Oggi è 
 
 
   
Prima Pagina > Cultura e Società > Recensioni > Una narrazione che esalta l’epopea dei valori antichi di una Comunità: quella dello Stretto di Messina

 giovedì 6 settembre 2018

RECENSIONE LIBRARIA

Una narrazione che esalta l’epopea dei valori antichi di una Comunità: quella dello Stretto di Messina

di Redazione


alt

Una scrittura discorsiva, semplice, naif che affonda le sue radici nel linguaggio corrente, di getto, dei racconti dei nostri Padri. Al di là di una valutazione sullo stile narrativo, ho inteso evidenziare quelli che sono i cardini del narrato di Vittorio Torresi che fissano l’attenzione sui valori universalmente riconosciuti che sono afferenti a un’epopea che aveva, come basilare, il valore del rispetto della famiglia, dei genitori, del padre e della madre, indicati dal Torresi come felicità superiore a ogni cosa. Un altro valore evidenziato dallo scrittore è anche quello relativo all’amore, all’attaccamento alle proprie radici, a quel mare, quell’area dello Stretto, di Miti e Leggende, uno Stretto amaro e gioioso, tempestoso e solare, al tempo stesso. Pertanto, questa narrazione, si configura quale operazione letteraria didascalica per le nuove generazioni che hanno incarnato Miti diversi come Marylin Menson, la droga, il consumismo esasperato dell’immagine a tutti i costi e il vile denaro, quali conduttori verso gli unici templi sacri di felicità.

Ne consegue che occorre guardare oltre la perfezione dello stile narrativo, per meglio comprendere il narrato di Torresi; egli narra, racconta, racconta e narra, come una matriovska, come in un “Beautiful narrativo”, un cunto de li cunti; egli narra, come i nostri nonni, come un nostro amico “antico”, come un Wikipedia ante litteram, si esprime su fatti, cose, situazioni, storie di famiglie e alberi genealogici. Il tutto è condito con un’intensa nostalgia di una memoria storica che Torresi vuole fissare, sedimentare; come un’ipallage carducciana, il suo tramonto eoliano (che esalta la spettacolare e intensa bellezza di un tramonto alle isole eolie, rappresentato dal Torresi- Fotografo) al contrario, lo stesso risulta funzionale a fissare lo sguardo sul tramonto, sul mare, come a volerci invitare, lo scrittore, a non fare tramontare mai quelli che sono i valori della memoria storica e quei valori come l’educazione e l’amore sviscerato per la propria terra che noi siciliani abbiamo ereditato dai Greci…Ecco, in conclusione, Torresi vuole invitarci a riflettere che, perdendo memoria storica e i quei valori cui egli fa riferimento, veramente, il mondo finirà col perdere la sua bussola di orientamento, quello che Battiato definiva il “Centro di gravità permanente”… “che non faccia cambiare idea sulle cose e sulla gente”.

Maria Teresa Prestigiacomo

#Maria Teresa Prestigiacomo è docente d’Istruzione Superiore, critico d’arte e letterario, giornalista iscritta all’ordine dei Giornalisti Nazionale, Roma, Pluripremiata con il Premio Cartagine ad Hammamet, Sousse, Cartagena, Spagna, Roma, al Teatro Valle, Premio Calderoni Stampa per il giornalismo Culturale e la critica d’arte e letteraria…


 


Altre Notizie su

Cultura e Società > Recensioni






 
Partner
 
 
© 2011/19 - Filo Diretto News | Reg. Tribunale di Messina n° 4 del 25/02/2011 | Dir. Resp. Domenico Interdonato | Condirettore Armando Russo
Redazione - Via S. Barbara 12, 98123 Messina - P.Iva 02939580839