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 domenica 2 giugno 2019

MALTA

La festa della visitazione di Maria a Sant’Elisabetta

di Fra Mario Attard


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Venerdì 31 maggio, si è celebrata la festa liturgica della visitazione di Maria a Sant’Elisabetta. Questa festa mariana sottolinea l’importanza dell’incontro, cioè quell’incontro fra la giovane madre Maria, l’ancella del Signore, e l’anziana Elisabetta, simbolo degli aspettanti di Israele. Gli elementi del servizio gioioso di Maria e l’ospitalità altrettanto gioiosa di Sant’Elisabetta caratterizzano questo incontro assai speciale. Anche il testo, tratto dal vangelo di San Luca per questa celebrazione, afferma proprio questa gioia celeste. In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore” (Lc 1:39-45).

Leggendo questo brano, personalmente, vedo la grande impronta che porta un incontro gioioso! Quando c’è un incontro pieno dell’amore di Dio allora, quell’incontro, davvero diventa un inno esistenziale di lode al Signore. Un incontro veramente fraterno annuncia, nelle parole di San Bernardino da Siena, l’amore gioioso che canta e loda l’amato, vale a dire Dio stesso! L’incontro di Maria con Elisabetta far risplendere la realtà che chi dice di amare Dio deve anche amare il fratello e la sorella. Così commenta San Francesco di Sales: “Nell’Incarnazione Maria si umilia confessando di essere la serva del Signore... Ma Maria non si indugia a umiliarsi davanti a Dio perché sa che carità e umiltà non sono perfette se non passano da Dio al prossimo. Non è possibile amare Dio che non vediamo, se non amiamo gli uomini che vediamo. Questa parte si compie nella Visitazione.

La festa della visitazione di Maria a Elisabetta è un forte richiamo per tutti noi a far rivivere di nuovo lo spirito della famiglia nelle nostre relazioni. Nella sua udienza del mercoledì 7 ottobre 2015, Papa Francesco parla così sullo spirito famigliare nelle relazioni: Uno sguardo attento alla vita quotidiana degli uomini e delle donne di oggi mostra immediatamente il bisogno che c’è ovunque di una robusta iniezione di spirito famigliare. Infatti, lo stile dei rapporti civili, economici, giuridici, professionali, di cittadinanza, appare molto razionale, formale, organizzato, ma anche molto ‘disidratato’, arido, anonimo. Diventa a volte insopportabile. Pur volendo essere inclusivo nelle sue forme, nella realtà abbandona alla solitudine e allo scarto un numero sempre maggiore di persone... Gesù, quando chiamò Pietro a seguirlo, gli disse che lo avrebbe fatto diventare ‘pescatore di uomini’; e per questo ci vuole un nuovo tipo di reti.

Potremmo dire che oggi le famiglie sono una delle reti più importanti per la missione di Pietro e della Chiesa. Non è una rete che fa prigionieri, questa! Al contrario, libera dalle acque cattive dell’abbandono e dell’indifferenza, che affogano molti esseri umani nel mare della solitudine e dell’indifferenza. Le famiglie sanno bene che cos’è la dignità del sentirsi figli e non schiavi, o estranei, o solo un numero di carta d’identità.Nella colletta della messa per questa festa noi preghiamo Dio onnipotente di concedere a noi di essere docili all’azione del [s]uo Spirito, per magnificare con Maria il [s]uo santo nome. Possano i nostri incontri con gli altri essere sempre colmi dello stesso Spirito Santo che portò e trasformò quello speciale incontro tra Maria ed Elisabetta!”.


 


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