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 mercoledì 15 novembre 2017

MESSINA

A chi appartiene il giardino sottostante il sagrato del Santuario di Montalto?

di Alfonso Saya


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Ho scritto, reiterate volte, sull’insigne Santuario di Montalto, monumento storico e simbolo sacro della Città, in quanto su quel colle fatidico, chiamato della Capperrina, nella guerra del Vespro è apparsa la Madonna (la Dama Bianca), come “Celeste Arciere”, per difendere Messina dagli Angioini e ha voluto, con il misterioso Volo della Colomba, la costruzione del Santuario. Non posso non scrivere ora che è oggetto di una contesa fra il Comune e la Curia per quanto riguarda il giardino sottostante il sagrato del Santuario. Il Comune rivendica, sconsideratamente, la proprietà, “schiaffeggiando” la storia e la logica. Bisogna considerare, innanzitutto, l’area su cui sorge il Santuario, l’area stessa che fu indicata dalla Madonna con il misterioso Volo della Colomba, che non è leggenda o fantasia come si ritiene dai cosiddetti “storici”… di storico, il Santuario ne ha uno solo, mons. Francesco Bruno di venerata memoria.

La suddetta area, dopo il “Volo della Colomba” che ha segnato – ripeto – i limiti su cui doveva sorgere il Santuario, è stata subito recintata e acquistata, a spese pubbliche, da parte di Teodoro Coffiso e della moglie Costanza e del figlio Nicolò, ai rogiti del notaio Matteo De Sinapsi, al prezzo di 60 tarì d’oro. Di questo atto di acquisto, si conserva una minuta nell’Archivio del Santuario. A questo primo acquisto, ne seguirono altri per la costruzione del Monastero. Il terreno che, originariamente, era proprietà pubblica essendo stato acquistato con denaro pubblico e al nome dei rappresentanti della Città, fu, in seguito, donato con atto in notar Gavido de Perpetto, del 31 ottobre 1802, all’abbadessa suor Giovanna Gottho, diventando così proprietà ecclesiastica. La storia, quindi, dovrebbe dirimere la suddetta rivalità. Date a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quello che è di DIO, UNICUISQUE SUUM.


 


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