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 mercoledì 5 agosto 2015

TATTOO

Espressioni artistiche sul corpo umano

di Silvio Monachino


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I tatuaggi con le lettere sono dei chiari veicoli d’informazione, oltre ad essere facili da tatuare. Nella maggior parte dei casi, essi vengono scelti per riportare frasi o parole personali, per ricordare una persona cara, per dichiarare i propri sentimenti agli altri o, semplicemente, a se stessi.Fin qui... nulla di nuovo, direte voi, ma, alle volte, può accadere che, dopo aver dedicato un nome, una letterina ad una persona cara, nel giro di breve tempo, questo legame si spezzi.Per parecchi anni, ho tatuato letterine, nomi, frasi, poesie associate a mezzi cuori, lucchetti, chiavi, stelline, e, puntualmente, ho visto ritornare ‘gran parte’ di quelle stesse persone per coprire quel vecchio tatuaggio, che risvegliava, continuamente, vecchi ricordi di storie negative, o legami interrotti.Ma cosa succede quando una persona o una coppia si tatuano le iniziali o il nome dell’altro? Inizialmente, l’euforia del tatuaggio rende il clima più disteso e allegro per tutti, ma quell’inchiostro, ormai, impresso sulla pelle segna, a volte, il preludio dell’inizio di una fine imminente, inviando, così, al nostro cervello impulsi negativi; questi effetti sono generati dalla nostra dualità interiore (amore ed odio, male e bene), che ci accompagna per la vita.

La lettera impressa sulla pelle, alla fine, diverrà una ‘scomoda intrusa’, che fungerà da terzo incomodo; la medesima scatenerà una temporanea fusione del dualismo (yin e yang) rendendo l’individuo, particolarmente, aggressivo nei confronti della persona amata (prima). In una lotta interiore personale, la reazione primaria inconscia è quella di usare tutte le forze per respingere quell’intrusione. Il dualismo si fonderà in una fase di temporanea razionalità ogni volta che la persona, oggetto del tatuaggio, verrà nominata o sarà presente, sollevando, prevalentemente, i difetti nei confronti della stessa, o giudizi pesanti (quindi, negativi), spesso, esagerati e molto istintivi.

Pertanto, significa che un carattere debole e, sentimentalmente, insicuro avrà un buon motivo per coprirsi il tatuaggio, per un periodo che andrà da un minimo di 2 mesi ad un massimo di 5 anni.Nel corso della mia esperienza, su oltre cento coppie tatuate, solo due son giunte al quinto anno; tutte le altre hanno richiesto la copertura dello stesso, quasi, subito, ma soprattutto, hanno continuato ad avere rapporti complicati con persone che hanno lo stesso nome di quello tatuato addosso; ne ho dedotto, quindi, che le lettere indirizzano ed amplificano l’attrazione verso un nome e non verso il carattere, ma, in modo altrettanto forte, lo respingono.

Scelta molto diffusa tra i giovanissimi (indirizzati, tra l’altro, da tatuatori neofiti ed improvvisati) è, quella di tatuarsi il proprio nome. Generalmente, questo dimostra una forte insicurezza nei rapporti personali, tanto da ricercare le proprie sicurezze basandosi sul giudizio degli altri, per rafforzare e facilitare i rapporti sociali. Con il passare del tempo, però, se ne ottiene che, come risultato finale, si risulta incapaci, arroganti, poco sinceri ed ambigui. Nel caso, invece, dei tatuaggi riportanti frasi celebri, come Carpe diem o Quisque faber fortunae suae, ho notato che i tatuati avevano sviluppato dalle stesse frasi uno stimolo alla coerenza, all’intuizione, al tempismo e ad una, sempre più forte, autostima di “Sé”.In conclusione, posso affermare che il tatuaggio, che sia un maori, un fantasy o tanti altri stili che si sceglie di tatuare sul proprio corpo, può rappresentare uno stimolo per evolvere se stessi.


 


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