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 venerdì 11 maggio 2012

PALACULTURA – MESSINA

GIORNATA SULLA LEGALITÀ: CENTO PASSI PER VIVERE CIVILMENTE

di Giovanni Tomasello


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In occasione del 34° anniversario dell’assassinio di Peppino Impastato, che avvenne il 9 maggio del 1978, la consulta provinciale degli studenti di Messina ha organizzato la Giornata dell’arte e della creatività studentesca unita alla giornata della legalità denominata Cento passi fra arte e legalità. I cento passi sono la breve distanza che separava la casa di Peppino Impastato dal boss mafioso Gaetano Badalamenti, che fu il mandante del suo assassinio, avvenuto a Cinisi, suo paese natio in provincia di Palermo, dilaniato da una carica di tritolo, simulandone un suicidio.

Nel comunicato stampa dell’iniziativa leggiamo tra l’altro: “il progetto nasce dalla consapevolezza che la mafia si combatte cambiando la società e instaurando una sana cultura di legalità che, ben radicata nella vita di ciascuno e, in particolare, dei giovani, possa dimostrare come la mafia viva e cresca nell’ignoranza e nella repressione dell’impegno civile”.

Essere presenti come Filodirettonews alla manifestazione era un dovere e, in particolare, l’emozione è iniziata a farsi sentire di fronte alla macchina dilaniata dalla carica esplosiva in cui viaggiava la scorta del giudice Giovanni Falcone e la moglie il 23 maggio 1992, esposta fuori il PalaCultura, a Messina, dove nell’auditorium erano presenti, tra gli altri, il prefetto, Francesco Alecci; il questore, Carmelo Gugliotta; il comandante della polizia municipale, Calogero Ferlisi e il presidente del Comitato “Addiopizzo”, Enrico Pistorino.

Proprio a quest’ultima associazione, nata da un anno a Messina, e al suo presidente coadiuvato da tanti giovani volontari, speranza di un domani migliore, abbiamo voluto rivolgere alcune domande. A rispondere è Chiara Pistorino, una referente dell’associazione.

Come nasce l’idea di creare un Comitato “Addiopizzo”, anche, a Messina?

Nasce – risponde Chiara Pistorino – dalla voglia di far sentire la voce, anche, della provincia di Messina. Addiopizzo’ nasce a Palermo, però, il fenomeno del pizzo è legato a varie realtà. C’era la voglia di alzare un po’ la voce a Messina, che sembra una città quieta dove il fenomeno pare marginale, ma in realtà lo stesso collegamento con altre associazioni (vedi ASAM), che si occupano di racket, ci ha portati a conoscere un fenomeno che è molto presente”.

Perché l’idea del comitato è partita dai giovani e non, piuttosto, dai diretti interessati, i commercianti?

Già, esiste l’‘ASAM – Associazione Antiracket Messina’ che si occupa delle estorsioni in maniera più professionale. Mentre il nostro movimento nasce dal basso, dall’essere prima di tutto cittadini-consumatori che desiderano vivere questa cittadinanza in piena regola, che, anche, in questo campo vuole dire la sua. Siamo in collegamento con loro, ma la nostra posizione ricalca un altro ruolo”.

Per capire meglio questo passaggio il Comitato “Addiopizzo” Messina ha elaborato un “manifesto del cittadino-consumatore per la legalità e lo sviluppo” lanciando in occasione della Giornata della Legalità, dello scorso 9 maggio, una serie di sottoscrizioni tra i semplici cittadini sensibili alla tematica, che s’impegnano – leggiamo – “a scegliere prodotti e servizi forniti da imprenditori, esercenti e professionisti che non paghino il pizzo o che, essendo stati vittime di richieste estorsive, ne abbiamo fatto denuncia, chiedendo che le istituzioni e gli organi di polizia rinnovino l’azione a tutela della sicurezza e dell’attività economica di chi ha avuto il coraggio di denunciare, sollecitando tutte le forze politiche ad un concreto impegno ed a una maggiore sensibilità verso le problematiche attinenti al racket delle estorsioni”.

In pratica ‘Addiopizzo’ – precisa Chiara Pistorino – appoggia quel commerciante che non ci sta a questo gioco in raccordo con una serie di consumatori che acquistano prodotti venduti in quell’esercizio che non paga il pizzo. Esistiamo, ormai, da un anno, la nostra sede legale è presso la chiesa Santa Maria di Gesù in Messina, guidata da don Terenzio, che, da qualche tempo, ha avviato un cammino di legalità stimolandoci a fare associazionismo. Abbiamo iniziato piano, stando attenti a fare i passi giusti. Ultimamente, abbiamo vinto una gara indetta dal comune per avere in concessione un bene confiscato alla mafia (un appartamento) in via Roosvelt, dove faremo la nostra sede ufficiale”.

Quali gli altri passi a venire?

In tutti i fine settimana di maggio (sabato e domenica) saremo in vari punti della città a fare questa raccolta firme. Poi andremo a piazza Cairoli con lo stesso obiettivo di far leggere il manifesto a tutti i consumatori. E se il cittadino è cosciente e desidera tener fede, a quanto scritto, aderisce e, man mano, invieremo tutte le informazioni sulle nostre attività”.


 


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