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 mercoledì 10 aprile 2019

IL TACCUINO DI NUCCIO FAVA

Auguri a Claudio Magris

di Redazione


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Desidero esprimere i più intensi e affettuosi auguri all’amico Claudio Magris che compie ottant’anni. Un’amicizia cresciuta in molti anni e maturata a distanza. Magris è, soprattutto, triestino e aperto all’universo Europa che ci ha fatto conoscere in modo mirabile nei suoi libri in aspetti, altrimenti, per noi inconoscibili. Io, al contrario, ma non oso paragonarmi, sono calabro-siculo formato sullo Scilla e Cariddi con incursioni per l’intera Italia con il basket e la Fuci. Estrazioni diverse che hanno, però, riccamente alimentato un rapporto di stima e di grande ammirazione per la qualità umana e la straordinaria finezza dell’intellettuale triestino. Altro elemento della nostra singolare amicizia l’incidente avvenuto in albergo a Napoli, in occasione di una trasmissione televisiva dopo la caduta del muro di Berlino. Alberto Ronchey, uno dei partecipanti giunto in ritardo, è finito per errore nella stanza di Magris ed è stato scambiato per un ladruncolo. Chiarito l’equivoco, la trasmissione è potuta cominciare e la ricordo come una delle migliori della mia lunga esperienza televisiva. Ci sono stati anche importanti amici comuni, come Guido Botteri, Michele Zanetti e Demetrio Volcic, anche loro legati all’area mitteleuropea, grandi estimatori di Claudio Magris e interessati alla straordinaria sperimentazione del professor Basaglia per la chiusura dei manicomi avviata proprio nella Città di Trieste.

Purtroppo, l’area mitteleuropea è in questi ultimi tempi attraversata da preoccupanti correnti sovraniste e di nazionalismo isolazionista che interpretano, in altro modo da Magris, il senso profondo della storia europea, della stessa tradizione asburgica e delle catastrofi che l’hanno segnata. La visione dello scrittore triestino è impostata su un rapporto con i grandi maestri della cultura in modo da riconoscerne l’autorità senza esserne intimiditi, nella convinzione che la verità emerge sempre dalla discussione e dal dialogo. Viviamo, però, tempi non facili e, a pochi chilometri dal Danubio, troviamo la tragedia dei migranti e della guerra libica che vede i paesi mediterranei e l’Europa impotenti e senza strategie adeguate. In Africa, oltre alla Libia, è sempre più preoccupante la condizione del Sudan dove la ribellione popolare causata dall’enorme aumento del costo della vita ha causato la morte di dimostranti a Khartoum. In Italia, scioperi vari sono annunziati per il dopo elezioni mentre è sicuramente positivo l’appello comune di sindacati e confindustria per una partecipazione intensa e consapevole al voto europeo. Insieme imprenditori e lavoratori riaffermano il grande valore di un’Europa profondamente rinnovata anche nei meccanismi istituzionali ma che soprattutto ponga al suo centro l’urgenza della crescita e dell’occupazione in un contesto di rinnovata solidarietà e giustizia.


 


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