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 domenica 16 giugno 2019

CONSORZIO DI TUTELA

Prosecco: Il Conegliano Valdobbiadene vieta l’uso del glifosato

di Redazione


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È l’anno della messa in atto del divieto di uso del glifosato, diserbante fra i più comuni in campo agricolo e, sebbene le normative italiane ed europee ne consentano ancora l’impiego, è questa la novità più importante della nona edizione del Protocollo Viticolo del Consorzio di tutela del prosecco Conegliano Valdobbiadene Docg, presentato a Treviso.Il Conegliano Valdobbiadene – è stato ricordato – è la più estesa zona omogenea in Europa ad aver vietato l’uso della sostanza chimica che continua a essere utilizzata in molte aree agricole italiane ed europee. Si tratta del risultato di un lavoro di cooperazione tra amministrazioni locali dei 15 Comuni sui cui territori insiste la denominazione e il Consorzio di tutela. Il protocollo è di fatto un documento tecnico, nato nel 2011, redatto da una commissione di esperti con lo scopo di razionalizzare non solo l’utilizzo di fitofarmaci, ma proporre anche tutte le buone pratiche agronomiche che possano aiutare la sostenibilità.

La sua redazione, ha sottolineato il presidente del Consorzio, Innocente Nardi, èfrutto di un lavoro di squadra iniziato due anni fa con cinque amministrazioni comunali che hanno dimostrato come fosse possibile una scelta di questo tipo. Sono state coinvolte associazioni di categoria (Coldiretti, Cia e Confagricoltura) e stakeholder, a testimonianza della volontà del nostro territorio di fare squadra. Le famiglie produttrici sono 3.300, è stato un cammino di migliaia di persone proseguito a piccoli passi nella stessa direzione”. Oltre al Protocollo, fra i progetti del Consorzio c’è ora la certificazione “Sistema di qualità nazionale di produzione integrata” (Sqnpi), un’esperienza pilota sull’utilizzo di tutti i mezzi produttivi e di difesa delle coltivazioni dalle avversità, in modo tale da ridurre al minimo l’uso in vigneto delle sostanze chimiche di sintesi. Per ottenere la certificazione, affidata a un soggetto terzo individuato nell’ente Valoritalia, saranno predisposte attività di controllo, come l’attuazione di un numero significativo di analisi delle uve prodotte, per accertare qual è stato l’effettivo impiego in vigneto delle sostanze chimiche. Il target è di arrivare a una quota di aziende certificate pari al 25% entro il 2021 e di incrementare il numero del 10% in ciascuno degli anni successivi.


 


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