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 mercoledì 26 luglio 2017

L’INTERVISTA

“Scienza e Vita” di Messina incontra il presidente nazionale Alberto Gambino

di Redazione


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Il giurista Alberto Gambino è il nuovo presidente nazionale di “Scienza e Vita”, Associazione impegnata nel campo della bioetica e per il diritto alla vita. Ordinario di diritto privato, prorettore dell’Università europea di Roma, direttore della rivista “Diritto, mercato e tecnologia” e, dal 2014, componente del Comitato etico dell’Istituto superiore della sanità. Ecco l’intervista:

Prof. Gambino, i messinesi che militano in “Scienza e Vita” hanno, più volte, manifestato viva soddisfazione per la ventata di rinnovamento che si percepisce all’interno dell’Associazione dopo la sua nomina a presidente nazionale.

Per quanto riguarda la ventata di rinnovamento, dico subito che ‘Scienza & Vita’ oggi si propone l’obiettivo ‘vitale’ di aggregare nuove generazioni. Per coinvolgere i ventenni, noi più ‘maturi’ dobbiamo sperimentare nuove forme di comunicazione, perché i ventenni non ascoltano conferenze o partecipano a convegni. Dobbiamo trovare delle modalità più interattive che suscitino interessi: immagini, film, confronti social, espressioni artistiche. Non è solo un metodo culturale, ma istituzionale. Anche per questo stiamo ridefinendo le regole organizzative dell’Associazione”.

La riforma dello Statuto in senso democratico noi l’abbiamo sostenuta da sempre e, quindi, non possiamo che essere d’accordo, anzi speriamo di potervi, fattivamente, collaborare. Passando dal nostro particolare a un tema più generale, non ritiene che i cattolici in politica, ma, soprattutto, i loro valori siano, scarsamente, rappresentati?

“Partiamo da un dato di fatto che i cattolici, ormai da tempo, non votano più in modo omogeneo. Non c’è un voto cattolico che converge verso un unico partito come ai tempi della Democrazia Cristiana. Tutti gli esperti del settore che sono andati a vedere la base elettorale del PD, di Forza Italia, della Lega, del Movimento di Grillo, hanno visto che i cattolici sono divisi, equamente, tra tutti i partiti, quindi, l’elettorato cattolico è una bella parola, ma è una parola, totalmente, astratta nel senso che non si vota più perché si è cattolici, ma si vota essendo a favore o contro singole problematiche sociali. Quindi, parlare di elettorato cattolico è fuorviante.

Sono tanti microelettorati all’interno di elettorati che si riconoscono in un certo partito, anzi nel suo leader: c’è l’elettorato cattolico della Lega, c’è l’elettorato cattolico di Forza Italia, c’è l’elettorato cattolico del PD, c’è l’elettorato cattolico di Alfano etc… Cambia, completamente, il rapporto dei cattolici con la politica, con quel che resta dei partiti, dove in ciascuno di essi si finisce per essere minoranza.

Voglio sottolineare un elemento, e cioè che in tutta la storia repubblicana, fino al 2012, la maggioranza dei parlamentari è sempre stata cattolica. Dal 2012, è stato il primo Parlamento a non avere una maggioranza di parlamentari cattolici ed è stata la conseguenza, principalmente, di tre fattori: un abnorme premio di maggioranza alla Camera che ha ‘regalato’ più di cento parlamentari a un partito erede anche del Pci; la presenza di una forza parlamentare sostanzialmente agnostica come il Movimento 5 Stelle; la progressiva irrilevanza dei cattolici nel centrodestra”.

Converrà con noi che tale stato di fatto è legato, da un lato ai risultati distorti dovuti a una legge elettorale, nota come “Porcellum”, che la Consulta ha dichiarato incostituzionale per la presenza di un premio di maggioranza definito “distorsivo”, e dall’altra per l’assenza completa nel dibattito politico del laicato cattolico che, chiuso nelle sacrestie, non ha pensato d’impegnarsi in alcun modo, tanto che qualcuno l’ha definito il “brutto anatroccolo”, con il risultato che i cattolici hanno finito per ingrossare l’astensionismo. È possibile svegliare le associazioni cattoliche più avvertite per farle scenderle in campo in difesa di valori irrinunciabili?

Ritengo che le associazioni d’ispirazione cattolica siano più sveglie che mai, solo che non hanno obiettivi, immediatamente, politici e questo è anche un bene. Quello che manca è, invece, il coraggio di alcuni cattolici ‘veri’, cioè integri nella vita privata e nella testimonianza: dovrebbero mettersi insieme e ripartire dai territori nei quali vivono e non da tavoli nazionali come se fossero i salvatori del mondo. Qualcuno in realtà lo fa: è l’unica ricetta valida per ridare spessore all’impegno politico delle nuove generazioni. Noi di ‘Scienza & Vita’ abbiamo lanciato il progetto delle scuole di biopolitica, incontri formativi e di confronto sui temi del rapporto tra impegno civile e tutela della salute e della vita umana, nell’orizzonte delle competenze e dei valori fondanti la nostra Carta costituzionale, soprattutto’ la parte che fu scritta da cattolici esemplari, come Giorgio La Pira, Alcide De Gasperi e Giuseppe Dossetti”.


 


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