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 giovedì 29 dicembre 2011

SIRACUSA – CONTRADA TERRAUZZA

PROFONDO CORDOGLIO PER LA DIPARTITA DI PADRE ALFIO INSERRA

di Redazione


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Sabato 17 dicembre, u.s., è venuto a mancare, all’affetto dei propri cari e fedeli, monsignor Alfio Inserra nella sua abitazione di Siracusa, in contrada Terrauzza.

È, con questa lettera, che un suo carissimo amico, Gianni Failla, che l’ha conosciuto e apprezzato, durante il suo percorso di vita, ci descrive il suo operato, a ricordo del medesimo.


“Siamo convinti che con te va via la figura di un uomo che, a pieno titolo, apparteneva alla storia del territorio siracusano. Tu eri tra quella gente che credeva nel servizio all’umanità. E in mezzo a questa gente hai vissuto, con entusiasmo, le tue intense giornate. Hai avuto il coraggio di osare, sfidando, in ogni stagione, i meschini calcoli dei ‘prudenti’ per proprio tornaconto, le resistenze dei benpensanti in pantofole, le sterili chiusure dei rigidi perbenismi.

Noi tutti abbiamo incontrato un uomo non comune, un uomo senza età, sempre, ringiovanito e rinvigorito dalle esperienze e dalla visione alta degli ideali in cui hai creduto.

Lavoratore instancabile sembravi, quasi, cercare nuovi impegni, nuove responsabilità, sempre, più complesse. Con le difficoltà ti misuravi, freneticamente, ‘da leone’; sapevi superare ogni imprevisto ostacolo. Anzi, con coraggio e intelligenza, sapevi trasformare ogni avversità in opportunità di crescita umana, culturale, sociale.

Le tue erano scelte per smuovere acque stagnanti, per coinvolgere. Non conoscevi, certamente, le amare monotonie delle facili quotidianità. Padre Alfio, sapevi assumere, personalmente, le responsabilità del tuo sacerdozio, combattendo le battaglie da vero protagonista.

La tua tensione è stata, sempre, creativa in ogni campo, scuotendo le mediocrità diffuse che, spesso, incontravi nei tuoi percorsi umani.

Non avevi, certamente, un temperamento docile, ma il tuo coraggio di donare modellava ogni umano limite. La tua generosità contagiava gli uomini liberi e diventava lezione che soccorreva debolezze e ravvivava impegni. Tenerti il passo era, davvero, difficile per noi tutti.

Da ragazzino entrasti nel seminario arcivescovile di Siracusa, lasciando le comodità familiari francofontesi, per affrontare il rigore di una formazione ecclesiastica che non concedeva indulgenze. Amasti, sinceramente, il tuo arcivescovo, Ettore Baranzini, che ti consacrò sacerdote, a ventitré anni, l’otto aprile del 1951 nel tuo paese. Mons. Baranzini apprezzò le tue, non comuni, doti e ti volle a Roma nell’Università Gregoriana ove, nel 1953, conseguisti la laurea in teologia.

Dopo alcune esperienze pastorali, vissute in Inghilterra e poi nella curia siracusana, nel dicembre del 1959 fosti nominato primo parroco della parrocchia di Santa Rita, di nuova istituzione. Lì hai lavorato, assiduamente, generosamente e coraggiosamente, per oltre 51 anni, realizzando, splendidamente, opere pastorali, sociali ed educative di grande rilievo.

Ma sei andato oltre, con la coraggiosa fondazione del settimanale diocesano ‘Cammino’, da te diretto per ben ventinove anni, con sacrifici, ma, anche, con ottimi riconoscimenti giornalistici. Sei stato a lungo vice presidente e consigliere nazionale della ‘Federazione Italiana Settimanali Cattolici’ (oggi qui presente con l’amico, nonché, presidente, Francesco Zanotti). Sei stato, anche – per conto dell’Europa – componente dell’‘Unione Cattolica della Stampa Internazionale’. E hai, sempre, onorato tutti questi tuoi impegni in maniera straordinaria. “Siamo convinti che con te va via la figura di un uomo che, a pieno titolo, apparteneva alla storia del territorio siracusano. Tu eri tra quella gente che credeva nel servizio all’umanità. E in mezzo a questa gente hai vissuto, con entusiasmo, le tue intense giornate. Hai avuto il coraggio di osare, sfidando, in ogni stagione, i meschini calcoli dei ‘prudenti’ per proprio tornaconto, le resistenze dei benpensanti in pantofole, le sterili chiusure dei rigidi perbenismi.

