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 martedì 12 marzo 2019

MALTA

Malta – La nomina della nuova delegata episcopale per l’evangelizzazione

di Fra Mario Attard


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Nadia Delicata è stata nominata delegata episcopale per l’evangelizzazione dall’arcivescovo Charles J. Scicluna. La dott.ssa Delicata è docente presso la facoltà di teologia dell’Università e ha insegnato nel Dipartimento di Teologia Morale e Spirituale dal 2012. Tra 2001 e 2011, ha intrapreso i suoi studi teologici al Regis College, il teologato gesuita della Toronto School of Theology presso l’Università di Toronto. È sposata con Brian Delicata e ha tre figli. Nel suo compito di evangelizzazione, la Chiesa locale cerca di essere una presenza di speranza e di benessere spirituale e fisico attraverso la sua vita di preghiera, la formazione nelle scuole e nelle comunità giovanili e adulte, le arti, e nel dialogo in corso sulle questioni sociali nella società maltese in generale. Secondo Papa Francesco l’evangelizzazione non si fa in poltrona. Nella sua meditazione mattutina, presso la Cappella della Domus Sanctae Marthae, di giovedì 19 aprile 2018, il Santo Padre ha offerto questa ampia e bellissima riflessione.

Prima di tutto, il Papa dice che la vera evangelizzazione significa tre parole: alzati, accostati, e parti dalla situazione. Precisamente, con queste tre parole si struttura tutta l’evangelizzazione, ha sottolineato Francesco. È lo Spirito, colui che incomincia e sostiene l’evangelizzazione. Poiché l’evangelizzazione non è un piano ben fatto di proselitismo: “Andiamo qui e facciamo tanti proseliti, di là, e tanti...”. In verità, ha specificato il Pontefice, è lo Spirito che ti dice come tu devi andare per portare la parola di Dio, per portare il nome di Gesù. Per questo motivo incomincia dicendo: “alzati e va’” in quella direzione. Sapendo che non esiste un’evangelizzazione “da poltrona”. Quindi “alzati e va’”, in uscita sempre, “vai”, in movimento, vai nel posto dove tu devi dire la parola.

Il Santo Padre ha desiderato ricordare tanti uomini e donne che hanno lasciato la patria, la famiglia e sono andati in terre lontane per portare la parola di Dio. La maggioranza di loro tante volte non erano nemmeno preparate fisicamente, perché non avevano gli anticorpi per resistere alle malattie di quelle terre, e morivano giovani, a quarant’anni o morivano martirizzati. Motivato da questa osservazione il Papa ha condiviso il racconto di un grande cardinale il quale ha il compito di visitare le terre di missione. Il cardinale, quando si reca in missione, per prima cosa fa visita al cimitero per guardare i nomi dei missionari e la data della morte: tutti giovani. Secondo questo cardinale, tutti questi vanno canonizzati: sono martiri, martiri dell’evangelizzazione.

Insomma, ha continuato il Pontefice, vai, non preoccuparti, tenendo ben presente che la prima parola di una vera evangelizzazione è “alzati e va’”. Di conseguenza, ha suggerito il Santo Padre, non portare il vademecum della evangelizzazione, perché non serve. Va piuttosto vissuta la seconda parola: “accostati”, che significa vicinanza. Così, ha detto il Papa, accostati per guardare cosa succede, esattamente come fa Filippo che vedendo quel carro che viene, lo Spirito gli dice: “Va’ avanti e accostati” per vedere cosa succede lì dentro. Gli Atti rivelano che Filippo corse innanzi. Si mise a correre, ebbene, e udì che quel signore che era nel carro, un ministro dell’economia, leggeva Isaia. Filippo ascoltò bene e intuì, per la grazia dello Spirito Santo, che quell’uomo non capiva bene. E lì Filippo sentì che doveva fare l’altro passo: lo Spirito dice: “vai avanti ancora”. Quindi, comincia a parlare e la domanda è: “capisci quello che stai leggendo?”. Ecco che l’uomo fa salire Filippo sul carro per dirgli che non era abile di capire, perché nessuno glielo aveva chiarito. E Filippo, prendendo la parola e partendo da quel passo, “parte dalla situazione”, ecco la terza parola.Che bella catechesi sul modo di evangelizzarsi! Sicuramente essa serve assai per la nuova delegata episcopale per l’evangelizzazione, che, dal mio cuore, le auguro un caloroso Buon Lavoro! accompagnato dalla mia umile preghiera e certamente di tanti altri cristiani e gente di buona volontà a Malta.


 


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