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 giovedì 17 agosto 2017

ROMA

“Diaconato in Italia”. A Vincenza nel 2019 il prossimo Convegno Nazionale

di Redazione


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La diocesi di Vicenza si prepara ad accogliere il prossimo convegno Nazionale dei Diaconi – XXVII Edizione, che avrà luogo nel 2019 come da lettera di adesione del vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol. Ad annunciarlo il presidente della Comunità del Diaconato in Italia Enzo Petrolino che, a margine delle intense giornate di formazione e di confronto in Sicilia dal 2 al 5 agosto scorsi, Altavilla Milicia, diocesi di Cefalù (PA), ha sintetizzato i contenuti tematici assegnati ai relatori e ha rilanciato l’impegno sociale e di servizio del diacono in continuità e in preparazione al prossimo incontro di Vicenza. Una rete, quella dei diaconi di “servizio”, di evangelizzazione e di umanità nel contesto socio religioso contemporaneo.

Una rete che fa rete anche in questa era dei media e new media dove l’attenzione mediatica è determinante per favorire conoscenza e socializzazione, a difesa del servizio e della missione diaconale. Centrale, infatti, è il ruolo dei media per creare “rete” e stimolare la collettività attorno alla figura del diacono, ministro del rinnovamento e catalizzatore per la società fluida e frammentata che vive la crisi valoriale. Prima del convegno nella diocesi siciliana di Cefalù, il presidente Petrolino ha scritto una lettera al Santo Padre nella quale ha indicato i due impegni del diaconato in uscita, frutto dell’incontro sul tema dell’accoglienza: “raccogliere fondi per l’acquisto di Bibbie in inglese e francese nella edizione interconfessionale da distribuire ai migranti cristiani, appartenenti alle diverse Chiese che, continuamente, capitano nella parrocchia di Lampedusa e da mettere a disposizione dei rifugiati che sbarcano in Italia; fare del prossimo 19 novembre – giornata che il Papa ha dedicato ai poveri – un momento in cui proprio i diaconi si impegnino a lasciare che gli ultimi siano i protagonisti in ogni liturgia eucaristica”.

Un impegno che concretizza ciò che è stato esposto dai relatori durante i lavori del convegno. Un atteggiamento che diventa metodo di lavoro nel servizio e nel cammino di fede che i diaconi – 4.400 circa in tutta Italia – stanno svolgendo assieme alle loro famiglie. Servizio e impegno sui cinque doni (incardinazione, amore sponsale, preghiera ufficiale della Chiesa, servizio ai poveri e agli immigrati, proclamazione della parola del Vangelo) che la Chiesa ha loro affidato e che necessita di essere verificato, rinnovato, qualificato. La formazione permanente, spirituale, pastorale e teologica, dunque, è stato l’elemento principale per affrontare le tematiche urgenti anche in relazione alle sfide che la Chiesa sta vivendo, facendo ricorso al capitolo III della Evangelii Gaudium di Papa Francesco.

Il carattere biennale del convegno favorisce, alla realtà ecclesiale del diaconato in Italia, un cammino di “crescita e di maturazione nella fede” e consente di accrescere “l’attenzione spirituale” indicata al n° 200 della Evangelii Gaudium che si traduce – come spesso indicato durante i lavori del convengo siciliano stimolando i 250 diaconi presenti – in preparazione e studio accompagnati dalle esperienze quotidiane “sul campo”. “L’opzione preferenziale per i poveri deve tradursi, principalmente, in un’attenzione religiosa privilegiata e prioritaria”. A sottolineare l’impegno dei diaconi sull’accoglienza il cardinale Montenegro, presidente di Caritas Italiana e arcivescovo di Agrigento. Migranti, poveri e malati sono gli ambiti d’intervento dei diaconi, la sfida per “fare casa” e per essere “strumento di carità” come ha indicato più volte il cardinale Montenegro nella sua Prolusione conclusiva. “L’altare non è il vostro traguardo, il vostro traguardo è il mondo spiegando che l’evangelizzazione non è solo annuncio ma è soprattutto rendere concreto l’annuncio”.

Il “diacono si deve sporcare le mani” perché la diaconia, oggi come ieri, “guarda lontano e costruisce con speranza il Regno di Dio”. La diaconia dell’accoglienza è, pertanto, dimostrare fraternità e amicizia attraverso l’ascolto fatto con orecchi, mente, cuore e occhi. “Il diacono deve sapersi stancare di amore”. Un’indicazione e una pastorale specifica dell’accoglienza per rilanciare il ruolo dei diaconi nel mondo e affrontare le nuove sfide che il mondo ci pone come quella della profezia dell’accoglienza. Accanto ai diaconi, le spose che sono “lo sfondo dell’amore”, “incrocio dell’ecclesiale e dell’ecclesiastico, come ha soggiunto l’altro prelato di Agrigento rivolgendosi alle mogli dei diaconi anch’esse presenti al XXVI Convegno Nazionale dei diaconi in Italia che hanno dato anch’esse singolari testimonianze e supporto, riconoscimento e stimolo alle vocazioni e ai temi sensibili della società attuale. Appuntamento a Vicenza, dunque, nel 2019, per affrontare nuove sfide con lo stile remoto del “servizio”. 


 


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