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 martedì 18 luglio 2017

TAORMINA

La Carmen “danzata” di José Perez conquista il pubblico del Teatro Antico di Taormina

di Redazione


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Une étoile internazionale del calibro di José Perez sceglie come partner una fulgida promessa della danza, la diciannovenne ballerina catanese Chiara Amazio, appena diplomata con lode all’Accademia del Teatro alla Scala e già entrata nel corpo di ballo scaligero. Giovanissimi, e in gran parte siciliani, sono anche tutti gli altri componenti della compagnia, appositamente, selezionati per Carmen, versione coreografica della celeberrima opera lirica di Bizet. Una rivisitazione in chiave moderna, firmata da Perez nella doppia veste di coreografo e protagonista maschile, nel tormentato ruolo del dragone Don José.

Da questo progetto, nato come laboratorio per dare nuovo impulso all’arte di Tersicore, ha preso vita e corpo la produzione realizzata dal Teatro Massimo Bellini di Catania, in collaborazione con l’Associazione “Futuro Danza” Palermo. E sostenere la danza e i danzatori appare quanto mai necessario, vista la crisi in atto dell’intero settore. Infatti, questa Carmen, in scena con vivo successo ieri sera al Teatro Antico di Taormina, è l’unico balletto presente nel cartellone di Anfiteatro Sicilia, promosso dagli Assessorati al Turismo e ai Beni culturali.

Il richiamo della grande danza ha attirato nella millenaria cavea un folto pubblico, in prevalenza visitatori e turisti che nel week end hanno preso d’assalto la capitale del turismo siciliano. Applausi a scena aperta e un’ovazione finale di dieci minuti hanno rivelato il gradimento per la sorprendente interpretazione della giovane compagnia. Ad accrescere la suggestione della performance, le immortali musiche di Bizet, non su base registrata – come sempre più spesso avviene negli spettacoli di danza – ma eseguite dal vivo dall’Orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania, in stato di grazia sotto la direzione del maestro Stefano Salvatori.

L’ambientazione è quella di una Spagna accennata e appena stilizzata, in una collocazione astratta e senza tempo, che spazia dai toni chiassosi e popolari delle sigaraie a momenti di struggente lirismo e drammaticità, fino alla tragedia annunciata, che sfocia nel femminicidio di Carmen per mano di Don José. Una storia che si ripete, odioso tributo all’amore malato.


 


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