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 marted 6 febbraio 2018

MESSINA

Convegno: La fragilit dellanziano a Messina

di Redazione


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La fragilit dellanziano a Messina scaturisce, da quanto stato rilevato e detto nel precedente Convegno (2016), sullAssistenza allanziano. CittadinanzaAttiva e i vari relatori hanno messo in luce le tante carenze a fronte delle tante necessit motivate dal fatto che: i grandi vecchi sono in continuo aumento, che il 12% degli over 80 anni, secondo i dati della SINEU (Societ Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza) passano per i Pronto Soccorso italiani sperando nel ricovero, che 2,5 milioni di questi non sono autosufficienti, che un terzo vive da solo o in compagnia di un accompagnatore caregiver spesso anche lui prossimo ai 65 anni, che moltissimi vivono nelle strutture private non sempre conformi alle esigenze, visto che il 28% di esse stato considerato tale dai NAS, a seguito di un controllo eseguito nel 2016. LItalia, non ultima in Europa in campo di assistenza, assai lontana dagli standard di eccellenza. Le deficienze sono maggiori nel centrosud, Messina compresa.

Da questo, la necessit di riattenzionare il problema specie nellAnziano fragile. La FEDERSPEV lo fa con il coinvolgimento di altre Associazioni e mira a sensibilizzare lopinione pubblica sullimportanza di un invecchiamento attivo, questanno tema nazionale, che a Messina chiude un percorso iniziato con la definizione di Invecchiamento attivo nel 2013, a ridosso del 2012, anno europeo per linvecchiamento attivo e, andato avanti a tappe, con i temi: Alimentazione per un invecchiamento attivo, Stili di vita per un invecchiamento attivo, la prevenzione per un invecchiamento attivo, lassistenza allanziano, e, infine, a chiusura, con la Fragilit dellanziano.

Largomento sostenuto anche dallAMMI (Ass. Mogli Medici) e dallASS. CULTURALE 50 e PI, vuole fare emergere le criticit a livello locale e spingere a iniziative utili a sostegno dellanziano fragile nel fisico o nella psiche e quasi sempre anziano-anziano con polipatologia. La fragilit della natura umana diceva Karl Kraus, nel 1918 un problema che il progresso tecnico lascer aperto. Problema minimizzato da Robbert J.J. Gobbens che, nel 2010, lo definisce: uno stato dinamico che colpisce un individuo che sperimenta perdite in uno o pi domini funzionali (fisico, psichico, sociale), causate dallinfluenza di pi variabili che aumentano il rischio di risultati avversi per la salute e che, per Linda Fried solo uno stato biologico et-dipendente.

Sottovalutato, addirittura ignorato a lungo dalla medicina tradizionale perch ritenuto, fino a pochi anni fa, numericamente irrilevante, scientificamente non interessante, poco gratificante sul piano professionale, inguaribile, disturbante, esplode ai giorni nostri in ragione dei numeri, dellincidenza sulleconomia sanitaria, della rivalutazione del concetto etico di persona. Statisticamente pi frequente nelle donne (9.6%) che negli uomini (5.2 %), la fragilit, in entrambi i casi, aumenta con let dal 4% nei 65-69enni al 26% negli ultra 85enni coinvolgendo la sfera biomedica e bio-psico-sociale fisica, cognitiva, biologica, psicologica, economica, spirituale e sociale. Impone norme a livello nazionale, regionale e locale che, partendo dal follow-up finalizzato allinvecchiamento attivo, allarghino la preparazione secondo i dettami della Psicogeriatria e della Ortogeriatria, traccino nuovi percorsi socio-sanitari, formino nuove figure professionali infermieristiche (Caregiver), spingano lassistenza pi che in case assistite, al domicilio, con un piano assistenziale individuale (PAI).

Questo Convegno, alla presenza dellassessore alle politiche sociali e alla famiglia, attenziona il problema, lo fa conoscere nelle sue esigenze, nelle potenzialit assistenziali, nelle strutture sanitarie ospedaliere e no. Aggiorna gli operatori della sanit, fa conoscere esperienze di vita vissuta, anticipa la necessit di lavorare in quipe, di fare assistenza residenziale e semiresidenziale individualizzata. Sin dallintroduzione tenuta dal prof. Antonino Arcoraci e, ancor pi dalle relazioni fatte dal geriatra, prof. Vittorio Nicita Mauro (La fragilit in unItalia sempre pi longeva), dalle dott.sse Scibilia Angela e Bardetta Maria Elena a nome dellAss. alle Politiche Sociali Nina Santisi psicologa (La condizione assistenziale a Messina citt metropolitana), dal dott. Salvatore Feliciotto, pres. Collegio IPASVI ME (Evoluzione del ruolo dellinfermiere in maniera particolare Sulla nuova figura professionale del caregiver), del dott. Pasquale Russo Neuropsichiatra, docente di Psichiatria forense, master II livello Medicina Legale Un. Messina (La protezione giuridica del soggetto con vulnerabilit psichica), della sig.ra Giovanna Curt Magaz, pres. Ass. 50 e PI (Il vissuto nellesperienza personale), emerso che le varie nazioni, le varie regioni scrivono Linee Guida. La Germania dal 1995 ha attivato un tipo di assicurazione obbligatoria, la Pflegeversicherung, finanziata con il metodo contributivo, che interviene in caso di grave bisogno protratto nel tempo, anche con laiuto nella conduzione domestica.

In Italia, nel 2010, il Ministero della Salute ha segnato i Criteri di appropriatezza clinica, tecnologica e strutturale nellassistenza allanziano, identificato gli strumenti per la diagnostica della fragilit dellanziano raccomandandole nelle Linea Guida (SNLG). Lo stesso Ministero ha spinto per la lotta alla sedentariet, investendo il medico di Medicina Generale, dellobbligo di individuare e coordinare le azioni necessarie alla soluzione dei problemi emergenti dallanalisi della Fragilit con laiuto dei Professionisti del Servizio Sociale. Quasi tutte le Regioni hanno preso le loro posizioni, ma solo la Lombardia ha normato lintero carico del paziente e lo segue a 360. La Regione Veneto, nel 2018, converte le ex case di riposo in poli della salute. La Regione Sicilia col D.A. n. 867/S7 facilita laccesso agevolato ai servizi sociali con i criteri unificati di valutazione economica ISEE, tutela la fragilit attraverso la rete delle lungo-assistenze (residenze sanitarie assistite e lungodegenze), degli hospice, dellassistenza domiciliare e domiciliare integrata.

A Messina, Citt metropolitana, sono stati avanzati i primi passi per la stabilizzazione delle RSA, delle case ospitali e per lassistenza domiciliare allargata e finalizzata allautogestione. Si applicano nuove metodologie, si danno nuovi mezzi per tenere il paziente nella casa-famiglia e per potenziare lassistenza a domicilio senza lallontanamento dei malati dal loro luogo di residenza che li aiuta nei ricordi, li lascia nelle loro abitudini, tra i parenti, a loro volta facilitati, al sorriso e alla carezza. stato anche tratteggiato limpegno dellENPAM nei casi di Fragilit dellanziano.La conduzione del prof. Dino Bramanti, direttore scientifico IRCCS Neurolesi-Bonino Puleio, e le conclusioni dellavv. Francesca De Domenico, presidente AMMI, hanno ribadito limportanza del problema. Facendo continuo riferimento alla realt locale, discutendo la validit del sistema, alla luce dei dati, hanno avanzato nuove metodologie facilmente diffondibili e applicabili in una realt che ha ancora bisogno di essere aiutata, ma che gi orientata a considerare il malato fragile, persona!


 


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