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 martedì 2 ottobre 2012

UN MARE DA VIVERE

I POMERIGGI PIÙ BELLI A PESCA

di Emanuele Cum


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Vi ricordate di me? Sono Emanuele Cum, il ragazzo che l'anno scorso ha scritto della sua prima esperienza di pesca sullo Stretto di Messina e che ha raccontato la storia in un tema in classe, al ritorno dalle vacanze, dal titolo Il mio giorno più bello.. d’estate.

Beh, anche quest’anno ho voluto scrivervi delle due mie giornate di pesca, che hanno deliziato la mia estate messinese.

Questa è la seconda estate in cui vado a fare la miglior pesca delle mie vacanze. I due giorni prescelti per andare a pescare, quest’anno, sono stati il 18 e il 23 agosto. Forse, tutti penseranno che il primo giorno di pesca sarò stato più emozionato, ma ciò non è vero, perché questa non era la mia prima volta che andavo a pesca. Ricorderete tutti la mia prima pesca dell’anno scorso e di cui, già, avrete letto su questo giornale!

Con ciò, comunque, non voglio dire che il primo giorno non ero emozionato, più che altro direi che ero preoccupato, forse, per la corrente troppo forte, e si sa che con la corrente si pescano pochi pesci, o forse ero preoccupato per motivi abbastanza stupidi, come il fatto che potessero finire presto le esche, o che potessero mancare le canne da pesca, o che le canne fossero troppo poche o che, magari, fossero rotte, pensavo addirittura.. che la barca fosse troppo piccola per andarci tutti insieme.

Insomma, dentro di me ero sicuro che qualcosa sarebbe andata storta, ma ero incerto sul fatto che potessero accadere tutte le cose che stavo pensando, ma soprattutto che potessero accadere tutte insieme e, per di più, in una sola occasione.

Questa volta in barca ero più esperto, ma ciò non mi aiutò ad essere fortunato come la mia prima volta dell’anno scorso (in cui mi accadde di pescare “un pesce ogni secondo”), perché, per sfortuna, non era una giornata buona e la corrente era forte e irremovibile ovunque andavamo; noi aspettavamo che la corrente se ne andasse, ma era tutto inutile. Infatti, il motivo per cui non si riusciva a pescare era che la corrente ci impediva di calare il piombo fino in fondo, in mezzo alle Poseidonie, dove vive la maggior parte dei pesci, quelli più buoni.

Ed è stato dopo vari tentativi falliti che abbiamo pensato che forse sarebbe stato più utile raddoppiare il peso del piombo: ma fu tutto inutile e non portò ad alcun risultato. Così, ci siamo dovuti accontentare solo di un bel chiletto di pesce, che era meglio di niente! Ma poi, in fondo, l’importante non era soltanto pescare tanti pesci, ma soprattutto, trovarmi, tranquillamente, in compagnia di mio padre e di Armando sulla barca nel famoso Stretto di Messina e vi posso assicurare che non è una cosa di tutti i giorni!

La seconda giornata di pesca è andata molto meglio della prima ed è stata proprio come l’avevo desiderata. Questo grazie all’assenza di corrente e al fatto che Biagio, il figlio di Armando, abbia scelto un buon posto per ancorare la barca.

Infatti, in sole due ore, abbiamo pescato oltre due chili di pesce, tanti pesciolini e tutti piccolissimi, a differenza del primo giorno, nel quale abbiamo pescato pochi pesci, ma abbastanza grossi.

Ma volete sapere una cosa? Che i pesci siano grandi o piccoli non ha importanza, perché il sugo della pasta, quando lo cucina mio nonno, è il più buono del mondo!

Speriamo che l’anno prossimo riusciremo a pescare, ancora, tanti altri pesci e, anche, tutti belli grandi.


 


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