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 venerdì 9 giugno 2017

SIRACUSA

Formazione giornalisti: “La solitudine del Potere. La solitudine e la comunicazione del giornalista quando è scomodo ai poteri”

di Redazione


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È stato il tema del seminario per la formazione dei giornalisti che si è svolto, venerdì 9 giugno, dalle ore, nel Salone “Mons. Ettore Baranzini” della Basilica Santuario Madonna delle Lacrime a Siracusa. L’incontro è stato organizzato dall’“UCSI” Siracusa e dall’Ufficio della Pastorale delle Comunicazioni sociali e Cultura dell’Arcidiocesi di Siracusa in occasione della 51a Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali che è stata celebrata domenica 28 maggio 2017. Il seminariopromosso dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, dall’“Assostampa” di Siracusa, da “UCSI” Sicilia.

Come stabilire – ha detto Gianni Borsa, giornalista dell’Agenzia Sirun equilibrato rapporto tra potere (o poteri) e informazione? Come salvaguardare compiti e specificità di entrambi senza corti circuiti, sovrapposizioni viziate e viziose, senza influenze reciproche e devianti, evitando atteggiamenti di sussiego, di dileggio, di falsità o di manipolazione del reale? Ritengo che racconto del reale e correttezza dell’informazione siano esercizi di costante e rinnovato ‘equilibrio’; ma la verità, con la V maiuscola, non è il campo del giornalismo, così come non lo è la politica, che è il campo dell’opinabile, del confronto, delle diverse opzioni di governo dinanzi a situazioni diverse. Il giornalismo è, piuttosto, realtà raccontata attraverso un filtro costituito dalla persona, che è anche giornalista, e dallo strumento, e sono i media, a loro volta, portatori di un bagaglio culturale, personale o di interessi che tendono a rileggere e riprodurre il reale secondo specifici e differenti ‘occhiali’. Ovvero, se due giornalisti assistono un fatto o commentano un evento, lo faranno ciascuno a suo modo e con esiti diversi, discostandosi un poco o molto o moltissimo dalla realtà. Un corollario è, semmai, legato alla crescente e mortifera omologazione dei media, per cui, grazie a verifiche e scambi previ di informazioni e pareri, due o più giornalisti raccontano lo stesso fatto più o meno allo stesso modo per pararsi le spalle da interpretazioni discordanti rispetto alla maggioranza dei media o per ottenere un certo obiettivo politico o economico o sociale o sportivo. Il giornalista non si piegherà al potere se il suo impegno da rinnovare, costantemente, di fare del mestiere del giornalista un’opportunità per scovare e raccontare, ovunque e ogni volta, che è possibile, il bene, il bello, il buono di una circostanza, di un fatto, di una persona. Tutto questo sarà possibile se il giornalista avrà una dipendenza economica con un contratto per non essere ricattabili, né dentro né fuori dal giornale”.

Relatori la prof.ssa Arianna Rotondo, ricercatore del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università degli Studi di Catania, che ha parlato de “La solitudine del potere, una rilettura de ‘I Sette contro Tebe’”; Gianni Borsa, giornalista e redattore dell’Agenzia Sir (Servizio d’Informazione Religiosa), che si è soffermato su “La solitudine e la comunicazione del giornalista quando è scomodo ai poteri”. Il seminario aperto da mons. Maurizio Aliotta, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali e Cultura dell’Arcidiocesi di Siracusa, e Salvatore Di Salvo, presidente provinciale “UCSI” Siracusa e consigliere nazionale “UCSI”. Hanno portato i saluti Santo Gallo, consigliere Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, e don Aurelio Russo, rettore del Santuario Madonna delle Lacrime.


 


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