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 venerdì 11 gennaio 2019

XXXIV ANNIVERSARIO

La Città di Rometta ha ricordato il grande poeta, Nino Ferraù

di Alfonso Saya


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Ricorre il XXXIV Anniversario del primo e ultimo incontro, tra il poeta Nino Ferraù e la Città di Rometta. Quello che fu detto “il Canto del cigno”, del grande poeta Nino Ferraù, che pochi giorni dopo morì. Incontro con i docenti del Circolo didattico di Rometta. Solo due giorni dopo il grande poeta di Galati Mamertino, sarebbe morto, repentinamente, il 23/12/1984. L’incontro avvenne dopo l’approvazione della mia proposta “Il Poeta a Scuola”, pubblicata sulla “Gazzetta del Sud” e accolta, con grande sensibilità, dall’indimenticabile direttrice didattica pro tempore, dott.ssa Filippa Novak. La medesima Proposta, è stata pure accolta, precedentemente, con altrettanta sensibilità, dalla direttrice della Scuola Elementare del “Villaggio Aldisio”, dott.ssa Rosaria Bucolo. Due incontri, difatti, si erano già svolti nella Scuola di Villaggio Aldisio che oggi porta il nome del poeta. L’Incontro di Rometta è stato un trionfo, un’apoteosi per il poeta che ha conquistato l’uditorio composto dai docenti che, in religioso silenzio, ascoltavano i suoi versi, fino alle lacrime, specialmente, quando il poeta ha recitato, con i singhiozzi repressi, presagio, una poesia dedicata al figlio, molto toccante, in cui vi è, chiaro, il presentimento della sua prossima dipartita.

Presto, saprai che il cuore d’un poeta/ non scrive sol per scrivere/ma scrive e scriverà/ per sopavvivere./ Finché son vivo, mi vedrai in casa/ come la nave al porto,/ quando sarò morto,/ non sentirti sperduto e senza meta:/ apri i miei libri e lì mi troverai./ Presto saprai che il figlio d’un poeta/ non è orfano mai”. “La dirigente, nel discorso commemorativo, ha detto che il poeta Nino Ferraù, non è morto, è vivo tra noi!”. Rometta alla quale, fatalmente, ha dedicato il “Canto del Cigno”, non lo dimenticherà. Difatti, a perenne ricordo di quell’Incontro, è stata apposta alla parete del vecchio Collegio degli Studi, annesso al Palazzo Comunale, una poesia del Poeta, dedicata a Rometta, scolpita su marmo: “Rometta antica,/ nella tua gran quiete/ ritrovo la poesia dei miei giardini/ dove i fiori, sono occhi di bambini/ e le fontane, lagrime segrete,/ Quì, nella tua semplicità, / mi appari come un piccolo presepe di collina/ dal basso, ti contempla la marina,/ dall’alto, i monti come grandi altari”.


 


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