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 domenica 22 gennaio 2017

CALAMITÀ

Dissesto idrogeologico del territorio italiano... non ci resta che piangere

di Rosario Lo Faro


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Ripetute immagini affollano le reti televisive e, da qualche anno, assistiamo a catastrofi naturali, ad eventi luttuosi che colpiscono la nostra terra.I territori, ormai, sono lacunosi di prevenzione, per negligenza, per abusivismo, per l’abbandono di quelle terre che, un tempo, erano produttive e la cui cura, ovviamente, ne garantiva la salvaguardia per il nostro territorio. Gli assestamenti naturali, causati da terremoti, ed il dissesto idrogeologico portano, sempre più, la nostra penisola ad essere, ormai, un territorio soggetto a tali calamità, il tutto aggravato da strutture inadeguate, che ne peggiorano la situazione, alla quale, anche, l’uomo contribuisce in modo forte e preponderante.

Nessuno può fermare il corso della natura, ma di certo, ormai, è possibile, grazie alle tecniche di costruzione ed agli studi geofisici, per capire dove si può pianificare una struttura, affinché, questa non comporti rischi alle persone nella loro fruizione. In Italia, da anni, opera il corpo di protezione civile, costituito da tanti volontari che coadiuvano le forze dell’ordine, sempre, pronti e animati da tanta volontà e solidarietà per dare il pronto intervento alle zone colpite da queste calamità. Tutto questo ha reso meno grave quello che avviene dopo tali situazioni. In tali circostanze l’aiuto alla popolazione diviene di vitale importanza ed è per questo motivo che la protezione civile italiana ne è divenuta un fiore all'occhiello per il nostro paese.

Soltanto, prevenendo sarà possibile non aggravare situazioni che, ormai, si ripropongono, frequentemente; soltanto, con la prevenzione si può dare vita ad un vero e proprio cambiamento, con la speranza che siano, sempre, meno le vittime, dato che nulla si può fare per fermare un evento naturale di tale portata, al quale l’uomo, purtroppo, può soltanto rimanere inerme spettatore. Si deve avere coscienza e capire che l’uomo ha, sicuramente, abusato della natura, quella stessa che “mortificata” tenta di riprendere ciò che le è stato strappato via, dunque, è necessario cercare quelle soluzioni efficaci ed eliminare quel cancro che, sino ad oggi, ha imperversato attraverso la speculazione edilizia.

Le giuste misure di sicurezza devono essere apportate per determinate situazioni, come la cura dei greti dei fiumi lasciati all’abbandono, ma, anche, per la presenza di vere e proprie discariche a cielo aperto, che, non consentendo il normale deflusso acquifero, provocano catastrofi irrimediabili.


 


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