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 venerdì 16 agosto 2019

MALTA

Sant’Elena: Una donna per il nostro tempo

di Fra Mario Attard


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Domenica 18 agosto è la festa di Sant’Elena imperatrice e Augusta. Come madre del famoso imperatore romano Costantino, Elena aveva un’importante impronta nella storia del Cristianesimo. La sua carità verso i poveri fu grandissima. Elena Flavia Augusta lasciò lo spirito santo agire in lei specialmente nella sua bontà verso i poveri con vesti e denaro. Ben consapevole delle parole del profeta Isaia e accuratamente applicate al Messia, “tu… faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre (Is 42, 7)”, l’Augusta fece liberare tantissimi condannati sia nei carceri che nelle miniere e anche dall’esilio. Questa donna di fede certamente influì su suo figlio nella pubblicazione dell’Editto di Milano, nel 313, grazie al quale al Cristianesimo venne data la libertà di culto.

La prima lettura della messa che ricorda Sant’Elena, ricavata dal libro dei Proverbi, definisce benissimo l’anima aperta a Dio che aveva questa grande donna. Una donna perfetta chi potrà trovarla? “Ben superiore alle perle è il suo valore. In lei, confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto. Essa gli dà felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita. Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani. Ella è simile alle navi di un mercante, fa venire da lontano le provviste. Si alza quando ancora è note e prepara il cibo alla sua famiglia e dà ordini alle sue domestiche. Pensa a un campo e lo compra e con il frutto delle sue mani pianta una vigna. Si cinge con energia i fianchi e spiega la forza delle sue braccia. È soddisfatta, perché il suo traffico va bene, neppure di notte si spegne la sua lucerna. Stende la sua mano alla conocchia e mena il fuso con le dita. Apre le sue mani al misero, stende la mano al povero. Non teme la neve per la sua famiglia, perché tutti i suoi di casa hanno doppia veste. Si fà delle coperte, di lino e di porpora sono le sue vesti. Suo marito è stimato alle porte della città dove siede con gli anziani del paese. Confeziona tele di lino e le vende e fornisce cinture al mercante. Forza e decoro sono il suo vestito e se la ride dell’avvenire.Apre la bocca con saggezza e sulla sua lingua c’è dottrina di bontà. Sorveglia l’andamento della casa; il pane che mangia non è frutto di pigrizia. I suoi figli sorgono a proclamarla beata e suo marito a farne l’elogio: ‘Molte figlie hanno compiuto cose eccellenti, ma tu le hai superate tutte!’. Fallace è la grazia e vana è la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare. Datele del frutto delle sue mani e le sue stesse opere la lodino alle porte della città (Prov 31,10-31)”.

Sant’Elena fu la donna che trovò la Croce di Nostro Signore Gesù Cristo. Nel De obitu Theodosii, San Ambrogio ricorda il viaggio della santa in Terra Santa con queste parole:Si recò sul Golghota, i soldati videro quella vecchia donna, quella vecchia madre aggirarsi e inginocchiarsi tra le macerie. Ecco il luogo della battaglia: è la vittoria? – disse Elena – Io sono sul trono e la croce del Signore nella polvere? Io sono in mezzo all’oro e il trionfo di Cristo tra le rovine? Vedo cosa hai fatto, o diavolo, perché fosse seppellita la spada che ti ha annientato! Difronte a questo illustre esempio di fede coraggiosa Sant’Ambrogio esclamò: Beato fu Costantino per una tale madre. Durante la ricerca per la Croce di Cristo, Elena pregò con grande fervore. Alla fine, il giorno arrivò, la Santa Croce fu trovata. Racconta Don. Balduino Bedini O. Cist, nel suo libro Le reliquie della Passione del Signore: Un giorno individuò il punto esatto dove la S. Croce era sepolta. Fece scavare lì fino alla profondità in cui comparve una tavola coperta di terra, era l’elogium scritto da Pilato, la tavola appesa alla croce di Gesù che indicava il motivo della condanna a morte: ‘Gesù Nazareno re dei giudei’”.

Mentre la santa donna baciava piangendo il titolum glorioso, i muratori estraevano le tre croci e gli elogi dei due ladroni. Ma la gioia del momento fu subito turbata dalla considerazione che non era possibile distinguere la Croce di Gesù dalle altre due. Allora, il santo vescovo di Gerusalemme, Macario, ebbe una felice intuizione. Fece portare le tre croci a casa di un’illustre moribonda, pronunciando questa preghiera: “Signore, tu che concedesti la salute al genere umano per la morte di croce del Figlio Tuo Unigenito e che ora hai ispirato alla tua serva Elena di cercare il legno beato dove fu sospesa la nostra salvezza, mostraci con evidenza quale delle croci servì per la gloria divina e quali furono supplizio dei malfattori. Fa che questa donna, che giace sul letto semiviva, al tocco del legno salutare sorga subito dalla morte imminente alla vita”. E, come racconta lo storico Rufino, dopo aver toccato la donna con la prima e la seconda croce senza risultato alcuno, al tocco della terza croce la moribonda guarì all’istante, alzandosi dal letto e glorificando il Signore.

Nella Terra Santa, Elena costruì la Basilica del Santo Sepolcro e altre chiese esattamente sul luogo della nascita e della crocifissione di Gesù. A Gerusalemme, costruì anche un monastero per le Vergini consacrate. Santa Elena ci insegna a cercare Gesù nei sofferenti, nelle persone consacrate e anche di avere tanta stima e rispetto per i luoghi di culto del Nostro Signore Gesù Cristo.O Gloriosa Sant’Elena con l’angoscia e la devozione con le quali bramasti la Croce di Cristo, ti imploro così che tu mi possa donare la grazia di Dio, per sopportare pazientemente i travagli della vita quotidiana. Attraverso la tua protezione ed intercessione sarò in grado di trovare e trasportare la Croce di Gesù, che Dio ha riposto su di me, in modo che lo serva in vita e godere della Sua Gloria per sempre. Amen”.


 


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