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 sabato 20 luglio 2019

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Messina. Cambiamo Messina dal Basso: Truffe al cimitero?

di Redazione


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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa:

Che nei meandri del “palazzo” ci siano zone d’ombra è sicuramente probabile; che tali ombre possano esserci soprattutto in ambiti “sensibili” come i cimiteri, è sicuramente nell’ambito del “possibile” visti i numeri importanti che ne gravitano attorno. È evidente a tutti che il sindaco di Messina ha deciso di trasformare la sua pagina social in un tribunale che sostituisce anche il palazzo municipale, non ci risultano denunce agli atti né atti formali portati in Consiglio Comunale (ridotto oramai a mero strumento per votare o meno delibere); ma il fatto che le “truffe” siano quelle di cui parla il sindaco in un post Facebook dal titolo “La truffa dei cimiteri: ecco i dettagli”, è da collocare nella dimensione delle barzellette e ci si augura che tra Consiglio Comunale e informazione qualcuno intervenga per chiedere conto di evidenti bufale. Intanto, vi diciamo cosa sappiamo noi. Interessante è intanto notare che le cifre della “truffa” cambiano a seconda che il “nostro” faccia un video o scriva un post, per cui, ad esempio, in video gli incassi del Comune per tutti i cimiteri ammontano a 50mila euro, mentre nel post scritto aumentano a un milione. E anche per quanto concerne il capitolo spese del Comune di Messina, nel video si parla di 2milioni-2milioni e mezzo di euro, che diventano però circa 6milioni, sommando costi pubblici e privati, nel testo del post fb.

Ha ragione il “nostro” sindaco quando scrive che c’è qualcosa che non va: è fin troppo evidente.

E vediamo cosa non va: incominciamo con la sua affermazione che il Comune, a fronte di 6 milioni di uscite, abbia solo 50mila euro d’entrata: è un falso facilmente smentibile leggendo dati e documenti. Il dipartimento si “sostiene” da sé, senza significativi trasferimenti dal bilancio comunale, ricavando ad esempio circa 4milioni di euro l’anno da operazioni legate alle tumulazioni, estumulazioni, concessioni e cremazioni (tra l’altro in parte destinati ad altri capitoli di spesa non riguardanti cimiteri). Su queste ultime, le cui entrate sono considerevolmente aumentate dal 2014 a oggi grazie a una efficiente gestione, il Comune di Messina trattiene dalle cremazioni circa un terzo dei guadagni. Al riguardo, vi è da dire che, durante il passato quinquennio amministrativo, si è fatta la scelta sociale, a tutela dei cittadini, di prevedere una quota minimale per i residenti, introducendo il funerale calmierato proprio per orientare verso la cremazione e l’inumazione, puntando più alla valenza sociale del provvedimento piuttosto che ai ricavi, che sono di molto inferiori rispetto alle tumulazioni in cemento.Sui costi della polizia mortuaria, si consiglia di controllare meglio i dati: dalla lettura, risultano costi effettivi per lavori e servizi inferiori di circa 700mila euro rispetto ai 2milioni e 300mila sbandierati, tra l’altro garantendo all’interno di tale spesa ulteriori nuovi servizi alla cittadinanza. Riguardo agli inutili ed esosi costi per la pulizia e la manutenzione del verde, ci si dimentica di dire che sono servizi gestiti quasi esclusivamente in house con le partecipate MessinaServizi Bene Comune e Amam, mentre in passato il verde era gestito con appalti pubblici a privati.

Ancora: È vero che tutti i servizi sono gestiti dai privati? Ovviamente no, è falso.

Negli ultimi anni, a differenza di quanto succedeva in passato, tutte le attività di progettazione, RUP, direzione lavori, controllo, custodia, verifica, assistenza alle operazioni, servizi amministrativi, ecc. sono gestite dal dipartimento, nonostante la sua drastica riduzione, quasi il 50% del personale in meno nell’arco di 7 anni. Ed è proprio per compensare tale carenza di personale che si è fatto ricorso negli anni all’informatizzazione, con gare d’appalto pubbliche, che oggi garantisce maggiore trasparenza del passato in tutte le delicate operazioni di concessione e tumulazione in cui i rischi di discrezionalità erano sempre presenti, e che ha consentito di controllare e garantire gli incassi che, guarda caso, con il miglioramento dell’informatizzazione, a partire dal 2013-2014, hanno subito una sensibile crescita (senza aumento delle tariffe!!!).Sui costi e i ricavi delle luci votive, i cui ricavi dovuti sono, comunque, il triplo di quelli denunciati, vi è un iter anche con risvolti legali già avviato per sbrogliare una matassa che si trascina, questa sì, da decenni, che bisogna portare a termine. Sulla “scoperta” di impianti non attivati e di attrezzature non ancora utilizzate, su di una progettazione e finanziamento che risale al 2004, bisognerebbe prima verificare il perché della mancata attivazione e la funzionalità delle attrezzature. Una volta magari accertato che esistono negli anni problematiche di carattere tecnico, normativo e legale (furto di cavi) che hanno ostacolato l’iter e che le attrezzature non sono danneggiate, si può passare a verificare e trovare eventuali responsabilità e soprattutto a risolvere i problemi.

Infine, un’ultima osservazione:

Mettere insieme costi di diversa natura, di cui talune obbligatorie, come fa il “nostro” sindaco, per dimostrare diseconomie nella gestione, è un classico gioco delle tre carte per creare solo confusione, populismo e per sostenere, ancora una volta, la necessità di privatizzare tutto. Mettere, ad esempio, nel conto delle spese “improduttive” la cura del verde o la custodia è assurdo visto che il “ritorno” di tali attività sta proprio nella tutela e nel decoro dei siti cimiteriali, sono spese doverose da cui non deve né può scaturire alcun ricavo: l’utilità del servizio pubblico è anche questa, cioè garantire servizi anche a scapito del guadagno, fondamentale, invece, per il privato i cui servizi sono governati soltanto dalla logica del profitto. Per non parlare delle spese dei dipendenti, del dirigente, che sono presenti in tutti i dipartimenti e necessarie proprio per le gestioni di competenza comunale. E che dire del conteggio “improduttivo” della luce? A meno che non si vogliano lasciare al buio i cimiteri e gli uffici (ops, non vorremmo aver dato un involontario suggerimento).

Che dire in conclusione?

Che è strano che tra un blitz e l’altro nel cimitero monumentale non ci si sia accorti che il deposito non è stracolmo come un tempo quando si arrivò, nel 2012/2013, ad oltre 780 salme in attesa, contro le poco più di 200 nel 2017/2018. La riduzione di salme in giacenza è la spia dell’efficienza dei servizi cimiteriali, vuol dire che viene garantita un’adeguata offerta di sepolture, che in questi anni le programmazioni, progettazioni, cremazioni, inumazioni a terra in aree finalmente decorose e curate, recupero architettonico e funzionale di tombe antiche, tumulazioni, sono state in grado di fare fronte alla domanda di oltre 12.000 sepolture, che chi ha lavorato nel Comune per raggiungere questo risultato ha lavorato bene. Ma di tutto questo, ovviamente, è meglio non parlare per non rovinare il programmato project financing di tutti i cimiteri, passando tutto AI PRIVATI...cui noi ci opporremo con tutte le nostre forze.

Sempre dalla parte dei cittadini e degli ultimi. #CMdB


 


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