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 lunedì 30 dicembre 2013

LA RINASCITA, WORK IN PROGRESS

Il Presepe vivente alla Badiazza

di Lally Famà


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Abbiamo incontrato il dott. Matteo Allone, responsabile del Centro Diurno “Camelot” del Modulo Dipartimentale Salute Mentale Messina Nord, nonché presidente dell’Associazione “Il Centauro” o.n.l.u.s.

Tra le interessanti iniziative dell’Associazione, nel 2013, nasce l’importante collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana, ed è stata la stessa dirigente, la dott. Tommasa Siracusa, ad evidenziarne l’impegno e gli sforzi che “Il Centauro” sta compiendo per rendere possibile la fruizione del Monastero di Santa Maria della Valle.

Lo stesso dott. Allone ci dichiara, “Quest’anno, abbiamo voluto presentare alla collettività la Prima Edizione del ‘Presepe vivente’, per dare continuità al processo di Rinascita spirituale, etica ed estetica di un luogo ritrovato, quello della Badiazza, simbolo per la comunità locale e per l’intera città. Animato da operatori ed utenti del ‘Centro Diurno’, con le musiche natalizie di Joseph D’Arrigo e con le luci e gli allestimenti realizzati, unicamente, grazie ai contributi ricevuti dall’Associazione con il 5x1000 ed al lavoro di volontari: Daniele Retto, Francesco Bongiorno ed Antonio Cucinotta tra tutti”.

Chiediamo ad Allone quale sia l’importanza di un Presepe all’interno di una struttura secolare come la Badiazza, ed il perché della forma ottagonale “Il Presepe della Badiazza, dalla simbolica forma ottagonale che ripete la forma delle colonne del Monastero e simbolizza l’Infinito, la Via, la Resurrezione di Cristo e dell’uomo, realizzato dall’artista Stello Quartarone, vuole portare alla luce l’oltre che è nelle cose, per non subire lo spirito del tempo, per non nascondersi dietro a convenienze contrabbandate da impossibilità oggettive. Per costruire un mondo solidale in cui vivere ed operare con orgoglio, dignità e passione. E seminare speranze perché la crisi che viviamo che non è solo economica, ma anche e soprattutto di valori, è l’occasione irripetibile per ritrovare le ragioni fondanti lo stare assieme. Coinvolti in guerre, ingiustizie, disoccupazione, fame, infanzia e donne violate, discriminazioni etniche, intolleranze religiose, mafie, poteri forti, il Presepe della Badiazza vuole esprimere un messaggio di pace, di fratellanza, di tolleranza culturale e religiosa. In un luogo che è stato crocevia di culture, il Presepe è la possibilità insita nelle cose, la luce che penetra le tenebre, la speranza, il coraggio della responsabilità. La fiducia che poi viene mattina e che l’abisso non è l’ineluttabile, perché armonia o disperazione del mondo dipendono da noi”.


 


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