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 martedì 23 gennaio 2018

ANNIVERSARIO

Sant’Eustochia, la grande santa messinese

di Alfonso Saya


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Sabato 20 gennaio, è avvenuto il “dies natalis” cioè, il giorno della nascita al Cielo di Sant’Eustochia canonizzata nella nostra Città da Papa San Giovanni Paolo II. Nacque la “desiderata”, nel 1434. Il padre, Bernardo Calafato, era un ricco mercante e possedeva tante navi con cui andava in Oriente e le portava a Messina, cariche di spezie, di broccati e di stoffe preziose. Era ricco, ma non era contento perché desiderava avere una figlia e puntava sempre lo sguardo verso il Santuario di Montalto che sovrasta la nostra Città e pregava la Vergine affinché gli facesse la grazia di avere una figlia promettendo ricchi doni. Anche la madre, la buona Mascalda, terziaria francescana, la desiderava promettendoLe che l’avrebbe consacrata al Signore come sposa illibata. La preghiera fu esaudita. La Santa, come Gesù, nacque in una stalla, al Villaggio Annunziata, poco distante da Messina colpita dalla peste.

Fu chiamata Smeralda e la sua vita sfavillò come una gemma. Il padre sognava le nozze, ma Lei sentì forte la Chiamata e non volle altro sposo che Gesù con grande gioia della mamma. Rinunziò alle ricchezze, ai piaceri della vita terrena, e si consacrò al Signore. Si chiuse nel Monastero di Basicò vegliato dalla Madonna di Montalto, diede l’addio al mondo, indossò il ruvido saio francescano delle Clarisse, le sue belle chiome caddero recise come messe dorata sotto la falce del mietitore e si chiamò Eustochia. Poiché la Regola di Santa Chiara non era osservata “sine glossa”, cioè alla lettera, volle fondare un altro Monastero che si chiamò di Montevergine, di stretta osservanza, di cui Lei è la “perpetua Abbadessa”. Il suo corpo, da cinque secoli è incorrotto e si trova in una splendida cappella sopra l’Altare maggiore. Fin dalla morte, il popolo l’ha venerata come una Santa e innumerevoli sono i miracoli come quello celebre del 1615, quando il popolo terrorizzato per i continui terremoti accorse dalla Santa ed i terremoti cessarono. Il 20 gennaio 1486, morì serenamente col nome di Gesù sulle labbra.


 


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