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 mercoledì 15 maggio 2019

MALTA

Il 32° Anniversario della morte di mons. Mikiel Azzopardi

di Fra Mario Attard


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Il 32° Anniversario della morte di mons. Mikiel Azzopardi è stato commemorato con una bella celebrazione eucaristica nella Cappella di Id-Dar tal-Providenza (La Casa della Provvidenza). Presenti a questa messa i membri dell’azione cattolica di Malta e anche i residenti e gli amici della Casa. Dun Mikiel, come è più popolarmente conosciuto, nacque a La Valletta il 10 febbraio del 1910, fondò la Casa di Siġġiewi, nel settembre 1965, e morì il 13 maggio 1987. Don Martin Micallef, il direttore di Id-Dar tal-Providenza, ha condotto la celebrazione eucaristica. Don Reuben Gauci, l’assistente ecclesiastico di ZAK (i giovani d’azione cattolica), ha concelebrato. Nella sua omelia, don Martin ha descritto Dun Mikiel Azzopardi come un buon pastore che ancora ispira la società maltese, con la sua visione e opere per le persone con disabilità alle quali siano concesse il rispetto, la dignità e i diritti che non avevano nel suo tempo. Dun Mikiel ha anche contribuito a correggere il modo in cui la società maltese di allora guardò le persone con disabilità. Le persone con disabilità non sono cittadini di seconda classe, ma persone che hanno pari diritti come gli altri.

Attualmente, Id-Dar tal-Providenza ospita circa 115 persone di età tra i 14 e gli 80 anni. Essa è composta di tre residenze: Villa Monsinjur Gonzi, Villa Papa Giovanni e Villa Papa Luciani. Questa grandissima opera sociale include anche le case comunitarie a Siġġiewi, Qawra, Birkirkara, Żurrieq e, più tardi in quest’anno, a Balluta. Don Martin si riferiva anche alla visione di Jean Vanier, morto la scorsa settimana il 7 maggio all’età di 90. Vanier, che aveva fatto visita a Dar tal-Providenza, nel settembre del 1985, come Dun Mikiel ha fondato le comunità conosciute come l’Arche dove le persone con disabilità intellettive vivono insieme ai loro aiutanti nelle piccole case della Comunità. Oggi, l’Arche è diffuso in ben 37 paesi diversi in tutto il mondo. Jean Vanier diceva che vivere con le persone con disabilità ti aiuta ad apprezzare la bellezza nel loro cuore e il valore unico di ogni persona. Gesù non ha mai rifiutato nessuno e ci ha mostrato che vuole includere tutti così tanto da diventare uno come noi. Vanier sottolinea che il mondo esalta coloro che sono capaci di salire sui gradini del successo, dell’ambizione, della competizione, della ricchezza materiale e del potere.

Nonostante le leggi e le convenzioni che tutelano i diritti delle persone con disabilità, ci sono ancora quelli che considerano queste persone come un “problema” e, quindi, promuovano l’aborto delle persone con disabilità quando sono ancora nel grembo materno. Così facendo, discriminiamo le persone con invalidità in un modo assai brutale e inumano. Al termine della celebrazione, il sig. Josef De Bono, presidente dell’azione cattolica di Malta, ha fatto un breve discorso durante il quale ha criticato il discorso di odio contro le persone con disabilità con cui siamo stati bombardati ultimamente nel nostro paese. Egli ha esortato che, come Dun Mikiel, noi abbiamo la responsabilità di promuovere la cultura della vita che rispetta ogni persona dal concepimento. I presenti alla messa si sono, poi, riuniti a pregare alla tomba di Dun Mikiel. In questa circostanza, fa molto senso ricordare questa breve riflessione di Jean Varnier: Si rifiutano i deboli, si vogliono scartare gli anziani, si vogliono scartare i portatori di handicap e si vogliono scartare le nostre fragilità. E allora, come aiutare le persone a ritrovare il significato di “essere umano”?


 


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