Le tue erano scelte per smuovere acque stagnanti, per coinvolgere. Non conoscevi, certamente, le amare monotonie delle facili quotidianità. Padre Alfio, sapevi assumere, personalmente, le responsabilità del tuo sacerdozio, combattendo le battaglie da vero protagonista.

Prelato d’onore di Sua Santità il Pontefice sei stato, sempre, premuroso sacerdote vicino alla gente, accanto ai problemi veri del popolo. Migliaia di persone ti ricordano, adesso, nella gratitudine per un’esistenza spesa bene in un territorio difficile, ma riconoscente.

La gente conserverà il ricordo di te con l’affetto di sempre, ma col dolore di oggi. In particolare, tutti ricorderanno i tuoi generosi impegni ecclesiali e civili.

Con te in cielo, noi tutti, ancora, condivideremo la gioia del tuo servizio alla ‘Chiesa di Dio’ ed all’Uomo di questa fertile terra di Siracusa.

Ma tu – in qualche modo – dicci: cosa fai adesso in cielo? Noi t’immaginiamo, sempre, in movimento, in.. cammino, anche, per tutti noi!”.


Nota biografica di Padre Inserra

Nato a Francofonte, il 4 agosto 1927, dodicenne Alfio Inserra entrò nel seminario arcivescovile di Siracusa. Fu accolto dall’arcivescovo mons. Ettore Baranzini che lo consacrò sacerdote, a ventitré anni, l’otto aprile del 1951 nel suo paese natale. A Roma, nella Pontificia Università Gregoriana, nel 1953, conseguì la laurea in Teologia Dommatica, discutendo una tesi sul battesimo dei bambini.

Visse alcune iniziali esperienze pastorali in Inghilterra, in alcune parrocchie siracusane e nella curia siracusana, dove, in particolare, raccolse testimonianze sulla prodigiosa lacrimazione della Madonna a Siracusa. Fu, pure, docente di Lettere nel ginnasio e di Patrologia nel corso teologico del seminario arcivescovile siracusano.

Nel dicembre del 1959, a Siracusa, fu nominato primo parroco della parrocchia Santa Rita, di nuova istituzione. Lì ha lavorato, assiduamente, generosamente, coraggiosamente, per oltre 51 anni, realizzando splendide opere pastorali, sociali, educative di grande rilievo. Tra queste si ricordano in particolare la ‘Scuola Mediterranea per assistenti sociali’, le scuole parrocchiali materne, elementari e medie, la ‘Casa serena’ per l’accoglienza degli anziani e dei forestieri.

Negli anni sessanta fu assistente diocesano della sezione siracusana dei giuristi cattolici dell’U.G.C.I. e del gruppo del ‘Movimento dei Laureati Cattolici’ (1959-1964).

Dal 1995 in poi fu consulente ecclesiastico dell’‘Unione Cattolica Stampa Italiana’ (U.C.S.I.), da lui promossa nella provincia di Siracusa. Fu, pure, cerimoniere religioso della sezione siracusana dei Cavalieri e delle Dame del Santo Sepolcro.

Da direttore responsabile mons. Inserra, nel marzo del 1983, fondò il settimanale diocesano Cammino, da lui, ininterrottamente, guidato ed animato per ventinove anni.

Negli anni novanta è stato vice presidente e, sino alla sua scomparsa, consigliere nazionale della ‘Federazione Italiana Settimanali Cattolici’ (F.I.S.C.). Della stessa Federazione in Sicilia è stato delegato regionale dal 1983, per ventinove anni, in rappresentanza dei settimanali diocesani siciliani. In tale veste ha organizzato e presieduto, in Sicilia, ben venti master nazionali F.I.S.C. di formazione per giovani giornalisti, redattori e direttori dei settimanali cattolici italiani. L’ultimo, a fine settembre del 2011, a Patti e Montagnareale, in provincia di Messina.

Negli anni novanta fu, pure, per sei anni consigliere d’amministrazione del quotidiano nazionale della CEI, Avvenire. È stato, anche – per conto dell’Europa – consigliere dell’‘Unione Cattolica della Stampa Internazionale’ (U.C.I.P.), per due mandati consecutivi, dal 1996 al 1999.

In sessant’anni di sacerdozio, almeno tre volte l’anno, ha realizzato innumerevoli pellegrinaggi nei cinque continenti del mondo.

Prelato d’onore di Sua Santità il Sommo Pontefice, mons. Alfio Inserra è stato, pure, canonico onorario della cattedrale polacca di Kielce e promotore della devozione per la Madonna delle lacrime di Siracusa, specialmente, in Australia.


 


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