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 martedì 20 febbraio 2018

MALTA

La passeggiatina davanti alla Berġa ta’ Kastilja

di Fra Mario Attard


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Il famoso scrittore e critico letterario statunitense Henry James (1843-1916) si confessò così: “Stare a Roma e non far mai una passeggiata a piedi, sarebbe, mi sembra, poco divertente”. La stessa cosa si può dire di chi visita Malta e non visita Valletta, la Città capitale maltese, e anche europea di questo anno. Come fai a non fare una passeggiata nella capitale maltese che ti solleva dai tuoi problemi e ti abbraccia nella sua storia affasciante, almeno nei luoghi più eloquenti della sua grande storia? Recentemente, ho fatto una passeggiatina cogli amici siciliani che il Signore mi ha fatto la grazia di conoscere. Devo dire la verità: questa passeggiatina mi ha fatto un sacco di bene. Perché, passo dopo passo, mi ha fatto assaggiare l’incanto di questa città assai unica non soltanto al mediterraneo ma, direi, al mondo.

I nostri piedi incuriositi ci hanno portato proprio lì, di fronte al Berġa ta’ Kastilja (l’Albergo di Castiglia), attualmente, l’ufficio del primo ministro. Appena saliti dalla strada che affronta il Port il-Kbir (il Porto Grande) appare subito questo magnifico palazzo. Esso fu costruito dal geniale architetto maltese Girolamo Cassar, all’epoca del regno del Gran Maestro Jean de La Cassiere (1572-1581). Inizialmente, fu usato come locanda a disposizione dei Cavalieri di San Giovanni originari dalla penisola iberica. Poi, questo luogo storico fu esteso e decorato durante i decenni seguenti, in modo particolare dopo il danneggiamento accaduto nel corso della seconda guerra mondiale. Nel sedicesimo secolo, il Berġa ta’ Kastilja era anche ritenuta come la residenza della lingua spagnola e portoghese. Anche se il palazzo non è aperto al pubblico, (tranne quando c’è la Notte Bianca in città in ogni ottobre quando il paesaggio urbano della Valletta si illumina e il pubblico può vistare i centri culturali ed artistici della città), merita una visita allo scopo di apprezzare la facciata maestosa che fu rinnovata l’ultima volta nella seconda metà del 2014. Questo edificio assai imponente è ritenuto come un autentico simbolo della Valletta. Infatti, l’immagine della Berġa ta’ Kastilja fu stampata su due monete commemorative dalla Banca di Malta nel 2008.

Un’altra opera d’arte nella Pjazza Kastilja (Piazza Castiglia) è il monumento di Manwel Dimech (1860-1921). Esso nacque in estrema povertà. Dimech trascorse anni in prigione, ma ne emerse come filosofo autore, professore di lingue e un eccezionale riformatore sociale. Pubblicò La Bandiera dei Maltesi e fondò la Società degli illuminati per educare e trasformare Malta in uno stato moderno. Dimech fu scomunicato dalla chiesa cattolica maltese, perseguitato, arrestato ed esiliato in Egitto dagli inglesi dove morì in solitudine nel 1921. Il monumento, che fu inaugurato nel 1976, è l’opera dell’artista Anton Agius.

Inoltre, nella medesima piazza si trova un altro monumento, quello di Gorġ Borġ Olivier (1911-1980). Notaio di professione, Borġ Olivier rappresentò il popolo maltese per la prima volta nel 1939 nel Consiglio Governativo. Egli fu capo del Partito Nazionalista dal 1950 al 1977, primo ministro dal 1950 al 1955 e dal 1962 al 1971 e, infine, capo dell’Opposizione dal 1971 al 1977. Nel 1962, come primo ministro, Borġ Olivier chiese formalmente l’indipendenza di Malta dall’Inghilterra che fu fissata per il 21 Settembre 1964. Inaugurato nel 1990, il monumento è opera dell’artista Vincent Apap. Al centro della Pjazza Kastiljam c’è pure il monumento del vertice sulla migrazione. Questo monumento commemora il congresso sulla migrazione che riunì a Malta i capi politici delle nazioni africane ed europee nel 2015. Questo monumento fu inaugurato da tutti i partecipanti al congresso dell’11 novembre. Nella forma di un nodo, rappresenta anche la politica estera maltese dagli anni settanta, ispirata dalla posizione geografica dell’isola che funge da ponte tra due continenti. Il monumento è opera dell’artista Vince Briffa.

Un’altra scultura commemorativa che rende più affascinante la piazza è quella di Pawlu Boffa. Boffa nacque nel 30 Giugno 1890 e morì nel 6 Luglio 1962. Egli iniziò la sua missione politica nel 1921 quando a Malta fu dato il diritto dall’Impero Britannico di governare se stessa. Nel 1923, Boffa si associò col Partito Laburista dove, nel 1947, nell’apice della sua carriera politica, divenne il primo primo ministro Laburista nella storia maltese. Appena divenne capo del Partito Laburista nel 1927, Boffa lavorò giorno e notte per far crescere nei lavoratori il rispetto per se stessi. In questo modo, essi sentirono il bisogno di essere rappresentati e, conseguentemente, le loro sfide furono prese sul serio. Boffa viene ricordato per l’introduzione della pubblica istruzione elementare obbligatoria e anche per la sua insistenza, affinché la lingua maltese venisse riconosciuta nell’ambito giuridico. Il suo monumento a Pjazza Kastilja è opera di Vincent Apap nel 1976.

Un’opera artistica temporanea, messa proprio nella Pjazza durante Valletta 2018, è la scultura di Joel Saliba sul proverbio maltese Kelb rieqed la tqajmux (Non svegliare un cane che sta dormendo). Il significato di questo proverbio è di non istigare guai. Invece lascia tutto quello che avrebbe causato guai solamente al passato. Passeggiando con questi amici siciliani questo proverbio mi ha fatto riflettere che, rispettivamente alle nostre opinioni divergenti su come deve essere governata Malta, noi maltesi facciamo tantissimo bene a noi stessi e a tutta l’Europa che ci circonda, se rispondiamo con umiltà, generosità e saggezza al forte richiamo del grandissimo Papa canonizzato Bergamasco, San Giovanni XXIII: “Cerchiamo sempre ciò che ci unisce, mai quello che ci divide”. Or sì che questa passeggiatina mi ha veramente fatto un sacco di bene!


 


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