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 lunedì 29 gennaio 2018

LIBRI

Un medico con l’anima

di Fra Mario Attard


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Questo è il titolo di un libro che il Signore mi aveva fatto la grazia di pubblicare, ultimamente, con Sayitmalta.com. Il titolo originale maltese di questo libro è Tabib tar-ruħ. Questa opera, di non più di 91 pagine, parla sulla vita di San Giuseppe Moscati, il medico santo di Napoli. L’estate scorso avevo la grazia e l’onore di visitare questa bellissima Città piena di arte, storia e anche ironia. La bella Napoli mi ha fatto gustare il vero senso di vivere in mezzo alle sofferenze della gente. In ogni quartiere, che ebbi la benedizione di visitare, sentì, riecheggiando nell’aria, la stessa richiesta fatta da chi sà di quante persone, al santo medico napoletano: “Dottòr me puoì aiutàr ppe favorè?”.

Ebbene, Tabib tar-ruħ è la risposta cristiana a questo grido pieno di angoscia, paure e povertà. Nella prefazione del libro, scrissi:Questi medici, come tanti impiegati dell’ospedale, sono una icona viva della Divina Misericordia di Ġesù”. Ma perchè questo libro è così titolato? Ci risponde la prefazione stessa dell’opera: “Questo libro, Tabib tar-ruħ, parla a lungo su uno degli angeli della guarigione di Dio: Giuseppe Moscati. Moscati era il medico con l’anima perché, e soprattutto, era colmo dello Spirito della Santità, lo Spirito Santo. Era lo Spirito Santo che riempì Giuseppe Moscati coi suoi frutti dell’amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gàlati 5:22). Era lo Spirito Santo che incoronò la sapienza accademica che lo ha dotato con grandissimi virtù che sono indispensabili per ogni medico di dignità come l’umiltà, la dedicazione, la generosità ed anche del perdono”. La grande e l’attuale storia di Giuseppe Moscati è divisa in ben 25 capitoletti. Lo scopo di questa sistemazione del libro è quello di aiutare il lettore a leggere questo libro con lo slancio meditativo. In se stesso, Tabib tar-ruħ è medicinale, specialmente ai quei medici che vogliono fare della loro professione non una marea di soldi, ma un modo efficace di lasciare lo Spirito Santo a santificarli attraverso l’esercizio della loro professione.

Questo pensiero mi fa venire nel mio cuore le parole assai forti e pratici del Papa Emerito, Benedetto XVI, quando visitò l’Università Cattolica Del Sacro Cuore in occasione del 50° Anniversario dell’istituzione della facoltà di medicina e chirurgia Agostino Gemelli, esattamente del giovedì 3 maggio 2012: La relazione educativa è posta a servizio della persona nella costruzione di una qualificata competenza scientifica, radicata in un patrimonio di saperi che il volgere delle generazioni ha distillato in sapienza di vita; luogo in cui la relazione di cura non è mestiere, ma missione; dove la carità del Buon Samaritano è la prima cattedra e il volto dell’uomo sofferente il Volto stesso di Cristo: ‘l’avete fatto a me’ (Mt 25, 40)”.

Talmente affascinato dalle ultime parole di Gesù e splendidamente messe da questo grandissimo Pontefice, anch’io li ho scelti come il mio messaggio a tutti quelli che decidono di avere una copia di questo libro. Infine, è come uno dei sei membri della cappellania cappuccina di Mater Dei, l’ospedale nazionale di Malta, nell’introduzione del libro ho voluto ricordare, con grande affetto, la carissima memoria del mio confratello cappuccino, fra Joe Saliba OFM Cap, che morì dopo dodici ore di costante lavoro nel turno di notte nello stesso ospedale. Fra Joe era un esempio vivente del Buon Samaritano. La sua gioiosa disponibilità ci ha fatto vedere, in mezzo a noi, Nostro Signore Gesù Cristo. Il suo gentilissimo e umilissimo atteggiamento ci ha fatto rivivere le sante parole del celebre medico napoletano: “Esercitiamoci quotidianamente nella carità. Dio è carità. Chi sta nella carità sta in Dio e Dio sta in lui. Non dimentichiamoci di fare ogni giorno, anzi in ogni momento, offerta delle nostre azioni a Dio compiendo tutto per amore”.

Scrissi nella prefazione:Come tanti medici, infermieri e altri impiegati nell’ospedale, noi, frati francescani cappuccini, dobbiamo ringraziare il Signore per tanti confratelli che hanno fatto questo lavoro aureo cogli ammalati con una grande eroicità del cuore. Persino al punto di, letteralmente, dare la loro propria vita sul posto di lavoro. Fra di loro menzioniamo l’amatissimo fra Joe Saliba OFM Cap che morì il 16 novembre 2016, proprio nel giorno della festa liturgica di San Giuseppe Moscati, dopo che ha trascorso una notte intera a servire i nostri pazienti nell’Ospedale di Mater Dei”.

San Giuseppe Moscati amava dire:Gli ammalati sono le figure di Gesù Cristo. Molti sciagurati, delinquenti, bestemmiatori, vengono a capitare in ospedale per disposizione della misericordia di Dio, che li vuole salvi”. È la mia preghiera che tutti quelli che leggeranno e mediteranno questo libro, particolarmente i nostri bravi medici maltesi, possano lasciare la santa testimonianza di Giuseppe Moscati a farli crescere nella carità. Forse non è un caso che l’ultima pagina del libro è interamente dedicata alla preghiera del santo medico napoletano. Sarà mia grandissima gioia se questo libro portasse i nostri medici in ginocchio davanti al Signore, la vera fonte di ogni vita e santità. Se il mio desiderio sarà un po’ difficile a realizzarsi, la preghiera la rivolgerò a San Giuseppe Moscati che sul piatto posteriore del libro sicuramente mi darà una mano!


 


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