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 venerdì 2 marzo 2018

MALTA

Mons. Alfred Xuereb, nuovo nunzio apostolico maltese in Corea del Sud e Mongolia

di Fra Mario Attard


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Papa Francesco ha recentemente nominato mons. Alfred Xuereb come nunzio apostolico in Corea del Sud e Mongolia. Questa bellissima notizia è certamente stata una grande grazia sia per l’Arcidiocesi di Malta e per la diocesi di Gozo, la diocesi da dove proviene mons. Xuereb. Che il Signore gli dia suo aiuto in questa sua nuova missione. Il prelato maltese Xuereb nacque a Città Victoria, Gozo, nel 14 ottobre 1958. Fece i suoi studi filosofici e teologici nel Seminario Maggiore a Gozo. Fu ordinato sacerdote nella cattedrale di Gozo da mons. Nikol Ġ. Cauchi, vescovo di Gozo in quell’epoca del 26 maggio 1984. Celebrò la sua prima messa solenne l’8 luglio 1984 nella Basilica di San Giorgio, la sua parrocchia natale a Rabat (la Città Victoria in maltese).

Nei primi anni del suo sacerdozio, mons. Xuereb fece il licenziato in teologia spirituale presso il Pontificio istituto di spiritualità Teresianum di Roma. Con la sua tesi, Il Mistero Pasquale nella Vita Cristiana, prese il dottorato summa cum laude dallo stesso istituto. Nel frattempo, mons. Xuereb lavorò pastoralmente come vice parroco nelle due Parrocchie romane della Natività del Signore (1984) e anche in quella del Santissimo Sacramento (1989-19910). Dal 1991 fino al 1995, mons. Xuereb fu segretario personale del rettore dell’Università Pontificia Lateranense e confessore straordinario nel Seminario Pontificio Maggiore di Roma.

Dal 1995 fino al 2000, mons. Xuereb fu designato come ufficiale della Segreteria di Stato. Qui i suoi superiori gli affidarono due missioni brevi, ma importanti. La prima missione era quella di rappresentante il Vaticano nella nunziatura apostolica a Ottawa, in Canada. Poi, nel 1997, mons. Xuereb ha ricevuto il titolo di cappellano della Sua Santità con il grado di monsignore. Nell’anno 2000, gli hanno affidato la missione di ufficiale della Prefettura del Palazzo Apostolico nella Segreteria del Prefetto. Nel Vaticano, nel 1997, mons. Xuereb fu disegnato come vice assistente spirituale dell’Associazione di “San Pietro e San Paolo”. Poi, nel 2002, fu assistente spirituale e anche rettore della Chiesa di Santa Caterina della Rota, precisamente dal 2001 fino al 2002. Ebbe una posizione di Prelato di Anticamera Pontificia, dal 2003-2007, e nel 2003 fu anche designato come prelato d’onore di Sua Santità, tanto vicino all’amatissimo Papa santo, San Giovanni Paolo II.

Su questo santo pontefice, mons. Xuereb ha detto così: “Certamente sì, anche per me è un santo, un santo speciale. Si percepiva la sua santità in vari modi; nel modo in cui celebrava la Messa, come si donava agli altri senza risparmiarsi. Posso riferire tranquillamente quello che noi dicevamo in Segreteria di Stato e cioè che ogni passo che faceva il Papa era proprio per donarsi agli altri, per portare il vangelo agli altri, per rendere sempre più vivo il regno di Dio nel mondo”. Poi, l’11 settembre 2007, Papa Benedetto XVI lo convocò per lavorare nella Segreteria Particolare della Sua Santità. In questo ruolo, mons. Xuereb ha svolto il ruolo importante del secondo segretario del Papa. Su Papa Benedetto XVI, mons. Xuereb commenta così: “Sono tantissimi i ricordi che ho di Papa Benedetto e non voglio dimenticarli per conservare viva la memoria di questi anni, di questo periodo che ho vissuto con lui… Quali sono i momenti più forti? Ovviamente, quelli legati alla sua rinuncia. Ecco, ricordo benissimo il 5 febbraio del 2013 quando Papa Benedetto mi invitò ad accomodarmi nel suo studio per annunciarmi la grande decisione della sua rinuncia. A me, lì per lì, quasi veniva spontaneo di chiedergli: ‘Ma perché non ci pensa un pò?’. Ma poi mi sono trattenuto perché ero convinto che aveva pregato a lungo. Anzi, proprio in quel momento mi è venuto alla mente un particolare. C’era un periodo abbastanza lungo, quando lui, in sacrestia, prima di iniziare a celebrare la Messa nella cappella privata, rimaneva a lungo in preghiera; e, nonostante i rintocchi dell’orologio che segnava l’ora dell’inizio della Messa, lui ignorava questo e rimaneva raccolto davanti al Crocifisso della sacrestia. Ero convinto, allora, che stesse pregando per qualcosa di molto importante. Quel 5 febbraio, quando io ascoltavo da Papa Benedetto la sua grande decisione, ho pensato: ‘Allora, molto probabilmente, pregava proprio per questo!’. Poi, ovviamente, un altro momento forte è stato l’annuncio pubblico durante il Concistoro dell’11 febbraio. Io piangevo tutto il tempo e anche durante il pranzo, ero molto emozionato e gli dissi: ‘Santo Padre, ma lei era tranquillo, era sereno?’. E lui disse ‘sì’, perché il suo travaglio lo aveva già fatto. Era sereno proprio perché era sicuro di aver vagliato bene la cosa e che era nella pace, nella volontà di Dio!”.

