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 martedì 20 febbraio 2018

MESSINA

Meeting al Centro Diurno “Camelot”: Linee guida riguardanti la salute mentale

di Domenico Interdonato


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Affollato e interessante incontro svoltosi a Messina presso il Centro Diurno “Camelot”, sito nella Cittadella della Salute del Mandalari, dove si è parlato delle “Linee guida del Piano Socio Sanitario con particolare riferimento alla Salute Mentale” e delle prospettive del nuovo piano Socio Sanitario. Il meeting è servito a incontrare e a far partecipare i familiari degli utenti, in merito al progetto che tende a rendere le famiglie partecipi e competenti nei progetti terapeutico-riabilitativi, supervisionando all’interno dei sistemi familiari le disfunzionalità conseguenti alle patologie. L’incontro, promosso dal dott. Armando Russo, facente parte del gruppo familiari “Camelot”, si è sviluppato sul ruolo delle associazioni dei familiari e sull’inclusione lavorativa dei soggetti con disabilita psichica. Russo ha evidenziato: “Dalle mie esperienze nel campo sociale, avendo lavorato in passato, nei servizi sociali del Comune, ho potuto notare che gli utenti che soffrono del disagio psichico, subiscono: solitudine, emarginazione e mancanza di un impegno lavorativo. I disagiati non hanno amici, salvo i genitori o i parenti, stentano ad avere una vita sociale normale e, a causa della loro difficoltà nell’impiego lavorativo, spesso involontariamente si trovano emarginati dalla cosiddetta società civile. È quasi impossibile per loro poter accedere anche a un semplice lavoro manuale, che possa impegnarli ed essere seguiti adeguatamente da esperti anche volontari”.

Il dott. Antonino Ciraolo, capo settore del DSM, è entrato subito nell’argomento, trattando l’aspetto più importante che è l’integrazione socio sanitaria: “Noi in Sicilia abbiamo un ritardo di oltre 20 anni, che stiamo recuperando con l’integrazione che ancora non è completa. Per poter svolgere le attività, ci vogliono budget certi, perché le risorse economiche sono importanti, alla pari delle risorse umane che, attualmente, dopo i pensionamenti non vengono reintegrate”. L’argomento trattato dal dott. Paolo Saglimbeni, componente dell’Associazione “Pegaso”, è stato quello del coinvolgimento di tutti familiari e assieme alle strutture sanitarie: “Bisogna fare gioco di squadra, creare progetti e centri come il ‘Camelot’ utilissimi nella riabilitazione, per andare avanti bisogna abbattere gli steccati che ne limitano la crescita”.

Il dott. Giuseppe Rao responsabile del servizio di salute mentale Messina Nord, si è soffermato sulla psichiatria che “Deve acquisire maggiore peso contrattuale, perché ci sono poche risorse e pochi operatori e di riflesso tutto il sistema ne soffre”. Il direttore del Centro “Camelot”, dott. Matteo Allone, ha snocciolato i numeri del Centro Camelot: “Noi abbiamo una utenza che va oltre gli 8.000 accessi di pazienti in un anno, che si traducono in una media mensile di oltre 700 utenti, con circa 30 presenze giornaliere. Numeri importanti, che non possono essere sottovalutati e ci fanno capire la necessità di poter disporre di altre strutture simili alla nostra in Città e in provincia”. La dott.ssa Maria Celeste Celi, ha parlato del disagio delle famiglie “Spesso chiamate ad affrontare situazioni difficili, che non dovrebbero vederle coinvolte”. Il meeting dopo altri brevi interventi, si è concluso sulle note della canzone “More than words”, cantata magistralmente da Angela e Alessandro, utenti del Centro “Camelot”, che si sono conquistati l’applauso finale.


 


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