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 sabato 10 febbraio 2018

MESSINA

Centro Diurno Camelot: Incontro sul tema “Quando la forza diventa arte”

di Redazione


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Si è svolto, nel Salone dei Cavalieri del Centro Diurno “Camelot” del Modulo Dipartimentale Salute Mentale Messina Nord, un incontro sul tema “Quando la forza diventa arte”, organizzato in sinergia con la Federazione Italiana Shorinji Kempo. In un periodo storico di violenza, di non rispetto dell’altro, l’evento ha voluto sottolineare come attraverso la tecnica di un’antica arte marziale, si possa raggiungere il controllo di sé, la giusta determinazione e consapevolezza e si possa migliorare il proprio atteggiamento verso se stessi e gli altri. Il maestro Riccardo Marchetti ha sottolineato nella presentazione degli esercizi compiuti dagli allievi davanti a un pubblico attento di operatori e utenti come Lo Shorinji Kempo, fondato nel 1947 in Giappone da Doshin So, sia una pratica per sviluppare gli individui e il suo insegnamento più importante è quello di esortare gli allievi ad aiutarsi a vicenda e a vivere felicemente con gli altri, sviluppando, allo tempo stesso, il fisico e la mente. Attraverso la tecnica, si prende coscienza del proprio sviluppo personale compiacendosi dei progressi dei compagni. L’insegnamento filosofico e la tecnica non sono isolati tra loro, ma funzionano in sinergia, costituendo un unico “Sistema Educativo”.

Lo Shorinji Kempo forma persone che continuano a migliorare se stesse, operando in armonia con gli altri, al fine di costruire una società ricca sia materialmente che spiritualmente. Le tecniche dello Shorinji Kempo sono divise in “Goho”, tecniche dure, e “Juho”, tecniche morbide. L’unione di durezza e morbidezza è la caratteristica principale delle tecniche dello Shorinji Kempo, con l’applicazione delle quali possono riuscire a difendersi persone di qualsiasi età, sesso, struttura fisica e forza. La filosofia dello Shorinji Kempo insegna l’unione essenziale del corpo e della mente, e che gli esseri umani trovano la propria felicità e soddisfazione vivendo metà per se stessi e metà per gli altri. Infatti, il carattere giapponese Gyo (essenza dello Shorinji Kempo), mostra delle persone (forti) che sorreggono bambini o anziani (persone in condizioni di debolezza) e sono uno di fronte all’altro.

In questo spirito, lo Shorinji Kempo mira a costruire una società nella quale persone forti assistono persone deboli, affinché tutti possano vivere insieme in felicità. In tal senso, l’addestramento nello Shorinji Kempo ha i seguenti obiettivi: “Costruire un se solido nel corpo e nello spirito, su cui poter confidare”; “Agire verso gli altri con la stessa considerazione con cui agiamo nei confronti di noi stessi”. Solo così la pratica diventa Gyo (disciplina per il miglioramento dell’individuo). Lo Shorinji Kempo è praticato in Italia sotto la supervisione di un’unica Federazione Italiana di Shorinji Kempo affiliata a un’unica federazione mondiale, la WSKO (Word Shorinji Kempo Organization). Il nome Shorinji Kempo e i simboli usati sono proprietà della Shorinji Kempo Unity. Il loro uso è consentito solo ai Branch e Federazioni riconosciuti.

Il dott. Allone Matteo, direttore del Centro “Camelot”, ha, nella presentazione e nell’intervento conclusivo, sottolineato che gli esercizi hanno mostrato e chiarito come si possa costruire attraverso l’armonia del movimento, il controllo della propria forza e delle proprie pulsioni, individui più sicuri, determinati, che sanno rinunciare all’uso della forza come violenza, perché consapevoli di possedere una forza fisica e interiore autentica. L’evento ha, inoltre, simbolizzato attraverso le varie tecniche come l’altro non è il nemico, ma colui che ci aiuta nella trasformazione e che dobbiamo ringraziare perché ci aiuta a crescere e migliorare. Al termine, gli utenti di “Camelot” hanno ringraziato, donando ai maestri che si sono esibiti delle opere in ceramica realizzate nel laboratorio della struttura.


 


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