Dall’elezione di Papa Francesco nel 2013, mons. Xuereb diventò il suo primo segretario privato. Il 28 novembre 2013, il Papa lo ha scelto come il suo Delegato sulla Commissione Pontificia sull’Istituto Per le Opere della Religione (IOR) e anche sulla Commissione Pontificia sull’organizzazione della struttura Economico-amministrativa della Santa Sede. Il suo ruolo era quello di referente di studio e di indirizzo direttamente alla Sua Santità. Il 3 marzo 2014, Papa Francesco scelse mons. Alfred Xuereb come il primo segretario prelato della Segreteria per l’Economia, un nuovo dicastero nella Curia Romana.

Mi ha toccato molto il commento che mons. Xuereb ha fatto su Papa Francesco quando gli hanno domandato sulla vita quotidiana dell’attuale pontefice:Mi creda, non perde un solo minuto! Lavora instancabilmente. E quando sente il bisogno di prendere un momento di pausa, non è che chiude gli occhi e non fa niente: si mette seduto e prega il Rosario. Penso che almeno tre Rosari al giorno, li prega. E mi ha detto: ‘Questo mi aiuta a rilassarmi’. Poi riprende il lavoro. Riceve una persona dopo l’altra: il personale della portineria di Santa Marta ne è testimone. Ascolta con attenzione e ricorda con straordinaria capacità quanto sente e quanto vede. Si dedica alla meditazione presto, la mattina, preparando anche l’omelia della Messa a Santa Marta. Poi, scrive lettere, fa telefonate, saluta il personale che incontra e si informa sulle loro famiglie”.

Poi, mons. Xuereb da una visione panoramica molto interessante su questo Papa che è tanto pastoralmente vicino ai sofferenti. Io vedo in Francesco il missionario che sta chiamando a sé la folla, quella folla che magari si sente smarrita, con l’intento di riportarla al cuore del Vangelo. È diventato – per così dire – il parroco del mondo e sta incoraggiando quanti si sentono lontani dalla Chiesa a ritornare con la certezza che troveranno il loro posto nella Chiesa. Lui vede nel clericalismo e nella casistica dei forti ostacoli affinché tutti si possano sentire amati dalla Chiesa, accompagnati da essa. Invece, parroci e sacerdoti ci dicono quasi quotidianamente quante persone sono tornate alla confessione e alla pratica della fede per l’incoraggiamento di Papa Francesco, specialmente quando ci ricorda che Dio non si stanca mai di perdonarci”.

Mons. Xuereb rimarca come il Papa abbiaun’attenzione speciale per i malati, e questo perché lui vede in loro il corpo di Cristo sofferente. E dimentica completamente i suoi malanni. Per esempio, nei primi mesi del suo pontificato aveva un forte dolore a causa della sciatica. I medici gli avevano consigliato di evitare di abbassarsi, ma lui, trovandosi davanti a malati in carrozzella o a bambini infermi nei loro passeggini si china ugualmente per far sentire la sua vicinanza. Così pure, per esempio, è successo durante la celebrazione eucaristica a Casal del Marmo la sera del Giovedì Santo durante la lavanda dei piedi. Nonostante il dolore che avrà sentito, si è inginocchiato davanti a ciascuno dei dodici giovani detenuti per baciar loro i piedi”.

Dal 9 maggio 1998, mons Xuereb fu designato membro onorario della Collegiata di San Giorgio nella Città Victoria, Gozo. Sulla proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri Italiano, nel 2007, mons. Xuereb fu nominato Commendatore dell’Ordine del Merito della Repubblica Italiana. Nel febbraio 2009, fu instituito come cappellano conventuale ad honorem dell’Ordine di Malta. Nel dicembre 2011, fu dato il Premio Ġieh Il-Belt Victoria dal consiglio locale della sua Città natale. Mons. Xuereb conosce l’italiano, l’inglese, il tedesco, il portoghese e il francese.

Infine, come mio piccolo dono per questo bravissimo e umilissimo prelato maltese, voglio pregare per lui e per ogni vescovo, la preghiera al Signore usando le parole della preghiera che Papa Francesco stesso ha scritto per i vescovi. Signore, abbi cura del vescovo mons. Alfred Xuereb; abbi cura di tutti i vescovi, e mandaci i vescovi che siano veri testimoni, vescovi che preghino, e vescovi che ci aiutino, con la loro predica, a capire il Vangelo, a essere sicuri che Tu, Signore, sei vivo, sei fra noi. Amen. Ad multos annos mio carissimo confratello e connazionale maltese mons. Alfred Xuereb!


 


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