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 domenica 28 maggio 2017

TAORMINA

Il G7 si conclude con il grazie di Gentiloni

di Mimma Cucinotta


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Il premier Gentiloni al suo debutto in un summit G7 ringrazia Taormina, la Sicilia, le autorità, i diplomatici e le Forze dell’Ordine, un bel lavoro di squadra che ha fatto fare una bella figura all’Italia. Il premier italiano ha continuato con i ringraziamenti rivolti al suo predecessore Renzi, che ha avuto la felice idea di portare il G7 a Taormina e, in conclusione, ha detto grazie al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, seduta alla sua destra.

La conferenza stampa conclusiva è iniziata in perfetto orario nel giardino fiorito dell’Hotel San Domenico, numerosi i giornalisti italiani e stranieri presenti. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha detto: “Il summit di Taormina ha prodotto discussioni vere, forse più delle precedenti edizioni, il format è importante e sostanzialmente buono, occasione per aprire il confronto con i leader malgrado le differenze. Il G7 raccoglie le principali economie del mondo libero, oggi, il risultato unitario più importante si è avuto nella lotta al terrorismo a due giorni dei tragici eventi del Manchester Arena e di Menyak in Egitto. Nella Carta di Taormina si è stabilito di chiedere con forza ai ‘Provider service’ di rimuovere con sollecitudine quanto prodotto dal terrorismo. Trovata una larga intesa sui temi geopolitici attuali come: Libia, Siria e Corea”.

Intesa sul tema dei migranti nel medio e lungo termine, focus a cui l’Italia tiene particolarmente, abbiamo parlato di Africa, che è più vicina di quanto si creda – come ha dichiarato il presidente tunisino – “l’Africa è vicina, da Tunisi a Catania ci sono soltanto 35 minuti di volo”. Si è parlato anche della formazione di giovani imprenditori africani. Per quanto riguarda il “Clima globale”, non si è raggiunto nessun accordo, le posizioni della nuova politica di Trump restano lontane, mi auguro che presto si possa raggiungere un nuovo accordo. Nel commercio, abbiamo fatto passi significativi, trovando un punto di convergenza sui mercati, che non risolve il problema, ma ci avvicina a un risultato positivo. Si è parlato anche di parità di genere, tema su cui lavorare perché le differenze, malgrado tutto, restano.

Le novità sono state nei tanti debuttanti al G7, a cominciare da Trump e dalla sua politica, che noi rispettiamo, perché liberamente eletto dal popolo americano, con lui bisognerà intraprendere un dialogo nuovo. Il presidente americano si è dimostrato attento, interessato ai problemi e aperto al dialogo. Nel commercio, abbiamo trovato dei punti d’intesa su cui iniziare a discutere. Per quanto riguarda i temi dei migranti, qui siamo in Sicilia la terra che accoglie, dobbiamo lavorare sulle politiche della sicurezza e dell’accoglienza, l’Africa deve essere al centro della nostra agenda mondiale.

Tanti i complimenti fatti dai colleghi stranieri per la perfetta organizzazione dell’evento, assieme a domande interessanti, a cominciare da un collega colombiano che si lamentava della poca attenzione del summit al Sud America in rivolta e a quella del collega della Rai Sicilia, Duilio Calarco, che si complimentava per l’impegno e la perfetta riuscita del summit, ma allo stesso tempo si lamentava per l’ormai ritardo cronico a cui è stato lasciato il Sud e la Sicilia, “In poco tempo avete realizzato il Summit con successo, perché non fare lo stesso sforzo per risollevare il Sud, magari copiando lo stile Germania, che in 5 lustri ha riallineato con sacrificio e impegno la parte Est del Paese”.

Anche da parte degli imprenditori, i commenti sono stati positivi, noi non vogliamo sussidi, ma vogliamo lavorare senza trappole e con una burocrazia snella, che risolva i nostri problemi. Per la prima volta, si è parlato bene della Sicilia e di Taormina, questo è stato positivo perché avvalorato, dai rappresentanti delle delegazioni e sancito dai tanti giornalisti, venuti da tutto il mondo. Abbiamo osservato e apprezzato il grande sforzo prodotto, prodotto dalle Forze dell’Ordine, dalle divise multicolori perfettamente coordinate, da un’unica regia, questo evento ci ha fatto capire che per garantire l’ordine pubblico ci vuole un solo vertice e tanti agenti, oggi invece, abbiamo troppe “Polizie”, con altrettanti costosissimi Stati Maggiori, poche risorse e pochi agenti, la classica piramide capovolta con troppi comandanti e pochi soldati.

Naturalmente, alle cose positive prodotte dal G7, come il restauro della Villa comunale che è ritornata agli antichi splendori, la sistemazione delle strade e del PalaCongressi; si è notata la poca cura dei particolari, come una totale scerbatura attorno a tutte le strade di accesso a Taormina e lungo l’autostrada, la carente e vetusta segnaletica orizzontale autostradale e la sistemazione di microaree, come l’apprezzato e storico balcone panoramico con vista sull’Isola Bella di Via Pirandello.


 


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