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 domenica 10 aprile 2011

LO STATO AGGIORNA LA RIFORMA SANITARIA CHE INVESTE ANCHE LE FARMACIE

UN’ASSISTENZA SEMPRE PIÙ DIFFUSA: L’INIZIO DI UN’UTOPIA O LA FINE DI UN MALESSERE?

di Domenico Interdonato


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Se lo chiede Andrea Cucinotta, di cittadinanzattiva Sicilia, il quale si auspica che, se dev’essere vero cambiamento nel sistema salute della Sicilia, esso deve investite tutti gli aspetti, sia pubblico che privato, e tutti i soggetti, in particolarmodo, i destinatari di questo importante settore, così fondamentale, per la salute: i cittadini.

Cittadinanzattiva e l’Ordine dei Farmacisti hanno dato vita ad una collaborazione per promuovere e sostenere, in Sicilia, l’applicazione della normativa sulle nuove farmacie – prevista nell’art. 11 della legge 69/2009 – in cui si prefigura, oltre ad un ruolo socio-sanitario, anche lo status di presidio sanitario territoriale e “non è solo un cambio di denominazione o, comunque, non può essere solo questo”, così dichiara Andrea Cucinotta, vice segretario di “Cittadinanzattiva Sicilia” che, insieme a Nino Abate, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Sicilia, è stato artefice di questo percorso comune che ha conquistato anche la partnership di Federfarma Sicilia.

In cosa consiste questa partnership? Lo chiediamo ad Andrea Cucinotta, rappresentante del sodalizio che, nella sua mission, ha posto al centro dellattenzione il cittadino ed i suoi diritti.

“Il primo atto di questa unione di intenti e di forze è stato la promozione di un momento di confronto e d’informazione destinato a tutti i cittadini ed agli operatori, istituzionalmente, preposti al settore. Nel convegno, che si è svolto a palazzo Zanca (lo scorso febbraio, n.d.r.), sul tema Le Farmacie presidio territoriale di salute sono state poste le basi per un’azione concertata e concreta di tutte le figure propessionali che, a vario titolo, potranno operare all’interno delle farmacie.

Non è stato – continua Andrea Cucinotta – soltanto un momento di informazione, ma un’importante occasione per individuale azioni e collaborazioni utili, affinchè la Sicilia non sia ultima ad offrire servizi sanitari di base a tutti i propri cittadini, attraverso le farmacie”.

In che modo si potrà articolare questa collaborazione con altre figure professionali?

“Dare conto ai cittadini; offrire loro opportunità non è solo un’esigenza di trasparenza e di servizio di un settore che si vuole porre al beneficio della cittadinanza, ma è anche una precisa richiesta di larghissimi strati sociali della popolazione. L’indagine offerta dalla normativa statale, realizzata in occasione del convegno sui nuovi servizi nelle farmacie, ha evidenziato quanto importante sia per la cittadinanza poter trovare risposte di prima assistenza nell’ambito di prossimità dei luoghi in cui vive. La massiccia risposta dei cittadini a quest’indagine – continua Cucinotta – indica che la farmacia è il luogo più vicino, famigliare se si vuole, per richiedere servizi di base (vedi tabella sinottica oltre, n.d.r.). Le farmacie sono, e costituiscono, un’opportunità significativa, anzi strategica, in un processo di riorganizzazione che sta ridefinendo competenze e funzioni a tutto il sistema sanitario regionale. Si pensi alla riduzione di posti letto, agli accorpamenti di reparti ed aziende ospedaliere, alla creazione di PTA (Presidi Territoriali di Assistenza), o dei PUA (Punto Unico di Accesso ai servizi) ed a molto altro ancora.

Nell’immediato, cosa chiede Cittadinanzattiva e cosa si aspetta, in concreto, a tutela del diritto alla salute dei cittadini, dalle istituzioni e dalle farmacie?

L’intento di Cittadinanzattiva è stato quello di porre, tra gli argomenti al centro del dibattito sanitario regionale, anche le questioni relative al ruolo delle farmacie, ovviamente, partendo dalla nuova normativa nazionale, e ci pare sia stato, pienamente, conseguito. L’ampia partecipazione di soggetti istituzionali quali Regione, ASP, Università, categorie professionali e cittadini, è stato, sicuramente, un valido elemento di riscontro.

Ma non è solo questo ultimo ambito che ci ha confortato.

Da un altro punto di vista, quello della cittadinanza, è stato per noi molto importante registrare che la partecipazione e il coinvolgimento dei diretti interessati, gli utenti del servizio farmaceutico, ad un’iniziativa unica nel suo genere, non possa che essere, pienamente, confortante per la nostra organizzazione.

Ma per rispondere, direttamente, alla sua domanda posso anticipare che, nella prossima settimana, chiederemo alle istituzioni del settore, ciascuna per le proprie competenze, che si affrontino due questioni per i cittadini-pazienti che sono delicatissime.

Riteniamo, infatti, che siano ormai improcrastinabili, per un settore qual è quello della salute che punta ad aumentare la migliore qualità della vita, non pervenire ad accordi, seppure entro ambiti definiti da linee guida regionali, tra ASP, farmacie e, ovviamente, le associazioni di tutela dei Diritti del Malato, affinché in tutta la Sicilia si adottino gli stessi criteri, per esempio dei farmaci inseriti nelle liste PHT.

Ma è nostra intenzione, inoltre, chiedere che sulla distribuzione dei dispositivi e degli ausili per l’assistenza integrativa venga esaminata la possibilità di procedere, direttamente sul territorio e tramite le farmacie, alla distribuzione di ausili medicali (come cateteri, sacchetti per stomizzati, medicazioni, etc.).

Chiederemo, inoltre, che relativamente alla distribuzione di alcuni farmaci, soggetti a piano terapeutico, questi possano essere ritirati direttamente, oltre che nelle strutture di distribuzione della ASP o nelle farmacie ospedaliere, anche nelle farmacie della Sicilia. Ciò eviterebbe tantissimi disagi a pazienti, particolarmente, provati o che sono impossibilitati a ricevere aiuto da famigliari e, per questo aspetto, chiederemo che anche i comuni possano esprimere le loro modalità di intervento.


 


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