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 lunedì 2 settembre 2019

MESSINA

Messina – Si è svolto l’evento formativo “Psiche Politica”

di Redazione


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Un evento formativo ha delle necessarie premesse, si pone fini ed obiettivi. Nell’ambito del benessere psichico l’organizzazione dei servizi e le strategie d’intervento non possono non tener conto di una visione attenta alla complessità ed alla sostenibilità. “Psiche Politica” organizzato dalla Commissione Psicoterapia dell’Ordine dei Medici e dal Centro Italiano di Psicologia Analitica- Istituto Meridionale, con il patrocinio dell’Assessorato Regionale alla Sanità, l’Università degli Studi di Messina, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Messina, l’Ordine degli Psicologi e il Dipartimento di Salute Mentale ASP 5, che si è svolto al PalaCultura, in una sala gremita, rivolto a medici, psicologi e tecnici della riabilitazione, è iniziato dopo i saluti dell’Assessore alla cultura Enzo Trimarchi, del direttore del Dipartimento di Salute Mentale, dott. Antonino Ciraolo, e del prof. Rocco Zoccali, direttore della Cattedra di Psichiatria della Università degli Studi di Messina.

Lo Sviluppo Sostenibile (SS) nell’ambito della sfera psicosociale, ambientale ed economica mira a salvaguardare le generazioni future. La Risoluzione 70/1 delle Nazioni Unite definisce il programma per lo Sviluppo Sostenibile 2030 individuando 17 obiettivi (OSS) e 169 sotto-obiettivi. L’obiettivo 3 relativo al benessere mentale, traccia itinerari e principi etici e psicologici da conoscere e perseguire attraverso una visione sistemica ma soprattutto una politica di civiltà per la creazione e l’affermazione di un nuovo modello di sviluppo che ponga l’individuo al centro, tenendo conto delle inumane violenze che lo stesso riceve da un sistema psicosociale volto all’individualismo narcisistico, piuttosto che all’individuazione. Nella sua introduzione, Matteo Allone, responsabile scientifico dell’evento, ha sottolineato come il sistema sanitario vive una serie di problematicità, che sono il frutto dello spirito del tempo: accanimento diagnostico come effetto della medicina difensiva e della crescente paranoia persecutoria, aumento del suicidio in ambito giovanile e delle dipendenze sine-substantia (internet addiction, gap, sex addiction), come effetto di una crescente dimensione depressiva e di personalità sviluppatesi in maniera pervasiva e disadattiva. Ha evidenziato, inoltre, il tema irrisolto della prevenzione, attraverso un consapevole uso delle risorse.

L’attenzione alla natura e alla cultura come linee guida per la rinascita dell’idea neoplatonica di un “anima mundi” che va difesa e protetta attraverso la formazione di operatori impegnati, responsabili e coscienti che esiste una umanità, alienata da sé e dai luoghi che abita. Le relazioni, moderate da Melania Mento, Università di Messina, Maurizio Nicolosi, direttore Istituto Meridionale del C.I.P.A., Franco la Rosa della Scuola di Psicoanalisi junghiana CIPA, Istituto Meridionale, e Giuseppe Rao, direttore Modulo Dipartimentale Salute Mentale Messina nord (Asp5), sono state analizzate nei loro risvolti psicopatologici rispetto ai disturbi della personalità dai relatori Luigi Baldari (Istituto di Micropsicoanalisi) che ha proposto alcune riflessioni psicoanalitiche e sociologiche sulla genesi del narcisismo nella nostra epoca. Il termine “narcisismo” sta a indicare una eccessiva concentrazione di interesse psicologico su di sé. Attualmente, la maggior parte della disturbante fenomenologia nella nostra società è vista alla luce della concettualizzazione analitica del narcisismo.

Questo si è verificato solo di recente (ultimi 30/40 anni), se consideriamo che sono trascorsi più di 100 anni dalla pubblicazione (1914) dell’articolo di Freud “sul narcisismo”. Gli scritti psicoanalitici sul narcisismo, da Kohut a Kernberg e numerosi altri hanno destato molto interesse, anche fuori dalla professione psicologica. Inoltre, ciò che era stato presentato come una categoria diagnostica psichiatrica, come una circoscritta patologia del carattere, basata su di una soluzione difettosa di conflitti precoci, è trasformato in un interesse vasto, sociologico con “II narcisismo nella nostra cultura” di Christopher Lasch.Ferdinando Testa, psicologo analista didatta C.I.P.A. Catania, ha brillantemente relazionato su: “Borderline, Anima Mundi e Campo Archetipico: dal due al tre”. Nel corso della giornata, è stata possibile una lettura dell’aspetto psicourbano, rispetto alla qualità e al benessere psichico connesso ai luoghi che abitiamo. Questa lettura offerta da Anna Muscatello, Università di Messina, ha consentito di riflettere sui dati in controtendenza rispetto a ciò che sappiamo sulla salute generale, riscontrando come la salute mentale è peggiore nelle aree urbane, come evidenziato dall’incremento dell’incidenza e della prevalenza dei disturbi psichiatrici, fino al 38% più frequenti negli abitanti delle città rispetto alla controparte rurale (Peen et al., 2010).

L’ambiente urbano è altamente complesso ed eterogeneo, una miscela di ritmo accelerato, densità sociale e, simultaneamente, isolamento sociale, dovuto alla superficialità delle relazioni e al disimpegno, correlato all’eccessiva presenza di stimoli (concetto di “overload”, Milgram, 1970) e, pertanto, si presta a rivestire il ruolo di fattore psicosociale patogeno che facilita lo stress cronico e influenza il neurosviluppo (Tost et al., 2015). La stessa ha evidenziato come sia importante un approccio integrato e multidisciplinare al fine di delineare con maggiore attendibilità le componenti urbane a significato patogeno o protettivo nei confronti del disagio psichico, dello stress percepito e dei disturbi mentali, al fine di strutturare adeguati e specifici interventi di prevenzione. A seguire, la relazione del dott. Mario Gullì, psicologo analista del C.I.P.A. Messina, su: “L’Io e l’altro, psiche e società”.

Nella sessione pomeridiana, moderata da Clemente Cedro e da Giuseppe Mento, Università degli studi di Messina, è stato affrontato il tema della dimensione della psiche femminile dai relatori Francesca Picone, psicologo analista didatta del C.I.P.A. Catania: La dimensione politica della Psiche al femminile: da Gaia ad Atena, e altre ancora e Jenny Gioffrè, psicologo analista C.I.P.A., che ha svolto una riflessione sulla possibile trasformazione politica della nostra epoca che sebbene ricca di grandi risorse soprattutto dal punto di vista tecnologico e della capacità di nuove forme di gestione delle risorse naturali, è messa a rischio dal permanere di una cultura egemonica distruttiva. La soluzione sta nel far entrare nella vita pubblica uomini e donne impegnati a restaurare la trama della loro integrità umana, basata essenzialmente sull’empatia e la responsabilità, espressioni dello spirito femminile. Infine, Giuseppe Mento (Policlinico Messina) che ha offerto una approfondita lettura neurocognitiva della relazione tra uomo e società.


 


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