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 sabato 23 settembre 2017

TEATRO GRECO ROMANO DI CATANIA

Franco Battiato in concerto: grande successo e sold out

di Redazione


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Un messaggio spirituale di pace, un intenso afflato mistico, come solo lui sa fare. Esaltante performance, tanto più alta quanto più spoglia ed essenziale, quella di Franco Battiato, protagonista del concerto che ha chiuso con prevedibile sold out al Teatro Greco romano di Catania la ricca stagione estiva del Teatro Massimo Bellini. La prima parte era dedicata alla rara Messa Arcaica, composta da Battiato nel 1994 al culmine di una delle fasi di ricerca che caratterizzano da sempre l’essenza del compositore e cantautore etneo. L’esecuzione è stata assai validamente sostenuta dall’Orchestra e dal Coro dell’ente, diretti rispettivamente da Guido Corti e da Gaetano Costa, con Carlo Guaitoli al pianoforte e Angelo Privitera alle tastiere. Arcaica perché, nonostante la tradizionale partizione (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus Benedictus e Agnus Dei), la Messa sembra più vicina alla modalità che la tonalità, ricreando le suggestioni del canto monacale e ieratico sui versi in latino, laddove gli assolo di Battiato si alternavano agli interventi corali e a quelli pure solistici del bravo mezzosoprano Carly Paoli.

Composizione per soli, coro e orchestra, “Messa Arcaica” è stata pubblicata originariamente su album nel 1994 dopo essere stata rappresentata l’anno precedente in due occasioni, un’anteprima nella Chiesa di San Bernardino a L’Aquila e una prima ufficiale ad Assisi nella Basilica di San Francesco, in occasione della giornata mondiale della pace. Nonostante negli anni siano seguite altre rappresentazioni, “Messa Arcaica” rimane un momento molto particolare della produzione dell’artista catanese. Divisa nelle partizioni canoniche (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus Dei), è probabilmente l’opera più tradizionale composta da Battiato, specialmente nelle parti corali e sinfoniche. Un lavoro che segnava l’approdo definitivo a una forma classica, riuscendo allo stesso tempo a conferire nella spazialità e nella cadenza il respiro di un portamento musicale aperto, rodato fin dai tempi dei dischi di ricerca degli anni ‘70.

Per questo concerto, Battiato ha scelto le più importanti, da “E ti vengo a cercare” e “L’oceano di silenzio” a “Le sacre sinfonie del Tempo” e “L’ombra della Luce”, passando per “Sui giardini della preesistenza” e “Lode all’Inviolato”. L’occasione per entrare a contatto delle zone più alte della ricerca musicale di Battiato, frutto di anni di ricerca ed elevazione spirituale, come dimostrano anche le canzoni filosoficamente più pregnanti e meditate, dalla stratosferica esecuzione di “Stati di gioia” al richiestissimo bis con “La cura”.


 


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