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 venerdì 1 marzo 2019

MALTA

In che modo l’Azione Cattolica a Malta celebra il suo 89° Anniversario

di Fra Mario Attard


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Sette anni dopo la pubblicazione dell’Enciclica Urbi Arcano di Papa Pio XI, il rev. Daniel Callus OP istituì la Lega Universitaria Cattolica Maltese. Lo statuto fu approvato dall’arcivescovo Maurus Caruana il 19 febbraio 1930. Questo fu l’inizio dell’Azione Cattolica a Malta. Da quel momento in poi, l’Azione Cattolica ha avuto un impatto positivo sulla diffusione dell’insegnamento cattolico nella società, così come sulla qualità dell’impegno sociale a Malta. Nel 1933, c’è stata la pubblicazione dell’unica rivista cattolica, Leħen is-Sewwa, (La voce della verità) che è ancora in circolazione oggi come Il-Leħen (La voce) affidata all’azione cattolica maltese. Poi, durante la seconda guerra mondiale, i membri di diverse parrocchie dovettero deviare le loro energie per fornire sostegno materiale ai loro connazionali, oltre a impegnarsi a nutrire il loro benessere spirituale. Nel 1948, furono istituiti il Segretariato per l’assistenza sociale e la Commissione per gli infermi. Queste entità, che operano ancora oggi, forniscono supporto e servizi a chi ne ha bisogno.

Nel 1949, fu istituita la Commissione per gli emigranti. Questa Commissione è ancora in funzione nell’ambito delle competenze della Chiesa. Nel 1950, iniziarono a essere organizzati dei Summer Camps annuali per bambini provenienti da famiglie a basso reddito. Nel 1962, fu aperta una casa residenziale per i disabili, Dar Mater Providentiae, nota come ‘Id-Dar Tal-Providenza’. Nel 1992, la Chiesa di Malta affidò la gestione della Casa della Sacra Famiglia per gli anziani a Naxxar, precedentemente, sotto la custodia delle Little Sisters of the Poor, all’azione cattolica di Malta. E, finalmente, nel 1995, l’Azione Cattolica ha avviato una struttura formale dedicata ai giovani, ora nota come ŻAK. La storia della Azione Cattolica Maltese continua anche oggi. Infatti, il supporto per la formazione individuale va avanti. Attualmente, circa 1.500 persone sono membri dell’Azione cattolica maltese, di cui la metà sono giovani. Questi individui si dedicano alla crescita personale e allo sviluppo degli altri. Essi appartengono ad uno dei 100 gruppi intorno a Malta e considerano il loro gruppo come la loro seconda famiglia.

Oltre a questo, sono in corso numerosi progetti e iniziative, affinché l’Azione Cattolica continui a essere utile e mantenere la sua rilevanza nella società di oggi. Ad esempio, l’Azione Cattolica sta, attualmente, ristrutturando il Dar Regina Pacis a Balzan in modo che possa offrire un rifugio temporaneo a una famiglia o a persone bisognose. Recentemente, è stato lanciato un progetto a Imġarr che mira a ridurre l’impronta di carbonio che inquina l’ambiente. L’Azione Cattolica sta anche esplorando come utilizzare meglio le sue proprietà al fine di offrire più servizi all’interno della comunità. In effetti, l’Azione Cattolica è, attualmente, in discussione con un certo numero di entità per continuare a trovare modi per servire meglio la società. Il piano per i prossimi mesi e anni è quello di continuare a concentrarsi sui giovani e le famiglie e di rafforzare i servizi che vengono forniti attraverso il Segretariato per l’assistenza sociale.

In questo importante anniversario, occorre ricordare le sagge parole di Papa Francesco rivolte ai partecipanti al congresso del forum internazionale dell’Azione Cattolica (FIAC), giovedì, 27 Aprile 2017: Il carisma dell’Azione Cattolica è il carisma della stessa Chiesa incarnata, profondamente, nell’oggi e in ogni Chiesa diocesana che discerne in contemplazione e con sguardo attento la vita del suo popolo e cerca nuovi cammini di evangelizzazione e di missione a partire dalle diverse realtà parrocchiali. L’Azione Cattolica ha avuto tradizionalmente quattro pilastri o zampe: la Preghiera, la Formazione, il Sacrificio e l’Apostolato. A seconda del momento della sua storia ha poggiato prima una zampa e poi le altre. Così, in un certo momento, a essere più forte è stata la preghiera o la formazione dottrinale. Date le caratteristiche del momento, l’apostolato deve essere il tratto distintivo ed è la zampa che si poggia per prima. E questo non va a detrimento delle altre realtà, ma, proprio al contrario, è ciò che le provoca. L’apostolato missionario ha bisogno di preghiera, formazione e sacrificio. Ciò appare chiaramente ad Aparecida e nella Evangelii gaudium. C’è un dinamismo integratore nella missione. Formate: offrendo un processo di crescita nella fede, un percorso catechetico permanente orientato alla missione, adeguato a ogni realtà, basandovi sulla Parola di Dio, per animare una felice amicizia con Gesù e l’esperienza di amore fraterno. Pregate: in quella santa estroversione che pone il cuore nei bisogni del popolo, nelle sue sofferenze e nelle sue gioie. Una preghiera che camini, che vi porti molto lontano. Così eviterete di stare a guardare continuamente voi stessi. Sacrificatevi: ma non per sentirvi più puliti, il sacrificio generoso è quello che fa bene agli altri. Offrite il vostro tempo cercando come fare perché gli altri crescano, offrite quello che c’è nelle tasche condividendolo con quanti hanno meno, offrite generosamente il dono della vocazione personale per abbellire e far crescere la casa comune”. Che queste parole d’oro animano sempre non soltanto i membri dell’Azione Cattolica maltese ma anche ogni battezzato e battezzata!


 


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