora non se n’è fatta un’interiore e piena esperienza teatrale. Eppure, con costanza e puntualità si ripete ogni settimana. I ragazzi dell’Associazione di Solidarietà Sociale Onlus “Anch’io sindrome di Down”, ragazzi speciali, bravissimi e molto motivati, si incontrano nei locali del Teatro Vittorio Emanuele guidati da professionisti: La Compagnia Teatrale “Ledimigi” e affiancati da un’intera classe dell’Istituto Liceale “Archimede” di Messina, 5a C, pronta a dare tutto di sé in un progetto di alternanza scuola- lavoro, per giocare e cimentarsi insieme a fare teatro. Un gioco fatto con semplicità ed entusiasmo in cui i ragazzi all’unisono si sperimentano in diverse parti con la forza ed il cuore di veri attori. Un vero e proprio lavoro per la serietà e la tenacia con cui si calano nel percorso che viene loro proposto.

Si tratta di un incontro iniziato già dal 2017 che ho, fortemente, voluto grazie alla generosità di un uomo eccezionale: Luca Nicolino, presidente e anima dell’Associazione “I Buffoni di Corte” Onlus, Torino, che con generosità e altruismo ci permette, con una sua opera teatrale, di realizzare uno spettacolo teatrale molto interessante. Gli incontri avvengono nei locali del Teatro Vittorio Emanuele avvalendoci del supporto morale e professionale di Mimmo Giuliano, direttore artistico e prezioso amico che ha già seguito i ragazzi in diverse e apprezzate rappresentazioni sceniche.Quest’anno, la formula originaria si è modificata, sviluppandosi in un anomalo e interessante laboratorio teatrale che si prefigge, però, al termine dei lavori, di gratificare i ragazzi nel dare loro la possibilità di esibirsi in una manifestazione teatrale dove il ballo, inteso come stimolazione e coordinazione del corpo, ha importanza. Le fila di tutto ciò sono tenute anche dalle bravissime Emanuela Giuliano, regista, e Roberta Ruggeri, coreografa.

Un percorso certamente formativo, ma in maniera altrettanto profonda per chi li guida. I risultati si stanno mostrando, infatti, sorprendenti, sotto diversi punti di vista. Un’esperienza del genere accentua la piccolezza della mente e dei suoi pregiudizi nel rapportarsi a realtà culturali e umane che non si conoscono bene. Il primo limite con cui bisogna fare i conti è la scarsa attitudine, e purtroppo, abitudine del non riconoscimento della libertà e della disinibizione, qualità queste che, invece, i ragazzi sono riusciti a mantenere integre. Una libertà fisica e di pensiero che è, talvolta, sciocca per la semplicità e la naturalezza con cui viene spiattellata in faccia.Superata questa prima tappa, ci si incontra con i pregiudizi che bisogna tener conto di avere anche inconsapevolmente. Pregiudizi “buonisti”, ma proprio per questo più pericolosi. La più grande discriminazione è, infatti, la credenza che in quanto ragazzi con Sindrome di Down siano necessariamente “ini”: Bellini, carini, dolcini, tenerini, etc. Niente affatto. Sono dolci quando è necessario, affettuosi quando lo meritiamo, bellini quando non sono nervosi. E poi, sono divertenti, ironici, taglienti, spiazzanti. Sanno perfettamente difendersi da sé, senza bisogno di nessun “ino”.

Al momento, ci si è a una stazione importante del progetto, quella prettamente preparatoria. Nel mio ruolo di presidente della Onlus, sono particolarmente soddisfatto di questa esperienza comprendendo bene che i ragazzi insegnano tanto offrendoci prospettive imprevedibili che lasciano a volte sbalorditi: come la naturalezza con cui rendono semplici alcuni interpretazioni che in un primo momento possano sembrare complessi. Ed è proprio qui lo scambio, il contatto. Il momento dello stupore che permette, nella ricerca di qualsiasi arte di rinnovarsi, generando ancora arte e stupore.Il 1° giugno uno spettacolo teatrale al Vittorio Emanuele chiuderà questo gioco “serio al pari di un lavoro”, riproponendo in vesti diverse emozioni diversi. Allora, quando a chiusura del sipario i ragazzi felici gioiranno per aver conquistato il palco e il pubblico, si emozionerà intimamente sino alle lacrime senza capirne profondamente il perché, io mi godrò un momento tutto mio e solamente mio, bellissimo in quanto sofferto.

Dott. Francesco Venuti – Presidente “Anch’io sindrome di Down” Onlus


 


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