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 giovedì 21 giugno 2018

SIRACUSA

Intervista ad Alicia Cassia corrispondente da Buenos Aires del Progetto Sicilia nel Mondo

di Domenico Interdonato


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L’appuntamento in un noto hotel di Ortigia, con vista sulla fonte Aretusa, è servito a consegnare ad Alicia Cassia, corrispondente del Progetto Sicilia nel Mondo da Buenos Aires, il primo premio del Concorso fotografico 2017 /2018 “Il Natale a casa mia tra presepe, albero e auguri, nella più totale atmosfera siciliana”, ideato dal team del “Progetto Sicilia nel Mondo” e dedicato a tutti i siciliani che vivono all’estero. Dopo le foto di rito, ci siamo seduti a parlare e a raccontare le nostre esperienze comuni, in particolare assieme alla coordinatrice del Progetto Carmen Intile, e abbiamo avuto modo di ricordare la splendida figura dell’avv. Mimmo Azzia e delle tante attività svolte per dieci lustri a favore dei siciliani all’estero. L’incontro è servito anche a realizzare una intervista, mirata a far conoscere meglio la figura di donna Alicia Cassia, grande devota di S. Lucia e cittadina onoraria di Siracusa.

Cos’è la sicilianità per Alicia Cassia?

La sicilianità è il piacere di ritornare, il piacere di vivere la terra dei nostri avi, sentire il calore e guardare i colori accesi dal sole, che nei nostri cuori non sbiadiscono mai. Io non potrei vivere senza pensare di poter fare qualcosa per la Sicilia e i siciliani”.

Viene periodicamente a Siracusa?

Sì, due volte l’anno, a dicembre vengo da venticinque anni e a maggio da cinque, in occasione degli eventi religiosi dedicati a Santa Lucia, la Santa amata a Siracusa e anche a Buenos Aires, dove c’è il ‘Circolo Cattolico Santa Lucia siracusana’, ideato grazie all’impegno dei salesiani, presieduto prima da mio padre per tantissimi anni e poi sempre per un lungo periodo anche da me”.

Chi gli ha inculcato l’amore verso Santa Lucia?

Mio padre mi ha insegnato la devozione e l’amore per Santa Lucia, mia madre mi ha insegnato a pregare la Santa. Ho capito, negli anni, che la fede e la preghiera mi hanno dato tanto, per me Santa Lucia è luce e guida”.

Cosa vuole dire a noi siciliani?

A voi cari amici, devo dire grazie per l’affetto e per avermi assegnato il primo posto nel premio fotografico dedicato al Natale. Grazie per quello che fate con il ‘Progetto Sicilia nel Mondo’ e per aver riallacciato i legami con le nostre comunità che vivono in Argentina e nel mondo, ne sentivamo il bisogno”.

Secondo lei i social sono serviti a riallacciare i legami?

Con la comunicazione e i social, avete accorciato le distanze e reso possibile un nuovo dialogo. Adesso, però, vi chiedo di venirci a trovare e incrementare gli scambi culturali, i social aiutano ma non bastano, ci vuole periodicamente pure il contatto personale. Spero ci sia una nuova sensibilità da parte della Regione Sicilia per sostenere e incrementare i legami, con chi è andato via non volontariamente, ma per necessità per trovare opportunità di lavoro”.

Vuole lanciare un messaggio al presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci?

Durante questo mio soggiorno, ho avuto modo di incontrare il presidente Nello Musumeci, ho approfittato per invitarlo in Argentina e mi è sembrato interessato, a lui -ho ribadito- che la Sicilia non può dimenticarsi dei siciliani che nei secoli sono andati via per necessità”.

Vuole dare un consiglio per migliorare e far crescere le attività del Progetto?

Suggerisco di creare attività turistiche e culturali, seguite dal vostro team, che permettano a noi tutti di poter ritornare in Sicilia per brevi periodi, ma vi prego di farci trovare la giusta accoglienza e il calore umano, che ci permetta di vivere la vacanza in modo speciale e indimenticabile. Naturalmente, vi aspettiamo in Argentina per ricambiare l’ospitalità e per fare risvegliare la sicilianità ai tanti nostri giovani, che stanno perdendo certi nostri valori”.

Come stanno oggi i nostri amici siciliani in Argentina?

Noi in Argentina viviamo bene, certo le crisi economiche periodiche non aiutano, ma il siciliano si è sempre saputo difendere, superando le avversità, con il lavoro e la cura della famiglia e vi posso assicurare che le nostre famiglie sono veramente speciali”.


 


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