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 sabato 23 marzo 2019

MESSINA

Messina – I cento anni della Madonna delle Grazie di Gravitelli

di Nicola Antonazzo


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Con una lettera rivolta ai parrocchiani e datata 13 febbraio 2019, il parroco della comunità di Santa Maria delle Grazie di Gravitelli Superiore, mons. Giovanni Impoco, ha annunciato ufficialmente l’indizione di un Giubileo Mariano Parrocchiale. L’occasione è data dall’anniversario della donazione alla comunità della Statua raffigurante la Madonna delle Grazie. L’effige venne donata, nel 1919, dal cav. Giuseppe Lo Giudice per grazia ricevuta e anticipò la stessa costruzione della Chiesa Parrocchiale che fino a quel momento era una semplice Cappella sotto forma di “chiesa baracca”. Bisognerà aspettare il 1943 per l’elevazione al rango di Parrocchia con il titolo attuale e la nomina di p. Espedito Basso a parroco. Un punto di riferimento per i fedeli dell’antica vallata di Gravitelli che ancora oggi onorano la B.V. Maria con il titolo di Madonna delle Gravidelle o Madonna della Vita.

L’inaugurazione ufficiale del Giubileo avverrà il 25 marzo, alle ore 18.00, Solennità dell’Annunciazione, con la Celebrazione Eucaristica presieduta dal vescovo ausiliare, mons. Cesare Di Pietro. I festeggiamenti e le attività giubilari si protrarranno fino al 15 settembre. La Celebrazione si svolgerà in due momenti: ore 17.30, raduno presso la Piazzetta Versaci davanti all’edicola della Madonna; inizio del cammino fino alla porta della chiesa parrocchiale; ore 18.00, inizio della Solenne Celebrazione Eucaristica. La Parrocchia è erede spirituale dell’antico culto riservato alla Madonna delle Gravidelle. Con questo titolo era venerata l’effige custodita all’interno dell’omonimo Santuario a lei dedicato; dopo alterne vicende venne ricostruito e riaperto al culto nell’aprile del 1908 ma andò distrutto nel dicembre dello stesso anno per il noto evento catastrofico che colpì la Città di Messina.Da allora, pur non essendo più in possesso dell’immagine originale e privi di un edificio per il culto, la comunità dei fedeli ha mantenuto viva la devozione e l’attaccamento alla Beata Vergine Maria tramandandone la memoria. Ciò ha permesso che non andasse perduta una delle devozioni più antiche del territorio messinese e che attirava, in cima alla “Valle delle Luscinie”, donne di ogni ceto e provenienza che, nei mesi della loro gravidanza, si affidavano alla protezione della Madonna per portare a termine in modo sicuro la gestazione.


 


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