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 giovedì 10 luglio 2014

DIALOGO TRA AMICI A CAMELOT

Lillo e il suo desiderio d'incontrare le stelle

di Graziella Mavilia


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Una vera “squadra” quella del centro diurno “Camelot”, presso la cittadella sanitaria “L. Mandalari” di Messina, formata da tanti ragazzi pieni di vitalità e con tante iniziative, davvero, interessanti, che vivono quegli ambienti con tanta armonia e serenità, e ai quali capita, spesso, durante il giorno, di riunirsi non solo per intraprendere nuove iniziative collettive, ma, soprattutto, per instaurare sane discussioni e costruttivi dialoghi di gruppo. Lillo, è uno di loro, fa parte della squadra di Camelot, e mi riferisce che gli accade, spesso, di sentire una musica che non è terrena, ma proviene dal cielo. “M’incanta, a tal punto, che incomincio ad estraniarmi dal contesto e rimango ammaliato da quelle note che provengono dalle stelle. Vengo attirato dalla melodia e comincio a fantasticare pensando che questo sia un segnale di richiamo, perché le stelle mi vogliono accanto”.

E, ancora, “Quand’ero piccolo, ero, già, una stella e le altre lo sapevano, loro mi aspettavano e non si davano pace del perché mi trovassi sulla terra, lontano da loro. A volte, salgo con la fantasia su in cielo a viaggiare insieme alla luna che mi segue ovunque”. Matilde, una cara amica di Lillo, spesso, gli chiede, “ma come fai a parlare con le stelle, la luna, l’arcobaleno?” e lui, con molta flemma e seraficamente, le risponde, “le stelle, la luna, sono miei amici e ogni qualvolta sono chiamato ad uscire con loro devo, assolutamente, farlo, altrimenti non mi fanno più dormire. Inoltre, tutte le cose che accadono durante il viaggio sono come dei segnali che il cielo mi manda”.

Francesco, altro amico del gruppo, dice di lui, “Lillo è una persona buona e generosa, a volte, strana, che deve usare più forza per non farsi trattare male. Questo suo modo di evadere dalla realtà è da rispettare, in quanto, egli non fa male a nessuno”. Aggiunge, ancora, in questo dialogo interessante, “la mia vita terrena è regolata dalle stelle, che decidono, in modo perentorio, quel che io devo fare e, anche, se devo scendere dall’autobus, quando mi viene comandato, devo farlo, o se mi viene detto di uscire al buio, io devo obbedire. Non ricordo quando sia successo, ma un giorno mi sono sentito toccare e ho sentito una voce che mi ha sussurrato queste parole: ‘Sono vicino a te, ti seguirò, sempre, come un angelo’”.

Anche, Anna, un’amica del gruppo di Camelot, vuol dire qualcosa. “Quando ho conosciuto Lillo, l’ho conosciuto come una persona molto timida, ma col tempo ho scoperto in lui, davvero, una bella persona, sempre, disponibile”. Dalla sala, una voce ricorda ai ragazzi che è arrivata l’ora di dedicarsi all’interessante attività di ceramica artistica. È l’assistente che li chiama a raccolta. Il dialogo riprenderà, sicuramente, dopo, poiché tanti sono gli scambi di opinione che, giornalmente, uniscono i ragazzi, in modo solidale, a saper convivere insieme, legati gli uni agli altri da tante iniziative che li vedono, sempre, i protagonisti principali.


 


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