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 domenica 15 luglio 2012

ASSOCIAZIONE “SENZA BARRIERE”

DISABILITÀ E DINTORNI

di Giovanni Tomasello


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Andando in giro per la città, specialmente, in questi giorni mi sto accorgendo, se mai ce ne fosse bisogno, di quanta incuria persiste per le strade. E mi riferisco alla tanta spazzatura disseminata, ovunque, e non raccolta, ormai, da diversi giorni, per colpa di un’amministrazione comunale che continua a andare per la sua strada, dimenticando, supportata in questo, anche, dai governi, sia nazionale che regionale, che non fanno giungere in città le necessarie risorse che avrebbero evitato questa emergenza rifiuti.

Quindi, in una situazione del genere, con emergenze continue, dove non si riesce a determinare uno straccio di programmazione, come volete che l’amministrazione si ponga di fronte ai cittadini disabili? L’associazione “Senza Barriere”, in questi ultimi tempi, sta intensificando le pressioni verso le istituzioni, in particolare, nei confronti dell’assessorato comunale competente che sta venendo incontro alle nostre richieste. Speriamo che questa collaborazione possa dare i suoi frutti, sì da portare beneficio ai nostri concittadini che, purtroppo, devono convivere con problemi di salute, ma, anche, di solitudine, e alle loro famiglie che “in primis” si accollano, con grosse difficoltà, il “peso” di portare avanti un figlio down, non deambulante o con patologie invalidanti.

Vorrei ricordare a me stesso, e a chi sta leggendo questo articolo, che la convenzione dell’O.N.U. sui diritti delle persone con disabilità, nel preambolo, così, recita: “la disabilità è un concetto in evoluzione e la disabilità è il risultato dell’interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali ed ambientali, che impediscono la loro piena ed effettiva partecipazione alla società su base di uguaglianza con gli altri”.

Ecco descritta la necessità dell’integrazione con i cosiddetti normodotati, per evitare che si formino, e, purtroppo, questo lo constatiamo dappertutto, “sacche di divisione”, come se la persona con difficoltà fosse un essere contagioso da tenere in disparte.

Un altro aspetto, su cui vorrei richiamare l’attenzione, riguarda le barriere architettoniche di cui noi di “Senza Barriere” ci occupiamo in maniera particolare, sottolineando, per una migliore fruibilità degli edifici sia pubblici che privati, tre elementi: l’ACCESSIBILITÀ, l’ADATTABILITÀ, la VISITABILITÀ. La prima ci richiama alla possibilità, per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi, agevolmente, e di fruirne spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia. L’adattabilità riguarda la possibilità di modificare, nel tempo, lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo, completamente ed agevolmente, fruibile, anche, da parte di persona con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. Infine, la fruibilità è la possibilità, per le persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare.

Sono spazi di relazione gli spazi di soggiorno o pranzo dell’alloggio e quelli dei luoghi di lavoro, servizio ed incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta.

Teniamo conto di questi tre elementi e facciamo in modo di costruire edifici, sia pubblici che privati, in maniera tale da non provocare ostacolo alle persone con difficoltà motoria o sensoriale.

Anche, da questo si vede la civiltà di una nazione.


 


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