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 mercoledì 30 agosto 2017

CARONIA

Giornata Internazionale della Commemorazione della Tratta degli Schiavi

di Santina Folisi


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In occasione della Giornata Internazionale della “Commemorazione della Tratta degli Schiavi”, si è svolto, il 19 agosto scorso, presso Palazzo Cangemi di Caronia, un convegno moderato dalla dott.ssa Melissa Carteri, rappresentante del C.P. per il Club per l’Unesco di Caronia. Hanno portato il loro saluto ai presenti l’assessore, prof. Camano Josè, in rappresentanza del sindaco D’Onofrio e il dott. Santo Giovanni Torrisi, tutor della federazione e componente del Club.

Relatori, invece, l’architetto e storico locale, nonché componente C.P. per il club per l’Unesco di Caronia, dott. Salvatore Serio, il quale ha tracciato un excursus storico sulla schiavitù cioè lo sfruttamento di un essere umano da parte di un altro per fini diversi. Egli, infatti, è partito dalla Grecia antica, dove essa si realizzava con le guerre, la pirateria, l’indebitamento, e ha proseguito con il medioevo e, dunque, la colonizzazione ancora, la schiavitù nel mondo, fino al XVIII secolo con la tratta degli schiavi in Africa, non tralasciando il riferimento alla Sicilia toccata anch’essa da tale fenomeno.

Poi la prof.ssa Daniela Colajanni, componente del C.P. per il Club per l’Unesco di Caronia, ha parlato della “Capoeira”, l’arte marziale che ha avuto origini con gli schiavi africani di etnie, culture e tradizioni diverse del 1500. La relatrice, infatti, ha detto che essa rappresentava lo strumento di lotta degli schiavi, riconosciuto come sport nazionale, ufficialmente nel 1937, e di recente anche patrimonio culturale dell’Unesco, che canta la libertà del popolo e ha argomentato riflessioni sulla abolizione della schiavitù.

Quindi, il dott. Lorenzo Salvagio, formatore Ficlu e presidente Club Unesco di Sciacca, prendendo spunto da una pagina del libro “Lettere dalla Missione”, a cura di Michele Giordano, intervista l’autore, il missionario europeo, don Giuseppe Giordano, che, sin da subito non nasconde la sua commozione, avendo vissuto in maniera diretta delle realtà di cui racconta episodi anche sconcertanti per la disumanità vista nel suo viaggio in Africa, tra Senegal e Guinea.

Egli, infatti, ha ritenuto che il continente africano, ridotto alla povertà e ancora oggi, alla schiavitù, pur essendo stata abolita, può rinascere con l’integrazione e con piani strategici sull’uomo, al fine di costruire una civiltà basata sull’amore. Ha, poi, sottolineato l’importanza dell’opera dei missionari e di tanti volontari che con coraggio aiutino e sostengano tali popolazioni bisognose di doni reali e di fraternità globale.


 


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