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 luned 10 settembre 2018

STAGIONE CONCERTISTICA

Messina: Concerto Napule al Conservatorio di Musica A. Corelli

di Redazione


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Presso lAuditorium del Conservatorio A. Corelli di Messina, nellambito della Stagione Concertistica Riflessuoni Edizione 2018, fortemente voluta dal direttore, maestro Antonino Averna, e dal presidente, Giuseppe Ministeri, si svolto il Concerto Napule eseguito dallensemble strumentale formato da docenti e allievi del Conservatorio coadiuvati da qualche musicista esterno. Il progetto musicale stato ideato e coordinato dal maestro Francesco Maria Vadal, docente presso lo stesso Istituto, che ha curato, in qualit di compositore e direttore dorchestra, anche gli arrangiamenti dei brani pi amati e famosi del repertorio classico napoletano, punta di diamante della canzone italiana e simbolo dellItalia nel mondo. Ospite donore stato il tenore Carmelo De Salvo, gi docente presso il Conservatorio F. Cilea di Reggio Calabria, che ha riscosso vivi consensi dal pubblico.

Gli altri interpreti che hanno dato vita a questa scintillante chermesse sono stati: Laura Paone (flauto), Ivano Biscardi (fisarmonica), Carlo Magistri (violino), Giuseppe Santamaria (contrabbasso), Pippo Adorno (batteria), Cristiano Ranieri (mandolino), Antonio Bellinghieri (tromba), Giuseppe Trimarchi (sax soprano); Claudio Vadal, tecnico del suono, ha curato anche le suggestive proiezioni dei video e delle foto depoca che hanno accompagnato lesecuzione dei brani. Il maestro F. Vadal ha impreziosito la manifestazione con unattenta analisi storica sulla genesi della Canzone napoletana che risale al XII sec. ricordando, anche con curiosit e gustosi aneddoti, i pi grandi compositori ed interpreti che nel corso del tempo hanno reso grande ed immortale Napoli: R. Carosone, A. Fierro, E. Caruso, R. Murolo, B. Gigli, G. Di Stefano, Tot, P. Domingo, L. Pavarotti, J. Carreras, A. Bocelli, M. Ranieri, Renzo Arbore, Lucio Dalla. Le delicate melodie focalizzano leterna dicotomia tra lincanto del paesaggio naturale e loggettiva difficolt della vita quotidiana che mette in affanno la vivace linfa vitale, che sostiene gli abitanti.

Viene cantato lamore con tutte le sue variegate sfumature, la freschezza e la spontaneit dellispirazione lasciano trapelare sentimenti contrastanti come tenerezza, amarezza, rimpianto, odio e desiderio, malinconia e gioia, dando vita ad un grande e suggestivo affresco. I ritmi serrati delle tarantelle hanno fatto spiegare le ali allanima spumeggiante e briosa del popolo napoletano, che ha convinto ed ammaliato il pubblico in tutto il mondo. La serata ha avuto inizio con uno strepitoso pout-pourri dei brani pi celebri, quindi sono stati eseguiti: O Sole mio, Reginella, Funicul Funicul, Te voglio bene assaie, Malafemmena, I te vurria Vas, A Vucchella, Marinariello. A conclusione della manifestazione, il brano di Pino Daniele Napule , interpretato dallo stesso maestro Francesco Vadal, ha creato una magica e commovente atmosfera. Indimenticabile, infatti, la figura di Pino Daniele che ha dato un volto nuovo alla musica napoletana con la sua tecnica compositiva, influenzata dal rock, dal jazz e vivificata dalla sua particolare vena passionale. Lo stesso artista ha voluto chiamare tarumb questo nuovo stile, per focalizzare la contaminazione dei ritmi della tarantella con il blues.


 


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