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 giovedì 27 luglio 2017

SVILUPPO COGNITIVO

Dai pediatri le regole del sonno dei bambini

di Redazione


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Far addormentare i bambini, a volte, può essere davvero difficile. Ma il sonno è un bisogno vitale e serve a mantenere il corretto sviluppo cognitivo, lo sanno bene i medici dell’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” che, all’argomento, hanno dedicato il nuovo numero di “A scuola di salute”. Il problema dell’insonnia, del resto, colpisce tra il 10 e il 30 per cento dei bambini.Il primo consiglio è una regola: definire orari e metodi certi nel tempo. Soprattutto nei neonati, la regolarità del sonno esprime la capacità di adattarsi alla routine di addormentamento proposta dai genitori nei primi mesi. L’avvertimento ai genitori: è sempre bene far addormentare il bambino nella sua stanza ed evitare di prenderlo in braccio per spostarlo dal lettone alla culla.

Inoltre, l’ambiente in cui dorme il piccolo – spiegano i pediatri – dev’essere il più silenzioso e il meno illuminato possibile. Se il bambino non vuole dormire da solo, ci si può avvicinare al suo letto e leggergli una favola per esorcizzare le paure. Se il sonno non arriva allora sarà necessario allontanarsi, rimanere, comunque, nelle sue vicinanze e rassicurarlo dicendogli che non si andrà via finché non si addormenterà.Una concessione può aiutare. Il ricorso a un orsacchiotto oppure alla coperta preferita può dare una mano alla mamma esausta. Se il bambino chiama in piena notte senza un motivo reale, bisogna rassicurarlo a distanza senza precipitarsi da lui. Accorrendo subito non si farebbe altro che confermargli le sue paure nello stare da solo.

Ma quali sono i motivi che tolgono, letteralmente, il sonno ai bambini in età prescolare? I disturbi più frequenti sono dovuti alle difficoltà d‘inizio e mantenimento del sonno. Poi i risvegli multipli notturni, spiegano gli esperti del “Bambino Gesù”. Certamente, anche i “terrori notturni” e gli incubi che fanno parte del normale sviluppo cognitivo dei piccoli. Mentre in età scolare e nell’adolescenza ha un peso anche il sonnambulismo.Da non sottovalutare il russamento e le apnee ostruttive che riguardano un bambino su 10 e sono il sintomo più lieve e frequente tra i disturbi respiratori del sonno. È causato, soprattutto, dall’ingrossamento di tonsille e adenoidi, ma anche da obesità, malformazioni cranio-facciali e malattie neuromuscolari.

Ma quando si devono preoccupare i genitori e prenotare una visita più approfondita? Quando insieme al russamento – rispondono i pediatri – c’è una respirazione difficoltosa, la presenza di pause di apnea (arresto della respirazione), la tendenza a sudare in modo eccessivo al momento dell’addormentamento. E anche quando i bambini hanno un sonno agitato con frequenti risvegli o bagnano il letto, dopo aver acquisito la continenza urinaria da almeno 6 mesi.


 


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