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 sabato 17 giugno 2017

MESSINA

“Spazio Francescano”, incontro conclusivo

di Domenica Timpano


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Ha avuto luogo il 15 giugno scorso, presso la Biblioteca Provinciale dei Frati Minori Cappuccini in Via delle Mura, l’incontro conclusivo di un percorso che, avviato nel mese di ottobre da “Spazio Francescano”, ha toccato diverse tematiche molto importanti per quanti vogliono vivere da veri cristiani. L’evento culturale è stato moderato da frà Giuseppe Scarvaglieri, OFM Cappuccini di Messina, che ha presentato, con dovizia di particolari, il tema della serata e i relatori presenti.Dopo il saluto di frà Giuseppe, ha preso la parola padre Felice Cangelosi, ministro provinciale O.F.M. Cappuccini di Messina, che ha posto l’accento sulla perdita di valori della società in cui viviamo che appare disintegrata, privata di virtù portanti per carenze strutturali e per una sorta di inezia delle istituzioni che tendono a remare contro la famiglia.

Beni non negoziabili, che il relativismo imperante tende a svuotare di significato, subiscono una continua rarefazione. Dopo padre Felice, ha parlato il dott. Giuseppe Trovatello, rappresentante OFS d’Italia nel Forum delle Associazioni Familiari, ministro Fraternità OFS Immacolata di Messina, che, nel suo intervento, ha evidenziato il ruolo della famiglia, della sua importanza in seno alla società e del ruolo primario che riveste nell’educazione dei figli. Famiglia e scuola, parimenti attenzionate all’interno di un forum che vuole essere un punto di riferimento per creare una “alleanza genitori-insegnanti”, fondamentale per scongiurare che subentrino “agenzie educative” pericolose che possono recare danno ai giovani. Un esempio per tutti il gioco d’azzardo che incide sull’allontanamento dei giovani dalla scuola.

Il dott. Trovatello ha, poi, fatto riferimento alla normativa specifica della “Buona scuola” e, in particolare, alla legge su “Il Gender” che vorrebbe educare alla parità e al rispetto delle differenze anche sessuali. Legge che ha diviso la società per alcuni risvolti che possono creare disorientamento per le possibili interpretazioni che ne derivano. Il magistrato prof. Antonio Scalisi, consigliere della Corte Suprema di Cassazione, già docente di Diritto Civile presso l’Università di Messina, autore di prestigiose pubblicazioni, ha richiamato l’attenzione sul momento di grande trasformazione della società che stiamo vivendo, sottolineando la responsabilità dei singoli e il ruolo che i cristiani devono assumere perché chiamati a essere operatori di questa trasformazione, protagonisti e non semplici spettatori.

Per l’emergenza educativa, infatti, si rende necessaria una ripresa di coscienza della propria identità, un’assunzione di responsabilità da non delegare ad altri. Occorre chiedersi chi si è veramente e far sì che il nostro agire diventi una continua provocazione per affermare principi di libertà e autodeterminazione. Far conoscere con forza i valori in cui si crede, contrastare con determinazione la cultura della morte, che in modo subdolo s’insinua, deve essere un imperativo nella vita di chi si professa cristiano. Basilare, in una fase di “emergenza educativa”, appare il ruolo della famiglia – ha affermato il prof. Scalisi – dei genitori deputati a educare, a trasmettere principi a salvaguardia della dignità e della libertà dell’uomo, valore unico che si eleva su tutti gli altri esseri viventi. Da tutelare con la famiglia sono la vita, il lavoro e l’ambiente. La vita che appare in crisi per la sua ostentata negazione, per la cultura della morte, della “buona morte”, per la convinzione, che si sta facendo strada, che la vita va vissuta solo se non è contaminata dalla sofferenza, che non valuta la possibilità di accogliere la sofferenza, “lasciando che si concluda un ciclo vitale”, che rifiuta l’aiuto per sopportare il disagio.

Non gode di buona salute neanche l’istituto della famiglia – come già evidenziato – che dovrebbe rappresentare un’oasi per l’uomo che sente il bisogno di unirsi nel vincolo indissolubile del matrimonio con una donna, di donare e ricevere amore. Oggi l’amore viene deriso” e con esso “il senso del matrimonio”, ha ribadito il prof. Scalisi. Con molta leggerezza si arriva alla convivenza, dove non si fa strada il vero senso dell’amore, e, poi, alla separazione e al divorzio. Si creano situazioni problematiche, nelle quali i genitori sono corresponsabili, che fanno male a tutti, ai figli in particolare. Una delle cause della fine del matrimonio risiede – ha proseguito il prof. Scalisi – nell’affievolimento del sentimento. Affievolimento determinato, molto spesso, dalla disattenzione verso l’altro, dalla mancanza di gesti idonei a dimostrare il bene per l’altro, anche con piccoli cenni di affetto quotidiani, dal non avere vissuto il rapporto “da eterni fidanzati”.

Il prof. Scalisi, nel suo magistrale intervento, ha tenuto a sottolineare il valore del matrimonio tra uomo e donna, destinati a procreare, pur riservando il rispetto e la tutela dei diritti per quanti, oggi, fanno scelte diverse. Non ultimo, quale bene da salvaguardare, è la libertà che non può subire limitazioni, ma deve avere, per non scadere nel libertinaggio dei limiti interni ed esterni. Libertà che si coniuga con etica e responsabilità. Libertà di fare, libertà dal bisogno, dalle dipendenze, dalla paura, dalla rete. Libertà per raggiungere obiettivi e ideali, per dare “un senso alla vita” e raggiungere lo stato di felicità. Padre Scarvaglieri, dopo avere sollecitato i presenti a un vivace dibattito, a conclusione dell’evento, ha invitato a parlare la dott.ssa Maria Teresa De Lorenzo, ministro della Fraternità OFS di Messina, che ha riportato alla memoria i temi trattati nel lungo percorso degli incontri che riprenderanno dopo l’estate.


 


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