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 martedì 6 febbraio 2018

MALTA

Sant’Agata, la Santa Catanese è la Santa Padrona di Malta

di Fra Mario Attard


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Lunedì 5 febbraio, tutta la Chiesa ha celebrato la festa della martire catanese Sant’Agata. Questa santa catanese, martirizzata nella persecuzione dell’imperatore Romano Decio (249-251) nella Città capitale siciliana di Catania, ha un culto molto antico. Infatti, è una delle martiri più venerate dell’antichità cristiana. Inoltre, Sant’Agata non solo è riuscita a portare la Chiesa a respirare coi suoi polmoni dell’oriente e occidente, ma anche ha unito per sempre la Sicilia e Malta. Tanto è vero che la celebre catanese è la santa padrona di Catania e, con la Repubblica di San Marino, e anche la santa padrona di Malta. Ma chi era veramente questa donna che il vescovo, San Metodio Siculo, nel suo Discorso su sant’Agata, l’ha definita come quella che “la sua bontà corrisponde così bene al nome e alla realtà”?

Esiste poca informazione precisa sulla santa vergine e martire catanese. Si dice che Sant’Agata nacque a Catania nel 231 da una famiglia nobile e benestante. San Metodio Siculo descrive, con grande sensibilità, il suo nome: “Ora, Agata significa ‘Buona’”. L’esempio della sua convincente testimonianza è tanto forte che ci ispira a seguire il nostro vero Sommo Bene, Dio. Come aggiunge alcuni versi dopo lo stesso San Metodio: “Agata ci attrae, persino, con il proprio nome, perché tutti volentieri le vadano incontro ed è di insegnamento con il suo esempio, perché tutti, senza sosta, gareggino fra di loro per conseguire il vero bene, che è Dio solo”.Agata è una delle sette sante donne, a parte ovviamente la Santissima Vergine Maria, che si menzionano nella prima preghiera eucaristica. Anche se il suo martirio è autentico, non abbiamo le precisazioni di esso. I racconti che narrano il suo martirio seguono il percorso comune fatto da tanti altri racconti delle vergini martiri giovani. Ossia, la richiesta per il matrimonio, il ricatto della denuncia perché la martire era cristiana, l’interrogazione, la tortura, la resistenza con l’aiuto soprannaturale, e, infine, il trionfo con una morte santa.

La storia di Agata ci dice che nonostante lei dedicò se stessa a Dio un preconsole romano, Quintiniano, tentava di persuaderla per dare se stessa a lui. Sennò era prontissimo a denunciarla come cristiana. Agata, risoluta nelle sue scelte per il Signore, rifiutò le sue proposte mondane. A causa di questo suo rifiuto, il preconsole l’imprigionò e la fece torturare fino a farle strappare i seni con grosse tenaglie. Interessante che nelle prigioni sotterranee di Mdina, a Malta, c’è una rappresentazione suggestiva di questo brutale evento, cioè dell’asportazione del seno della santa. Dopo questa orribile tortura, l’hanno bruciata sul rogo. Secondo l’Acta Sanctorum, la morte di Sant’Agata sia avvenuta nel 251. Come sappiamo, Sant’Agata è la santa padrona delle donne affettate da patologie al seno, infermieri e tessitrici siciliane. E anche invocata contro incendi ed eruzioni e disastri ambientali.

Il collegamento di Sant’Agata a Malta è fortissimo. Subito si pensa della tradizione maltese che dice che durante la persecuzione dell’imperatore romano Decio (249-251), Agata riuscì a fuggire dalla Sicilia con altre persone e si rifugiò qui a Malta. Anche se, secondo alcuni storici, la sua permanenza al nostro Paese era transitoria, la santa passò il suo tempo a Malta in una cripta rocciosa vicino a Rabat. Lì, Agata pregava e insegnava la fede cristiana ai bambini. Dopo che trascorse qualche tempo là, ritornò in Sicilia e fu martirizzata. I miei antenati Maltesi hanno dedicato lo stesso luogo dove stava e anche una catacombe nella vicinanza. Col passare del tempo, una cappella fu costruita esattamente sulla cripta dove Sant’Agata visse a Rabat.

A Malta, esistono ben quattro cappelle dedicate a Sant’Agata. Questi si trovano a Mdina, Żurrieq e gli altri due a Rabat. Una delle cappelle a Rabat è medievale, mentre l’altra è quella trogloditica nelle catacombe paleocristiane del vicino. Alcuni affreschi che si trovano in questi siti sono, persino, del dodicesimo secolo. Si nota che l’iscrizione sulla parte destra dell’ingresso della cappella trogloditica può essere più antica fino ad arrivare al sesto secolo. Questo conferma la tradizione forte e antica della devozione a questa santa catanese nella nostra Isola di Malta. Sant’Agata è ben inserita nell’albo delle strade maltesi. Infatti, troviamo tre strade che portano il nome Sant’Agata a Malta. Queste si trovano a Rabat, Sliema e Żejtun. La piazzetta che è di fronte alla cappella dedicata alla santa porta proprio il suo nome. Ci sono anche quattro statue che rappresentano Sant’Agata che sono messe a lato delle strade maltesi. Uno gli trova a Rabat, Żebbuġ, Mdina e Siġġiewi.

