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 mercoledì 20 giugno 2012

FIADDA SEZIONE MESSINA

A SOSTEGNO DEI BAMBINI AUDIOLESI

di Giovanni Tomasello


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In occasione della festa della “Caritas Diocesana”, tenutasi nei nuovi locali (ex “Missionari Comboniani”, di via Emilia), che, a breve, entreranno in possesso della stessa, lo scorso 14 giugno abbiamo incontrato la signora Pina Marcellino, presidente dell’Associazione “Famiglie Italiane Sostegno Diritti Audiolesi – FIADDA”, aperta lo scorso dicembre, a Messina.

Ecco, dalla viva voce della signora Marcellino, le finalità della neonata aggregazione:

Le nostre finalità tendono alla difesa dei diritti degli audiolesi. Siamo tutte mamme di figli sordi, con protesi acustiche o con impianti cocleari, e sosteniamo i loro diritti dando spazio all’oralismo.

Nel senso che i nostri bambini vengono abituati alla parola, senza che imparino la lingua dei segni. Chi vuole farlo sarà una sua scelta. Inoltre, siamo in contatto, anche, con ragazzi più grandi, cercando di far capire l’importanza dello screening neonatale, la diagnosi precoce, che deve essere fatta entro 72 ore dalla nascita. Intervento che non viene fatto, anche, se c’è una disposizione della Regione Sicilia del 2011 che lo rende obbligatorio. Altro nostro obiettivo è l’inclusione scolastica dei bambini audiolesi, attraverso la sensibilizzazione delle insegnanti, perché, molto spesso, ci troviamo di fronte a non sapere cos’è l’impianto cocleare, al contrario della protesi acustica. E poi, anche, l’inserimento lavorativo”.

Quante famiglie sono inserite nella vostra associazione?

Attualmente, siamo una ventina di famiglie. Vorrei spiegare meglio la differenza con i sordomuti. Il sordomutismo si generava, allorquando, il bambino sordo non veniva messo in condizione di acquisire la parola. I bambini vengono riabilitati alla parola fin da piccolissimi, fin da quando disponiamo della diagnosi. La diagnosi precoce comporta un’educazione all’oralismo, da subito. Ci sono casi in cui la diagnosi si fa, anche, ad un anno e dopo si fa l’iter riabilitativo. Dopo i due anni di età la memoria uditiva diventa quasi nulla”.

Iniziative in cantiere?

Intanto, vorremmo capire come mai negli ospedali di Messina non si fa lo screening uditivo, malgrado la disposizione della Regione del 2011. E, poi, progetti di inclusione scolastica con altre associazioni per l’introduzione della musicoterapia nelle scuole materne ed elementari. Vorrei evidenziare che, quando una famiglia si trova di fronte ad una diagnosi di un figlio sordo, non sa cosa fare e viene sballottata da un dottore ad un altro. La nostra associazione vuole, quindi, informare la cittadinanza che alternative ne esistono”.

Rivolgetevi con fiducia alla FIADDA. Al momento, essendo la sezione di Messina nata da poco, si sta organizzando sul territorio.

Chi volesse avere ulteriori informazioni può rivolgersi al presidente, Pina Marcellino, telefonando ai numeri 3930399670, oppure, 3930399073.


 


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