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 martedì 28 novembre 2017

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“CittadinanzAttiva” in una Città sonnolenta e pigra

di Redazione


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Come agire, in questa nostra Città, per rafforzare sempre più il sentimento di partecipazione che dovrebbe essere alla base di qualunque società civile degna di questo nome? Il termine cittadinanza esprime al contempo un vincolo e anche un diritto di appartenenza. La cittadinanza attiva è la capacità dei cittadini di organizzarsi in modo coerente, di mobilitare risorse umane, tecniche e finanziarie, e di agire con modalità e strategie differenziate per tutelare i propri diritti esercitando poteri volti alla cura e allo sviluppo del bene comune. In tale prospettiva, la condivisione non si limita alla sfera degli interessi, ma si amplia fino ad abbracciare un insieme complesso di valori.

Favorire la consapevolezza di valori condivisi, lavorare perché l’azione comune non prescinda da essi, prima ancora di essere un esercizio politico, si configura come un fatto eminentemente educativo, di crescita civile e di educazione permanente. Il significato di cittadinanza acquista, pertanto, un valore aggiunto che consiste nella capacità per il cittadino di costituirsi in cittadinanza attiva e solidale, intendendo per attiva un voler prendere parte concretamente all’azione civica nelle sue molteplici forme, per solidale, invece, avere un occhio attento e pronto verso chi, per vari motivi si trovi al di fuori dalla vita pubblica, ad essa non integrato e di fatto da essa emarginato.

Attraverso la prospettiva della cittadinanza attiva, si lavora a promuovere processi di cambiamento nella società, riflettendo criticamente su tematiche quali la qualità complessiva della vita in un contesto territoriale determinato, i servizi sociali, i servizi in genere erogati da strutture ed Enti pubblici, le questioni ambientali, igienico-sanitarie, la burocrazia, in breve tutte le fattispecie il cui malfunzionamento sottrae il godimento, il controllo, e quindi, sostanzialmente, il pieno esercizio della democrazia. È necessario, pertanto, avere cittadini capaci di stabilire virtuosi rapporti e attivare dinamiche sinergiche con il territorio, con la città e i suoi abitanti, con i problemi che attraversano la vita della comunità. “Fare i cittadini è il miglior modo di esserlo”, dice il motto di “CittadinanzAttiva”. Dire che a Messina, che per sentenza del Tribunale è città “sonnolenta e pigra” (per dimostrare che non è una battuta alleghiamo la sentenza)* dire che siamo riusciti a trovare tanti cittadini che volevano esercitare i loro diritti sarebbe una grande bugia, per cui molto spesso siamo stati lasciati soli nelle nostre battaglie per i diritti negati.

I messinesi che pretendono che siano sempre gli altri a risolvere i problemi della collettività, su due problemi particolari hanno, invece, offerto il più largo consenso. Mi riferisco a quando abbiamo deciso di batterci per liberare la zona sud della Città dalla cortina di ferro che impedisce l’affaccio a mare e per il risanamento di Maregrosso. Tutte le comunità parrocchiali della zona ci hanno accolto, abbiamo affisso in chiesa le gigantografie che dimostravano il degrado della zona e i sacerdoti ci hanno fatto parlare durante la messa. C’eravamo fermati di fronte all’impegno di Pippo Isgrò. Ora che questa amministrazione non sta facendo assolutamente nulla, come documentalmente hanno dimostrato Gazzetta del Sud e i giornali online, abbiamo deciso che la prossima mostra delle gigantografie del degrado, assieme alle bellezze dello Stretto che ci ha fornito Pippo Lombardo, la terremo presso una sala del palazzo reale di Milano che quella amministrazione ci ha già messo a disposizione e per la quale chiederemo il patrocinio dell’Arcidiocesi ambrosiana e del Corriere della Sera.

Sempre con la fattiva collaborazione delle collettività parrocchiali la nostra richiesta di sostegno per denunziare alla Corte dei Conti i prefetti dell’Isola, perché pretendevano di gestire il settore dell’invalidità civile pur non avendone competenza, ha avuto una risposta concreta. Migliaia di cittadini hanno condiviso il nostro impegno e i prefetti hanno immediatamente mollato la presa. Ma non siamo riusciti a ottenere sufficiente consenso quando l’amministrazione attiva e i consiglieri ci hanno ammannito il cosiddetto piano di riequilibrio, strumento attraverso il quale i cittadini messinesi sono costretti a pagare le tasse più alte d’Italia ottenendo i servizi peggiori del mondo, basti pensare alla gestione dei rifiuti.


 


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