Ma come Sant’Agata è diventata compatrona di Malta con san Paolo l’apostolo? C’è un’interessante leggenda collegata con la santa che spiega questo fatto. È proprio grazie a essa che Sant’Agata fu dichiarata santa padrona di Malta. Questa leggenda bellica è fortemente legata con l’invasione musulmana turca condotta da Sinam Pascha contro Malta, nel 1551. I musulmani turchi sono sbarcati a San Pawl il-Baħar (San Paolo al Mare). Da lì, continuarono il loro percorso fino a Imtarfa. Questa fu una manovra preparatoria all’attacco definitivo del Grande Assedio che Malta subì dai turchi, nel 1565. Le truppe nemiche assediarono Mdina, nota storicamente come Città Notabile. I Maltesi soffrirono tanto a causa di quell’assedio feroce. E quando le forniture alimentari quasi hanno toccato il fondo la popolazione, si salvò mediante un miracolo.

Si dice che una suora di clausura nel Monastero Benedettino di Santa Scolastica dove allora era, dove oggi c’è Misraħ il-Bastjun (Piazza Bastione), ricevette una visione celeste. Lei confidò la sua esperienza con il vicario generale di quell’epoca, Don Giuseppe Manduca. La suora disse che Sant’Agata l’ha detto che se i maltesi volevano vincere e i musulmani lasciano in pace tutti gli abitanti di Mdina, militari e civili entrambe, dovevano andare a messa e dopo portano la sua statua in processione lungo le mura della Città. Alla fine della processione, dovevano mettere la sua santa immagine sulle mura affacciando il nemico.Il vicario fece esattamente come gli disse la suora. Lui stesso celebrò la messa. Presente a questa messa speciale c’era il governatore di Mdina, Adomo, insieme coi cavalieri dell’Ordine di San Giovanni, i nobili e tutta la popolazione della Città capitale maltese. Finita la messa, compirono la processione secondo la richiesta della suora a causa della visione che ebbe dal cielo. Davanti a questa manifestazione, i musulmani turchi ebbero talmente un forte spavento che si confusero e andarono via. Sfortunatamente, alla loro ritirata, versarono la loro rabbia sull’isola sorella di Gozo, al punto che devastarono tutto ciò che trovarono intorno.

Come ringraziamento per questa liberazione, il 5 febbraio d’ogni anno, si organizzava una processione per ricordare questo prodigioso evento. Questa processione fu celebrata dal capitolo della cattedrale con la distinta partecipazione delle personalità più importanti dell’isola e anche d’una grande parte della popolazione di Malta. Fino a oggi, la processione si sta svolgendo dalla cattedrale fino alla cappella di Sant’Agata. Come commemorazione di questo avvenimento, il vicario, Don Giuseppe Manduca, sponsorizzò il quadro di Sant’Agata. Oggi, questa pittura si trova nel Museo della Cattedrale mentre nell’attuale cappella vediamo soltanto la copia dell’originale dipinto.

Ora, rivolgiamoci tutti, maltesi e siciliani, alla nostra comune Santa padrona Sant’Agata, e preghiamola con fede:Vergine santa e martire di Cristo, ti preghiamo proteggici e insegnaci per non avere paura da tutti quelli che uccidono il corpo ma non possono uccidere l’anima. Insegnaci e sostienici per essere forti durante i nostri guai, bisogni, paure e stanchezza. Aiutaci ad affrontare questi momenti con la purezza, saggezza, pazienza, bontà, e con lo spirito di santità e amore sincero, nella verità e la potenza di Dio. Incoraggiaci a lasciare lo Spirito Santo a fortificarci con le armi della giustizia nella buona e la cattiva sorte. Proteggici, O Agata, nostra comune padrona. E, come una volta, la tua immagine piena di gloria ha fatto fuggire il nemico del corpo proteggici anche oggi dal nemico sottile che gira intorno a noi pronto a divorare chi trova di mezzo. O vergine gloriosa e martire di Cristo, che, d’una età così giovane hai dato te stessa completamente a Cristo e ti sei assomigliata all’Agnello senza macchia, intercedi per noi e rafforzaci nella nostra fede e fedeltà verso Cristo e il suo Vangelo senza paura e procrastinazione affinché possiamo guardare con te Dio faccia a faccia in cielo. Amen”.


 


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